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	<title>Serverplan Blog</title>
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		<title>Intervista a Francesco Turriani, brand strategist e co-founder di Ingigni</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/brand-strategist-intervista-a-francesco-turriani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Sebastianelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 05:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperti web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa significa essere brand strategist oggi, quando il sito web non è più solo un insieme di pagine internet ma uno dei tanto touchpoint della customer journey? Forse, lo snodo essenziale è che si deve andare oltre il classico lavoro branding, ma bisogna considerare anche user experience, SEO/GEO, AI e hosting. Anche per questo motivo, </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/brand-strategist-intervista-a-francesco-turriani/">Intervista a Francesco Turriani, brand strategist e co-founder di Ingigni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cosa significa essere <strong>brand strategist</strong> oggi, quando il sito web non è più solo un insieme di pagine internet ma uno dei tanto touchpoint della customer journey? Forse, lo snodo essenziale è che si deve andare oltre il classico lavoro branding, ma bisogna considerare anche user experience, SEO/GEO, AI e hosting. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/strategia-brand-1024x683.jpg" alt="Intervista a Francesco Turriani, brand strategist e co-founder di Ingigni" class="wp-image-34000" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/strategia-brand-1024x683.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/strategia-brand-300x200.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/strategia-brand-768x512.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/strategia-brand-585x390.jpg 585w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/strategia-brand.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per questo motivo, il contributo lasciato da <strong>Francesco Turriani di Ingigni</strong> è particolarmente interessante. Abbiamo chiesto al co-fondatore dell&#8217;agenzia di marketing e comunicazione a Bari di raccontare come si costruiscono identità digitali credibili e reperibili. Vuoi approfondire? Leggi l&#8217;intervista.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" width="445" height="667" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Turriani-brand-strategist-Ingigni-1.jpg" alt="Francesco Turriani di Ingigni" class="wp-image-33994" style="width:340px;height:auto" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Turriani-brand-strategist-Ingigni-1.jpg 445w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Turriani-brand-strategist-Ingigni-1-200x300.jpg 200w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Francesco-Turriani-brand-strategist-Ingigni-1-260x390.jpg 260w" sizes="(max-width: 445px) 100vw, 445px" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesco Turriani di Ingigni.</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Dicci di te e di cosa ti occupi Francesco&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sono Francesco Turriani, brand strategist e co-fondatore di <a href="https://www.ingigni.com/">Ingigni</a>.&nbsp;Aiuto aziende e professionisti a costruire identità di marca riconoscibili lavorando all’incrocio tra <strong>psicologia del consumatore</strong>, branding e SEO/GEO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il digitale mi accompagna dal mio primo computer, un Pentium 1 a 166 MHz e da oltre venticinque anni continuo a studiarlo con curiosità quasi ostinata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono formato in <strong>Digital e Virtual Design</strong> allo IED, sono certificato Autodesk su Maya, ho studiato Psicologia della comunicazione e del marketing alla Sapienza di Roma e sono operatore certificato SeoZoom.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni ho continuato ad approfondire neuromarketing, branding e visibilità organica. Ho scritto <em>Brand is Message</em>, un ebook gratuito sul branding, e curo un <strong>glossario di marketing</strong> tra i più estesi e densi in Italia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Unisco strategia, design e ricerca per costruire interazioni umane attraverso esperienze digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è cambiato il modo in cui le aziende costruiscono fiducia online?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">20 anni fa, poco più di un miliardo di persone navigava il web. Nel 2021 gli utenti connessi erano quasi 5 miliardi. <strong>Oggi siamo oltre 6 miliardi</strong>. È cambiato il mercato. Sono cambiati i consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E l’economia dell’attenzione è rilevante come mai prima. Il 30 novembre 2022, data di <strong>rilascio di ChatGPT</strong>, il mondo ha cambiato marcia e iniziato una brusca accelerazione. Si sono moltiplicate le informazioni &#8211; non sempre affidabili &#8211; e la pazienza del consumatore si è ulteriormente ristretta. In un ecosistema che sta rapidamente evolvendo siamo passati dall’azienda che comunica al mercato a un rapporto più complesso, un rapporto in cui domanda e offerta si incontrano su più superfici digitali:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>motori di ricerca,</li>



<li>recensioni,</li>



<li>Social media,</li>



<li>contenuti di terze parti,</li>



<li>schede locali,</li>



<li>risposte generate dall’intelligenza artificiale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumatore cerca conferme su più fronti prima di agire, soprattutto quando deve scegliere prodotti o servizi non economici. Cerca prove, conferme, coerenza. <strong>Va a caccia di segnali </strong>capaci di rendere un marchio riconoscibile e credibile prima ancora del contatto diretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima questo percorso richiedeva tempo: siti da aprire, recensioni da leggere, articoli da confrontare, opinioni da soppesare.&nbsp;Oggi una parte di quel lavoro viene spesso delegata ai <strong>chatbot basati su AI</strong>: l’utente cede alla macchina una quota di fiducia in cambio di molto tempo risparmiato. E la macchina restituisce una sintesi partendo proprio da menzioni, citazioni e segnali ricorrenti e coerenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Raccontaci 3 particolari che hanno caratterizzato la tua attività in questi anni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio percorso è variegato e non privo di montagne scalate e ancora da scalare.&nbsp;Mi vengono però in mente 3 passaggi importanti. Nel 2005 lessi per la prima volta un libro destinato a segnare una linea di non ritorno nel mio<strong> approccio ai siti web</strong> e all&#8217;usabilità sul web, una delle basi culturali di quella che oggi chiamiamo user experience. Il libro era <em>Homepage Usability</em> di Jakob Nielsen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è stato un altro incontro fortunato, con un libro trovato quasi per caso nella libreria: <em>Le armi della persuasione</em>, di Robert Cialdini. Da quel momento ho iniziato a <strong>connettere design, psicologia e messaggio</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-1024x682.jpg" alt="Mockup del libro Le armi della persuasione di Robert Cialdini sulla psicologia sociale." class="wp-image-33989" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-1024x682.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-300x200.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-768x512.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-1536x1024.jpg 1536w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-1200x800.jpg 1200w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione-585x390.jpg 585w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/Robert-Cialdini-Le-armi-della-persuasione.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le armi della persuasione di Robert Cialdini.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Qualche anno più tardi una domanda non smetteva di assillarmi: &#8220;<em>perché un imprenditore dovrebbe pagare per un sito che è come un negozio, magari bellissimo, ma nel deserto?</em>&#8221; E allora è iniziata la fase di approfondimento della SEO spaziando da <em>The Art of SEO</em> fino alla certificazione SeoZoom e all’uso quotidiano di strumenti come <strong>Screaming Frog e Ahrefs</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, anche grazie all’intelligenza artificiale, continuo a connettere punti.&nbsp;Posizionamento, strategia, messaggio, esposizione, fiducia e conversione. Credo che il valore fiorisca laddove discipline diverse iniziano a parlarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come vedi il ruolo del brand strategist nei prossimi 5 anni?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo vedo centrale in un mercato sempre più <strong>martech-oriented</strong>, perché credo sia una figura di congiunzione tra l’avanzamento della tecnologia e quelle vibrazioni che solo l’essere umano può percepire, interpretare e tradurre in strategie dall’Uomo verso l’Uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contributo che un fornitore di hosting come Serverplan può dare ai clienti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un nome a dominio può essere un tesoro. Alcuni domini, da soli, valgono cifre enormi; altri custodiscono anni di lavoro,<strong> investimenti, posizionamento</strong>, reputazione e fiducia. E un tesoro va protetto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo la stabilità di un’infrastruttura conta così tanto. Un <a href="https://www.serverplan.com/blog/uptime-e-downtime-del-server/" data-type="post" data-id="13750">downtime</a> pressoché nullo nell’arco dell’anno vuol dire continuità operativa, tutela del fatturato, protezione della brand reputation e serenità per chi, come noi agenzie e <strong>liberi professionisti</strong> deve rispondere ogni giorno ai propri clienti.</p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Hosting gestito: veloce, affidabile, performante</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Installazione Cms 1 click</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Backup giornaliero</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/hosting" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">In Serverplan ho trovato negli anni qualcosa che va oltre il servizio tecnico: un <strong>presidio di affidabilità tutto italiano</strong>, vicino, competente, reattivo.&nbsp;Un’assistenza come poche altre sperimentate prima che ci permette di lavorare meglio, ridurre l’ansia tecnica e garantire ai nostri assistiti performance e continuità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Last but not least: la gentilezza.<strong> Quando si lavora sotto pressione</strong> è facile scivolare, irrigidirsi, perdere pazienza.&nbsp;Voi, invece, siete sempre riusciti a restare umani e professionali insieme. Anche per questo &#8211; da anni e ogni anno sempre più convintamente &#8211; vi scelgo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Concludi con un tuo pensiero da brand strategist</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cervello umano, quindi anche quello del consumatore, è naturalmente <strong>votato al risparmio energetico</strong>: cerca scorciatoie, riconosce pattern, si affida a segnali rapidi per orientarsi e decidere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il compito di chi lavora con il branding e la comunicazione è abbracciare la complessità che permette di cogliere le sfumature della natura umana.<strong>&nbsp;Osservare meglio le persone</strong> e i dati, comprenderne bisogni, paure e desideri e restituire messaggi più chiari, più focalizzati, più utili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un brand vive nelle parole che sceglie, nelle promesse che mantiene, nei dettagli che le persone intercettano: un colore, un tono di voce, <strong>un’esperienza fluida</strong>, una relazione che genera fiducia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo interpreti e corresponsabili di una realtà sempre più sintetica dove contenuti, identità, opinioni e relazioni vengono compressi in formati rapidi, automatici, sempre <strong>più difficili da governare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modo in cui comunichiamo può avere echi lontani. Meglio agire con cura, responsabilità e consapevolezza. Perché un brand, prima ancora di vendere qualcosa, contribuisce a <strong>costruire immagini, fiducia, cultura.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>WP2Shell minaccia WordPress. Ma Serverplan ha protetto le installazioni dei propri clienti</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/wp2shell/</link>
					<comments>https://www.serverplan.com/blog/wp2shell/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Christian Cantinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webmaster]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.serverplan.com/blog/?p=33969</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vulnerabilità WP2Shell ha rappresentato una delle più gravi minacce recenti per il core di WordPress. In questo articolo raccontiamo come Serverplan ha affrontato l'emergenza: dall'aggiornamento centralizzato delle installazioni alla gestione dei casi compromessi, attraverso un processo strutturato di contenimento, bonifica e ricostruzione controllata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/wp2shell/">WP2Shell minaccia WordPress. Ma Serverplan ha protetto le installazioni dei propri clienti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 17 luglio 2026, il team di sicurezza di WordPress ha rilasciato un aggiornamento straordinario per correggere una delle vulnerabilità più critiche degli ultimi anni. La falla, <strong>WP2Shell</strong>, non riguardava un plugin o un tema ma il core di WordPress: circostanza rara che ha ampliato il numero di installazioni esposte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/wp2shell-1024x575.jpg" alt="WP2Shell minaccia WordPress. Ma Serverplan ha protetto le installazioni dei propri clienti" class="wp-image-33979" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/wp2shell-1024x575.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/wp2shell-300x169.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/wp2shell-768x431.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/wp2shell-694x390.jpg 694w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/wp2shell.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che ha reso questo incidente particolarmente delicato è stata la gravità della vulnerabilità e la rapidità con cui la situazione si è evoluta. A poche ore dal rilascio delle patch<sup data-fn="4c469f10-9ce9-43a0-b968-9148e05fd6f6" class="fn"><a href="#4c469f10-9ce9-43a0-b968-9148e05fd6f6" id="4c469f10-9ce9-43a0-b968-9148e05fd6f6-link">1</a></sup> sono iniziate le analisi pubbliche e, nel giro di circa due giorni, sono comparse <strong>campagne automatizzate</strong> che cercavano siti ancora vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un provider di hosting, attendere che ogni installazione si aggiorni significa lasciare aperta una finestra di esposizione critica. Per questo motivo, il giorno della pubblicazione delle patch abbiamo avviato una procedura centralizzata per <strong>aggiornare le installazioni WordPress</strong> riconosciute sulla propria infrastruttura di hosting condiviso, riducendo il tempo di esposizione prima della diffusione della minaccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è WP2Shell, una definizione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">WP2Shell<sup data-fn="43cf7c5b-1e95-496b-8d9a-123bc773092b" class="fn"><a href="#43cf7c5b-1e95-496b-8d9a-123bc773092b" id="43cf7c5b-1e95-496b-8d9a-123bc773092b-link">2</a></sup> non è una singola vulnerabilità, ma una <strong>catena di attacco</strong> che combina due difetti distinti del core di WordPress. Il primo, CVE-2026-63030, interessa la gestione delle richieste batch della REST API. Il secondo, CVE-2026-60137, è un <a href="https://www.serverplan.com/blog/sql-injection/" data-type="post" data-id="27747">SQL injection</a> in WP_Query, un difetto che può consentire di manipolare le interrogazioni al database. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Concatenati, questi punti possono consentire a un attaccante non autenticato di <strong>arrivare fino all&#8217;esecuzione remota di codice</strong> (Remote Code Execution, o RCE) senza aver bisogno di plugin vulnerabili o credenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attacco sfrutta un&#8217;anomalia nella gestione delle richieste batch per aggirare alcuni controlli di autorizzazione. Così è possibile raggiungere un endpoint vulnerabile alla SQL injection, ottenere privilegi elevati e installare codice arbitrario sul sito. Gli attaccanti possono distribuire <strong>webshell</strong> (strumenti che consentono il controllo remoto del <a href="https://www.serverplan.com/blog/server/" data-type="post" data-id="17056">server</a>) e meccanismi di persistenza, progettati per mantenere l&#8217;accesso dopo gli aggiornamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da leggere: <a href="https://www.serverplan.com/blog/vulnerabilita-plugin-wordpress/" data-type="post" data-id="31338">come difendersi dalle vulnerabilità dei plugin WordPress</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">WordPress: dalla patch agli exploit</h2>



<p class="wp-block-paragraph">WordPress ha corretto la vulnerabilità con le versioni <strong>6.8.6, 6.9.5 e 7.0.2</strong>, abilitando gli aggiornamenti forzati tramite il proprio sistema di auto-update per le installazioni compatibili. Ma la disponibilità della patch con la <a href="https://wordpress.org/news/2026/08/wordpress-7-0-3-release/">versione 7.0.3</a> ha segnato l&#8217;inizio della corsa degli attaccanti. Che hanno ricostruito la catena di attacco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco dopo, sono comparsi i primi exploit<sup data-fn="cd59e80b-f690-4218-b7f2-ea864f52eb85" class="fn"><a href="#cd59e80b-f690-4218-b7f2-ea864f52eb85" id="cd59e80b-f690-4218-b7f2-ea864f52eb85-link">3</a></sup> pubblici. Nel giro di <strong>circa 48 ore</strong> sono iniziate campagne automatizzate di scansione e compromissione rivolte ai siti che non erano stati aggiornati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La patch era già disponibile quando sono iniziati gli attacchi. Per questo, WP2Shell non viene generalmente classificata come uno zero-day, ma come una vulnerabilità con una finestra di sfruttamento che si è <strong>aperta molto rapidamente</strong> dopo la pubblicazione delle correzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta immediata di Serverplan</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a una vulnerabilità di questo tipo, il tempo è tutto. Serverplan non si è limitata ad attendere il normale meccanismo di aggiornamento di WordPress. Piuttosto, ha avviato dai propri sistemi di gestione una procedura centralizzata per <strong>aggiornare le installazioni riconosciute</strong> sull&#8217;ambiente di hosting condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento ha consentito di aggiornare <strong>circa il 90%</strong> delle installazioni già nelle prime fasi dell&#8217;emergenza, riducendo la finestra di esposizione prima che le campagne di sfruttamento diventassero un problema reale. Naturalmente, nessun sistema di automazione può coprire ogni scenario possibile. </p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Hosting gestito: veloce, affidabile, performante</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Installazione Cms 1 click</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Backup giornaliero</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/hosting" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;efficacia della risposta è stata resa possibile anche dal lavoro del team <a href="https://www.serverplan.com/servizi-avanzati/intrepid-support/">Intrepid Support di Serverplan</a>, che affianca gli strumenti di automazione con attività di monitoraggio, analisi e intervento quando le circostanze lo richiedono. <strong>Circa il 10% delle installazioni </strong>non è stato aggiornato perché presentava condizioni che richiedevano una verifica manuale. Come, ad esempio, errori, configurazioni particolari, aggiornamenti disabilitati o altre anomalie che rendevano rischioso un aggiornamento forzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che tali installazioni siano state ignorate. Con migliaia di installazioni è fisiologico che <strong>una parte richieda</strong> un intervento dedicato, preferendo la sicurezza operativa al rischio di compromettere il sito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l&#8217;aggiornamento non basta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Aggiornare WordPress è il primo passo per chiudere la vulnerabilità, ma non sempre è sufficiente. Alcune installazioni erano già state oggetto di <strong>accesso abusivo</strong>: in questi casi applicare la patch impedisce nuovi attacchi, ma non rimuove ciò che è già stato installato. Serverplan ha organizzato la risposta su tre fasi: contenimento, bonifica e, nei casi più complessi, ricostruzione dell&#8217;installazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Contenimento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La priorità iniziale è stata interrompere l&#8217;attività degli attaccanti. Le installazioni compromesse sono state individuate correlando più<strong> indicatori di compromissione </strong>(IOC), evitando di classificare un sito sulla base di un singolo elemento sospetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta confermata la compromissione, il sito veniva isolato e i principali meccanismi di persistenza riconosciuti disattivati. Così da impedire <strong>ulteriori accessi </strong>e preservare le evidenze utili alle fasi successive.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bonifica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La bonifica è andata oltre la <strong>rimozione di file sospetti</strong>. Ogni installazione è stata analizzata per distinguere con attenzione i componenti realmente alterati da quelli perfettamente legittimi, evitando modifiche che avrebbero potuto compromettere il funzionamento del sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo gli elementi confermati come riconducibili alla compromissione sono stati rimossi o messi in quarantena. Mantenendo traccia delle <strong>operazioni eseguite</strong> e preservando dati e configurazioni del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una compromissione di WordPress può interessare <strong>molte aree dell&#8217;applicazione</strong> rispetto ai file del core. La bonifica non si limita a eliminare i payload individuati. Ma verifica anche altri elementi che potrebbero consentire all&#8217;attaccante di mantenere o ripristinare l&#8217;accesso. Tra gli elementi oggetto di verifica rientrano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Core WordPress, confrontato con i checksum ufficiali per individuare alterazioni.</li>



<li>Plugin e temi, sia ufficiali sia personalizzati.</li>



<li>File di configurazione, come <code>wp-config.php</code> e <code>.htaccess</code>.</li>



<li>MU-plugin e drop-in, ad esempio <code>object-cache.php</code> e <code>advanced-cache.php</code>.</li>



<li>WP-Cron e altre attività pianificate.</li>



<li>Directory <code>wp-content/uploads</code>, dove la presenza di file PHP è spesso un&#8217;anomalia.</li>



<li>Opzioni e transient del database, per configurazioni introdotte durante la compromissione.</li>



<li>Utenti amministratori, per verificare eventuali account creati senza autorizzazione.</li>



<li>Permessi e ownership dei file, per alterazioni che potrebbero facilitare nuovi accessi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun elemento, preso singolarmente, è sufficiente per classificare un <strong>sito come compromesso</strong>. La valutazione avviene sempre correlando più evidenze, così da ridurre il rischio di falsi positivi e preservare i componenti legittimi dell&#8217;installazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ricostruzione controllata</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi la compromissione può essere così estesa da <strong>non consentire di stabilire</strong> quali componenti siano ancora affidabili. La soluzione più sicura non è continuare a rimuovere singoli file, ma ricostruire l&#8217;installazione partendo da sorgenti verificate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La procedura prevede la ricostruzione del core utilizzando esclusivamente i pacchetti ufficiali di WordPress, la reinstallazione di plugin e temi provenienti da repository verificati o copie affidabili. E la valutazione separata dei <strong>componenti commerciali</strong> o personalizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna ripristinare il funzionamento del sito ricostruendo una <strong>catena di fiducia</strong> sul codice eseguito dall&#8217;installazione. Verificando l&#8217;assenza delle alterazioni conosciute e riportando il sito in uno stato affidabile.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Una risposta che è iniziata prima degli attacchi</h1>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aspetto meno visibile, ma più importante per il cliente: la risposta di Serverplan non è iniziata con le attività di bonifica. La <strong>rapidità dell&#8217;intervento </strong>è stata resa possibile anche grazie al modello di gestione adottato da Serverplan per i propri piani di <a href="https://www.serverplan.com/hosting-wordpress/">hosting WordPress gestito</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un servizio che prevede monitoraggio continuo, aggiornamenti centralizzati e procedure operative consolidate per<strong> ridurre al minimo i tempi di esposizione</strong> alle vulnerabilità. Grazie a questa base solida, lo stesso giorno della pubblicazione delle patch è stata avviata una campagna di aggiornamento centralizzato delle installazioni.</p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Hosting WordPress preinstallato e gestito con SiteBuilder AI incluso </p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>WordPress installato</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Cache configurata</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Aggiornamenti automatici</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/hosting-wordpress" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente sono stati sviluppati strumenti di analisi per <strong>individuare le installazioni c</strong>he non potevano essere aggiornate automaticamente e quelle che presentavano evidenze di compromissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando le campagne di sfruttamento hanno iniziato a intensificarsi, la piattaforma disponeva già di procedure dedicate per affrontare le diverse fasi dell&#8217;incidente. Questo approccio ha permesso di combinare interventi automatizzati su larga scala con <strong>verifiche tecniche puntuali</strong>, limitando gli impatti sui singoli clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da leggere: <a href="https://www.serverplan.com/blog/plugin-per-la-sicurezza-di-wordpress/">plugin per aumentare la stabilità di WordPress</a></strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Cosa insegna WP2Shell</h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>WP2Shell</strong> ricorda che la <a href="https://www.serverplan.com/blog/come-aumentare-la-sicurezza-di-wordpress/" data-type="post" data-id="9565">sicurezza di WordPress</a> non si esaurisce con il rilascio di una patch. La capacità di reagire rapidamente, individuare le eccezioni, contenere gli attacchi e ripristinare in modo controllato le installazioni compromesse è oggi parte integrante della gestione di una <strong>piattaforma di hosting</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, Serverplan continua a<strong> investire nello sviluppo di strumenti</strong> interni, automazione e procedure operative. Sono attività che consentano di affrontare vulnerabilità di questo tipo con rapidità, tracciabilità e il minor impatto possibile per i clienti.</p>


<ol class="wp-block-footnotes"><li id="4c469f10-9ce9-43a0-b968-9148e05fd6f6">Aggiornamento mirato per correggere un errore (bug), chiudere una vulnerabilità di sicurezza o migliorare una funzione all&#8217;interno del software principale (core), di un plugin o di un tema. <a href="#4c469f10-9ce9-43a0-b968-9148e05fd6f6-link" aria-label="Salta al riferimento nella nota a piè di pagina 1"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="43cf7c5b-1e95-496b-8d9a-123bc773092b">Riconosciuto anche a livello governativo e descritto nella pagina <a href="https://cert-agid.gov.it/news/wp2shell-vulnerabilita-critiche-nel-core-di-wordpress-necessario-aggiornare-i-sistemi/">https://cert-agid.gov.it</a>.  <a href="#43cf7c5b-1e95-496b-8d9a-123bc773092b-link" aria-label="Salta al riferimento nella nota a piè di pagina 2"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="cd59e80b-f690-4218-b7f2-ea864f52eb85">Un codice, uno script o una procedura che sfrutta una vulnerabilità non corretta per ottenere un accesso non autorizzato, eseguire codice malevolo o compromettere il controllo del sito. <a href="#cd59e80b-f690-4218-b7f2-ea864f52eb85-link" aria-label="Salta al riferimento nella nota a piè di pagina 3"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li></ol>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/wp2shell/">WP2Shell minaccia WordPress. Ma Serverplan ha protetto le installazioni dei propri clienti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pistacchio Web sceglie Serverplan: potenza, sicurezza e zero downtime</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/pistacchio-web-sceglie-serverplan/</link>
					<comments>https://www.serverplan.com/blog/pistacchio-web-sceglie-serverplan/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Case study]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.serverplan.com/blog/?p=33959</guid>

					<description><![CDATA[<p>La gestione di decine di portali, e-commerce e siti aziendali ad alto traffico richiede un’infrastruttura hosting capace di unire velocità di risposta del server, affidabilità dell&#8217;hardware e sicurezza proattiva. Con la crescita del parco clienti, la scelta del provider diventa un fattore chiave per la stabilità operativa di ogni progetto. Tra i casi aziendali affrontati </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/pistacchio-web-sceglie-serverplan/">Pistacchio Web sceglie Serverplan: potenza, sicurezza e zero downtime</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La gestione di decine di portali, e-commerce e siti aziendali ad alto traffico richiede un’infrastruttura hosting capace di unire <strong>velocità di risposta del server</strong>, affidabilità dell&#8217;hardware e sicurezza proattiva. Con la crescita del parco clienti, la scelta del provider diventa un fattore chiave per la stabilità operativa di ogni progetto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web-1024x683.jpg" alt="Pistacchio Web sceglie Serverplan: potenza, sicurezza e zero downtime" class="wp-image-33961" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web-1024x683.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web-300x200.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web-768x512.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web-585x390.jpg 585w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/pistacchio-web.jpg 1199w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i casi aziendali affrontati da Serverplan spicca quello di <a href="https://www.pistacchioweb.it/">Pistacchio Web</a>, agenzia digitale attiva nello sviluppo web e nel marketing. Da circa un anno, l&#8217;agenzia ha <strong>trasferito l&#8217;intera infrastruttura</strong> dei propri clienti su un server dedicato. Analizziamo insieme le esigenze di partenza, le fasi del passaggio e i risultati ottenuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Necessità di potenza, sicurezza e continuità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento delle dimensioni dei progetti gestiti ha reso insufficiente la precedente <strong>soluzione hosting</strong>, priva delle risorse dedicate e dei margini di sicurezza necessari per sostenere volumi di traffico strutturati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenzia <a href="https://riccardopellicano.com/">Riccardo Pellicanò</a>, Head of SEO di Pistacchio Web, parametri come i tempi di risposta del server (<a href="https://www.serverplan.com/blog/core-web-vitals/" data-type="post" data-id="13088">Core Web Vitals</a> e <a href="https://www.serverplan.com/blog/time-to-first-byte/" data-type="post" data-id="21434">TTFB</a>) e le difese antintrusione sono determinanti per la reputazione online dei clienti, la tutela del traffico e la continuità delle attività pubblicitarie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro requisito fondamentale riguarda la presenza di un <strong>data center</strong> situato in Italia, elemento strategico per garantire basse latenze. E il pieno rispetto delle normative europee sulla tutela dei dati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/team-pistacchio-1024x576.jpg" alt="il team di pistacchio web" class="wp-image-33963" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/team-pistacchio-1024x576.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/team-pistacchio-300x169.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/team-pistacchio-768x432.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/team-pistacchio-693x390.jpg 693w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/08/team-pistacchio.jpg 1189w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il team di Pistacchio Web.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La necessità principale era chiara: passare a un <a href="https://www.serverplan.com/server-dedicati/">server dedicato</a> ad alte prestazioni. Senza causare disservizi durante il trasferimento di <strong>circa 70 domini</strong>, inclusi siti web, e-commerce e caselle di posta aziendali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">70 domini trasferiti in 4-5 giorni, zero downtime</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il trasferimento di un volume così importante di dati e caselle e-mail &#8211; tra cui diversi progetti ad alto impatto commerciale &#8211; ha richiesto un piano d&#8217;azione dettagliato e rigoroso per evitare <a href="https://www.serverplan.com/blog/uptime-e-downtime-del-server/" data-type="post" data-id="13750">downtime</a> o perdite di messaggi. Insieme al team tecnico di Serverplan è stata pianificata una <strong>migrazione graduale </strong>a step nell&#8217;arco di 4-5 giorni. In questo modo siamo riusciti a garantire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Supervisione condivisa:</strong> i tecnici specializzati di Serverplan hanno eseguito la procedura direttamente con la supervisione dell&#8217;agenzia.</li>



<li><strong>Continuità operativa:</strong> i passaggi dei dati, la configurazione dei name server e la sincronizzazione delle e-mail si sono svolti in modo fluido e trasparente.</li>



<li><strong>Esito:</strong> nessuna interruzione di servizio e massima stabilità per i clienti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Server Dedicato, cPanel e protezione multilivello</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere alle esigenze di isolamento delle risorse, scalabilità e protezione avanzata, la scelta si è orientata su una macchina dedicata di ultima generazione. Affiancata dal servizio <strong>Intrepid Support.</strong> Le caratteristiche chiave della configurazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Hardware di altissimo profilo:</strong> processore di ultima generazione, abbondante memoria RAM ed elevata velocità di lettura/scrittura grazie allo storage SSD NVMe.</li>



<li><strong>Data center italiano:</strong> infrastruttura ospitata sul territorio nazionale, garanzia di minime latenze per il pubblico italiano e conformità agli standard di privacy e protezione dati.</li>



<li><strong>Gestione tramite cPanel:</strong> l&#8217;utilizzo dei singoli account cPanel permette a Pistacchio Web di isolare ciascun cliente in un ambiente indipendente, a tutela di autonomia, ordine e risorse dedicate.</li>



<li><strong>Intrepid Support:</strong> il servizio gestito di Serverplan che delega la gestione sistemistica e gli aggiornamenti di sicurezza ai nostri esperti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Da non dimenticare la sicurezza avanzata con <strong>Firewall dedicato e Bitninja</strong>. Abbiamo, adesso, un&#8217;architettura di protezione multilivello. Che è basata su un firewall a difesa del <a href="https://www.serverplan.com/blog/server/" data-type="post" data-id="17056">server</a> e sul modulo <a href="https://www.serverplan.com/blog/bitninja/" data-type="post" data-id="9059">Bitninja</a> per il contrasto in tempo reale a malware, botnet e attacchi informatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prestazioni: l&#8217;hardware fa la differenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’agenzia che segue la crescita dei clienti a 360 gradi, la velocità e la tenuta della macchina sono elementi indispensabili per offrire un&#8217;esperienza utente impeccabile e dare valore al lavoro di posizionamento e advertising.</p>


<blockquote>
<p style="padding-left: 40px;"><em>&#8220;Passare al nuovo server dedicato di Serverplan ci ha permesso di abbattere i tempi di risposta (TTFB) e di offrire ai nostri clienti siti veloci e sempre raggiungibili. La presenza del data center in Italia rappresenta per noi un grande plus in termini di latenza e conformità. Inoltre, la combinazione tra dischi SSD NVMe e risorse dedicate ci garantisce prestazioni eccellenti anche durante i picchi di traffico più intensi, mentre la presenza del firewall e di Bitninja ci assicura la massima protezione dei dati.&#8221;</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Riccardo Pellicanò, Head of SEO di Pistacchio Web, SEO Specialist e Consulente Google Ads</span></p>
</blockquote>


<h2 class="wp-block-heading">Assistenza: supporto rapido e risolutivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di un anno dal passaggio, un aspetto centrale nell&#8217;operatività quotidiana riguarda la qualità dell&#8217;assistenza clienti. La gestione di decine di ambienti differenti comporta l&#8217;esigenza di affrontare richieste specifiche, configurazioni personalizzate o verifiche tecniche. Attraverso il <strong>sistema di ticketing</strong> e il supporto specializzato, l&#8217;interazione con i tecnici Serverplan si conferma costante, rapida e orientata alla risoluzione efficace dei problemi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi riscontrati con Serverplan</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, la collaborazione con Serverplan ha portato benefici immediati alla gestione interna dell&#8217;agenzia e alla qualità del servizio offerto ai clienti finali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Infrastruttura e Data Center in Italia:</strong> latenze minime, massima velocità di risposta e piena tutela della privacy dei dati.</li>



<li><strong>Infrastruttura Performante:</strong> macchine veloci dotate di <a href="https://www.serverplan.com/blog/dischi-nvme-server/" data-type="post" data-id="10866">dischi SSD NVMe</a> e risorse dedicate per massimizzare le prestazioni di tutti i progetti ospitati.</li>



<li><strong>Zero Downtime nella Migrazione:</strong> trasferimento guidato di 70 domini e relative e-mail completato in 4-5 giorni senza interruzioni.</li>



<li><strong>Sicurezza di livello enterprise:</strong> ambiente protetto da firewall dedicato e dall&#8217;isolamento dei progetti tramite account cPanel indipendenti.</li>



<li><strong>Supporto tecnico tempestivo:</strong> risposte rapide ai ticket da parte di sistemisti qualificati grazie al servizio <a href="https://www.serverplan.com/blog/intrepid-support-serverplan/" data-type="post" data-id="12915">Intrepidsupport</a>.</li>



<li><strong>Tranquillità operativa:</strong> gestione sistemistica affidata a un partner italiano solido e competente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Una partnership per la crescita digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scegliere il partner hosting giusto significa affiancare alle competenze di web marketing e sviluppo un&#8217;infrastruttura solida e scalabile. Per Pistacchio Web, l&#8217;adozione del <strong>server dedicato di Serverplan</strong> si è tradotta nella certezza di offrire ai propri clienti ambienti stabili, protetti e ad altissime prestazioni.</p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Tutta la potenza dei nostri server dedicati al tuo servizio</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Banda 1 Gbit/s</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Traffico illimitato</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione Gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/server-dedicati" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più </a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;infrastruttura ottimizzata e un supporto sistemistico sempre presente consentono all&#8217;agenzia di concentrarsi esclusivamente sulla crescita dei progetti online, con la consapevolezza di poter contare su una <strong>base tecnica solida</strong> e affidabile nel tempo.</p>
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		<title>Voucher Cloud e Cybersecurity: guida con requisiti e guida per la domanda</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/bando-voucher-cloud-cybersecurity/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cloud]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato questa iniziativa: un bando destinato a cloud e cybersecurity. Possono partecipare MPMI (micro, piccole e medie imprese) e lavoratori autonomi che vogliono implementare l&#8217;infrastruttura IT. Ora bisogna capire cosa serve e come fare la domanda, in ogni caso iniziamo da un punto: puoi scegliere </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/bando-voucher-cloud-cybersecurity/">Voucher Cloud e Cybersecurity: guida con requisiti e guida per la domanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> ha lanciato questa iniziativa: un bando destinato a cloud e cybersecurity. Possono partecipare MPMI (micro, piccole e medie imprese) e lavoratori autonomi che vogliono implementare l&#8217;infrastruttura IT. Ora bisogna capire cosa serve e come fare la domanda, in ogni caso iniziamo da un punto: puoi scegliere Serverplan come fornitore accreditato perché siamo fornitori accreditati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2025/11/cloud-stato-1024x576.jpg" alt="Bando voucher per cloud e cybersecurity | Serverplan" class="wp-image-31915" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2025/11/cloud-stato-1024x576.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2025/11/cloud-stato-300x169.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2025/11/cloud-stato-768x432.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2025/11/cloud-stato-693x390.jpg 693w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2025/11/cloud-stato.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, il bando del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) permette di rivisitare/adottare delle <strong>soluzioni cloud avanzate</strong> o migliorare i sistemi di cybersecurity per contrastare qualsiasi tipo di attacco informatico. In sintesi, l&#8217;obiettivo di questo voucher è quello di favorire la transizione digitale delle realtà medio-piccole verso una condizione adeguata. Vuoi approfondire?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo da questo punto: Serverplan è iscritto all&#8217;elenco MIMIT dei fornitori accreditati e puoi utilizzare il voucher direttamente <strong>acquistando i nostri servizi cloud</strong> e cybersecurity. per tutto il resto puoi dare uno sguardo a questa guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il voucher cloud e cybersecurity?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Voucher Cloud Cybersecurity</strong> è una misura agevolativa gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), pensata per sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity da parte di piccole e medie imprese, professionisti e lavoratori autonomi. Il bando voucher per cloud e cybersecurity previsto nel Decreto Attuativo 2026 è <a href="https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/DM_Voucher_cloud_cybersecurity_2025.pdf">disponibile qui</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa nasce da un forte segnale di politica economica e fiscale: il legislatore comunitario e nazionale ha posto al centro della propria azione i<strong> temi del cloud computing </strong>e della cybersecurity, ritenuti strategici per lo sviluppo dell&#8217;economia europea e italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In uno scenario in cui le aziende sono soggette a malware e <a href="https://www.serverplan.com/blog/attacchi-ddos/">attacchi DDoS</a>, questa è una priorità. Nel 2026 le PMI, i professionisti iscritti agli albi e i lavoratori autonomi potranno ottenere importanti agevolazioni per l&#8217;acquisto di servizi e prodotti digitali innovativi, a condizione che si tratti di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle già in uso, oppure di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle attualmente adottate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima di iniziare: l&#8217;analisi di prefattibilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di presentare la domanda per il Voucher Cloud Cybersecurity, ogni azienda o professionista deve fare un&#8217;<strong>analisi di prefattibilità</strong>. Si tratta di un passaggio che permette di ottimizzare risorse e tempi, evitando di lavorare su progetti già in partenza non ammissibili. Le quattro fasi dell&#8217;analisi applicate al bando sono:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Fase</th><th>Regole del bando</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Ammissibilità soggettiva</strong></td><td>Micro, piccole e medie imprese; lavoratori autonomi</td></tr><tr><td><strong>Ammissibilità oggettiva</strong></td><td>Progetto di digitalizzazione focalizzato su cloud e cybersecurity</td></tr><tr><td><strong>Valutazione economico-finanziaria</strong></td><td>Piano di spesa minimo di 4.000 euro; durata max 12 mesi (o 24 in caso di abbonamento)</td></tr><tr><td><strong>Valutazione tecnica</strong></td><td>Contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle PMI è sempre più importante gestire internamente almeno la fase di prefattibilità considerata anche la quantità di risorse pubbliche disponibili e <strong>per l&#8217;ultima fase del PNRR</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I parametri economici dell&#8217;offerta economica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il voucher può essere richiesto fino al <strong>50% del totale del piano di spesa</strong>, con un massimo di 20.000 euro per ciascuna richiesta. Il piano di spesa minimo deve essere pari a 4.000 euro. Eventuali piani di spesa superiori a 40.000 euro potranno comunque essere finanziati per un massimo di 20.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;agevolazione rientra nel regolamento sotto forma di contributo a fondo perduto. Il beneficiario dovrà quindi <strong>monitorare il rispetto </strong>del plafond dei 300.000 euro di aiuti triennali come singola entità o come gruppo nel caso di impresa unica. La durata dei piani di spesa prevede:<br></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Acquisto diretto</strong>, durata non superiore a 12 mesi dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione.</li>



<li><strong>Abbonamento</strong>, durata non inferiore a 24 mesi. Se la durata supera i 24 mesi, le spese ammissibili sono limitate ai primi 24 mesi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono ammissibili le spese per l&#8217;acquisizione di prodotti/servizi con prestazioni analoghe a quelle già in uso dal richiedente. Le agevolazioni saranno erogate in non più di due quote:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Al raggiungimento di almeno il 50% del piano di spesa;</li>



<li>A seguito dell&#8217;ultimazione dell&#8217;intero piano (con possibilità di richiedere un&#8217;unica soluzione).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo è cumulabile <strong>con altre agevolazioni </strong>(tipo patent box, iper ammortamento), purché non comporti il superamento del limite de minimis e vengano rispettate le leggi speciali che disciplinano le altre agevolazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tabella riassuntiva: i numeri del bando in 30 secondi</h2>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Voce</th><th>Dettaglio</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Dotazione totale</strong></td><td>150 milioni di euro (FSC 2014–2020)</td></tr><tr><td><strong>% a fondo perduto</strong></td><td>50% delle spese ammissibili</td></tr><tr><td><strong>Spesa minima</strong></td><td>€4.000</td></tr><tr><td><strong>Contributo massimo</strong></td><td>€20.000 per beneficiario</td></tr><tr><td><strong>Chi può fare domanda</strong></td><td>PMI e lavoratori autonomi italiani</td></tr><tr><td><strong>Connettività richiesta</strong></td><td>Almeno 30 Mbps in download</td></tr><tr><td><strong>Elenco fornitori (scaduto)</strong></td><td>27 maggio 2026</td></tr><tr><td><strong>Apertura sportello PMI</strong></td><td>Da definire con successivo decreto MIMIT</td></tr><tr><td><strong>Procedura</strong></td><td>A sportello, ordine cronologico fino a esaurimento fondi</td></tr><tr><td><strong>Fondi Mezzogiorno</strong></td><td>~€71M riservati a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A chi è rivolto questo voucher statale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I soggetti beneficiari del Voucher Cloud Cybersecurity sono le micro, piccole e medie imprese, classificate secondo i criteri della Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE e dell&#8217;allegato I del regolamento GBER. <strong>Sono escluse le grandi imprese</strong>, quelle che hanno più di 250 dipendenti, un totale ricavi maggiore di 50 milioni di euro e un totale attivo di bilancio maggiore di 25 milioni di euro.</p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Hosting gestito: veloce, affidabile, performante</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Installazione Cms 1 click</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Backup giornaliero</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/hosting" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Sono<strong> inclusi anche i lavoratori autonomi</strong>, coloro che esercitano attività di arti o professioni, inclusi i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali e gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi (ai sensi dell&#8217;<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-01-14;4">art. 1, comma 2, della Legge n. 4/2013</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Requisiti per il voucher cloud e cybersecurity</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i soggetti richiedenti devono avere sede in Italia, essere titolari, al momento della presentazione della domanda, di un contratto per la fornitura di <strong>servizi di connettività</strong> con velocità minima in download di 30 Mbps. Ci sono ulteriori requisiti per le PMI che, oltre a risultare attive, devono inoltre essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono esclusi i settori previsti dall&#8217;art. 1 del regolamento de minimis: pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli,<strong> trasformazione/commercializzazione </strong>di prodotti agricoli in certi casi, e attività connesse all&#8217;esportazione. Sono inoltre escluse le imprese:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie o in liquidazione volontaria;</li>



<li>che non abbiano stipulato la polizza catastrofale obbligatoria;</li>



<li>che abbiano ricevuto aiuti di Stato poi dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;</li>



<li>i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati con sentenza definitiva per reati ostativi alla partecipazione ad appalti pubblici.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I professionisti e lavoratori autonomi, non tenuti all&#8217;iscrizione al Registro delle Imprese, devono essere titolari di partita IVA individuale (salva l&#8217;iscrizione all&#8217;ordine professionale di riferimento, ove necessaria) e possedere i<strong> requisiti legali previsti per le PM</strong>I, ove compatibili con la natura dell&#8217;attività esercitata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono gli investimenti ammessi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta verificata l&#8217;ammissibilità soggettiva, il richiedente deve avere un progetto di digitalizzazione focalizzato su cloud e cybersecurity. Le spese ammissibili sono riconducibili a cinque categorie di prodotti e servizi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Categoria 1</strong>: soluzioni hardware cybersecurity.
<ul class="wp-block-list">
<li>Firewall;</li>



<li>Firewall di nuova generazione NGFW;</li>



<li>Router/switch;</li>



<li>Dispositivi di prevenzione delle intrusioni.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Categoria 2</strong>: soluzioni software cybersecurity.
<ul class="wp-block-list">
<li>Antivirus e antimalware;</li>



<li>Software di monitoraggio delle reti;</li>



<li>Soluzioni di crittografia dei dati;</li>



<li>Sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza SIEM;</li>



<li>Software di gestione delle vulnerabilità.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Categoria 3</strong>: servizi cloud infrastrutturali IaaS e di piattaforma PaaS.
<ul class="wp-block-list">
<li>Virtual machine;</li>



<li>Servizi di storage e backup;</li>



<li>Network e security inclusi connettività VPN e servizi DDoS;</li>



<li>Database.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Categoria 4</strong>: servizi Cloud SaaS.
<ul class="wp-block-list">
<li>Software di contabilità;</li>



<li>Soluzioni per la gestione delle risorse umane HRM;</li>



<li>Sistemi di gestione produttività/Workflow ERP;</li>



<li>Elementi con funzionalità di intelligenza artificiale;</li>



<li>Programmi per la gestione di contenuti digitali ed e-commerce;</li>



<li>Strumenti CRM, inclusi servizi di collaborazione e centralino virtuale.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Categoria 5</strong>: servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In quest&#8217;ultimo caso sono esclusi i servizi di formazione, ammissibili nella misura massima del 30% del complessivo piano di spesa e solo se connessi ad uno o più degli altri servizi dell&#8217;elenco. I servizi/prodotti possono essere acquisiti tramite:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Acquisto diretto di uno o più servizi/prodotti;</li>



<li>Sottoscrizione di un abbonamento;</li>



<li>Combinazione di acquisto diretto e abbonamento.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi. La spesa può essere un acquisto diretto o un abbonamento, o una combinazione tra le due formule, per hardware e software, <strong>servizi cloud infrastrutturali (IaaS) </strong>per l&#8217;archiviazione scalabile dei dati,  applicativi (SaaS) tipo ERP, CRM, CMS e software di monitoraggio. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fornito importanti precisazioni su alcune tipologie di spesa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dashboard Power BI e SaaS</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le tipologie di servizi indicate nelle quattro categorie a), b), c), d) rappresentano un elenco esemplificativo e non esaustivo. Possono rientrare nella categoria d) anche strumenti come le dashboard Power BI.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Servizi professionali e consulenza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I servizi professionali rientranti nella categoria e) sono diversi dalla mera consulenza: si tratta di servizi operativi e tecnici direttamente collegati all&#8217;implementazione e gestione delle soluzioni. Sono esclusi i corsi di formazione e la consulenza pura (assessment teorici non seguiti da implementazione).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Servizi di monitoraggio in modalità SaaS</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I servizi professionali e/o continuativi tipici delle soluzioni di cybersecurity, come il monitoraggio della sicurezza basato su tecnologia antimalware, possono essere considerati rientranti nella categoria b) a condizione che le soluzioni siano erogate in<strong> modalità SaaS</strong>. In alternativa possono essere classificati nella categoria e), ma con applicazione del limite del 30%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Software di e-learning e server</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono esclusi i servizi di formazione e di miglioramento delle competenze, anche se erogati tramite piattaforme cloud. Sono ammissibili le sole <strong>piattaforme software di e-learning</strong> prive di contenuti di formazione, offerte in modalità cloud.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> L&#8217;acquisto di un nuovo server dotato di sistemi di virtualizzazione e Windows Server aggiornato non rientra tra le soluzioni hardware cybersecurity ammissibili, in quanto considerato acquisto di hardware generico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come fare la domanda e chi sono i fornitori?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 27 febbraio 2026 c&#8217;è l&#8217;apertura della procedura di pre-registrazione per i fornitori interessati a iscriversi all&#8217;elenco del MIMIT. Dal 4 marzo al 27 maggio 2026 abbiamo una<strong> finestra temporale per la presentazione </strong>delle istanze dei fornitori (la scadenza originaria del 23 aprile 2026 è stata prorogata con decreto direttoriale del 22 aprile 2026). Tra questi c&#8217;è anche Serverplan: non tutti i provider potranno vendere servizi finanziabili ma avendo completato la registrazione come fornitore accreditato possiamo offrirti ciò che serve. Siamo un&#8217;azienda italiana, con server fisicamente in Italia, che lavora con PMI da oltre 20 anni. Anche questo ha un impatto sulla tua domanda di voucher:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Supporto dedicato nella compilazione della domanda: Serverplan ti accompagna nel processo, dalla verifica dei requisiti alla documentazione tecnica richiesta da Invitalia.</li>



<li>Servizi cloud già pronti per il voucher: i servizi ammissibili &#8211; hosting, cloud server, backup, sicurezza &#8211; sono nel catalogo da subito, con i codici identificativi già assegnati.</li>



<li>Dati e infrastruttura in Italia: per molte PMI è un requisito di compliance o un vantaggio competitivo; con Serverplan non devi chiederti dove stanno i tuoi dati.</li>



<li>Nessuna intermediazione: compri direttamente dal fornitore accreditato, senza consulenti di mezzo che mangiano una quota del tuo budget.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Da giugno 2026 le imprese e i professionisti possono presentare la domanda tramite il portale telematico del MIMIT, una volta pubblicato il provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese. Le agevolazioni saranno concesse tramite una procedura valutativa con procedimento a sportello, nel rispetto dell&#8217;ordine cronologico di presentazione delle istanze.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I requisiti per procedere con al domanda</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Devi aggiungere i dati anagrafici del soggetto richiedente, la descrizione dei servizi prescelti, con indicazione delle modalità di acquisizione e dell&#8217;eventuale abbonamento e il nome dei fornitori iscritti nell&#8217;elenco del MIMIT e abilitati dall&#8217;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Servono anche la durata prevista del piano di spesa (max 12 mesi per acquisto diretto) o dell&#8217;abbonamento (min 24 mesi), l&#8217;importo delle spese ammissibili e del contributo richiesto, l&#8217;indirizzo PEC del richiedente. Alla domanda devono essere allegati tre documenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante il possesso dei requisiti previsti dal bando;</li>



<li>Dichiarazione sostitutiva attestante la disponibilità di connettività a 30 Mbps, lo stato di partenza in termini di adozione di servizi cloud e cybersecurity, e il miglioramento previsto attraverso i nuovi servizi;</li>



<li>Offerte/preventivi per l&#8217;acquisto dei servizi, con le relative voci di costo, che dimostrino lo stato di partenza e l&#8217;upgrade tecnologico garantito.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Come fare la domanda per partecipare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il MIMIT, rispettando l&#8217;ordine cronologico di presentazione, verificherà la completezza e regolarità della documentazione, il possesso dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità, la corretta qualificazione del fornitore individuato. Le verifiche istruttorie dovranno essere espletate <strong>entro 60 giorni </strong>dalla presentazione dell&#8217;istanza. In caso di richiesta di chiarimenti o integrazioni, i termini si sospendono fino al ricevimento delle risposte, pena la decadenza della domanda in caso di mancata risposta nei termini. Una volta accolto il provvedimento, l&#8217;impresa ha 30 giorni per sottoscrivere il contratto con il fornitore e comunicarlo al MIMIT.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come richiedere voucher cloud</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Voucher Cloud Cybersecurity rappresenta un’opportunità concreta e significativa per le PMI italiane, i professionisti e i lavoratori autonomi che intendono modernizzare il proprio assetto digitale nel 2026. Questo avviene con 150 milioni di euro, un contributo a fondo perduto <strong>fino a 20.000 euro</strong> e la possibilità di cumulare l’agevolazione con altre misure fiscali come il patent box e l’iper ammortamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consiglio è quello di avviare l’analisi di prefattibilità, verificare i requisiti soggettivi e oggettivi.&nbsp;Con&nbsp;<a href="https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-direttoriali/decreto-direttoriale-29-luglio-2026-voucher-cloud-computing-cybersecurity-definizione-elenco-dei-soggetti-abilitati-alla-fornitura-dei-servizi-e-prodotti-agevolabili" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto direttoriale 29 luglio 2026</a>&nbsp;è stato definito l’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e prodotti di cloud computing e cyber security, in esito alla procedura <strong>definita dall’articolo 4 </strong>del decreto direttoriale 21 novembre 2025. Nell&#8217;elenco tra i fornitori accreditati è presente anche Serverplan srl.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione da parte delle PMI e dei lavoratori autonomi sono state definite <a href="https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/DD_Voucher_cloud_cybersecurity_Sportello_beneficiari_signed_signed-nf.pdf">con un decreto direttoriale</a> su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Le domande per l’agevolazione <strong>potranno essere precompilate</strong> a partire dal 20 ottobre attraverso la procedura informatica disponibile sul portale del Ministero (maggiori informazioni su <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/voucher-cloud-computing-e-cybersecurity-stabiliti-termini-e-modalita-di-presentazione-delle-domande">mimit.gov.it</a>). Lo sportello per la presentazione delle istanze, invece, aprirà il 10 novembre e resterà attivo fino al 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-luminous-vivid-orange-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button" href="https://www.serverplan.com/about-us/contatti/">Chiedici subito come procedere con il bando</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/bando-voucher-cloud-cybersecurity/">Voucher Cloud e Cybersecurity: guida con requisiti e guida per la domanda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ecco i KPI per misurare le performance del sito web</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/kpi-sito-web/</link>
					<comments>https://www.serverplan.com/blog/kpi-sito-web/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webmaster]]></category>
		<category><![CDATA[siti web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono diversi parametri che ti consentono di capire se un sito web è in buona salute e se sta performando bene, per questo abbiamo deciso di definire una buona volta i possibili KPI. Sono i key performance indicator: elementi numerici che ti consentono di avere un riferimento oggettivo di ciò che sta succedendo. Obiettivo </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono <strong>diversi parametri</strong> che ti consentono di capire se un sito web è in buona salute e se sta performando bene, per questo abbiamo deciso di definire una buona volta i possibili KPI. Sono i key performance indicator: elementi numerici che ti consentono di avere un riferimento oggettivo di ciò che sta succedendo. Obiettivo finale? Migliorare sempre, un passo alla volta ma senza fermarsi mai.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/kpi-sito-1024x576.webp" alt="KPI del sito web per misurare le performance" class="wp-image-33898" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/kpi-sito-1024x576.webp 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/kpi-sito-300x169.webp 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/kpi-sito-768x432.webp 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/kpi-sito-693x390.webp 693w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/kpi-sito.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono anche diversi strumenti ufficiali &#8211; e gratuiti &#8211; per monitorare questi KPI per il sito web. L&#8217;importante non è solo saper usare i vari <a href="https://www.serverplan.com/blog/pagespeed-insight-google/" data-type="post" data-id="11659">Pagespeed Insight</a> e <a href="https://www.serverplan.com/blog/search-console-google/" data-type="post" data-id="2796">Search Console</a>: devi anche capire cosa monitorare sempre, quotidianamente; e cosa, invece, utilizzare all&#8217;occorrenza. Ci sono <strong>decine di metriche</strong> che possono descrivere l&#8217;andamento del tuo sito web, non tutte sono indispensabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo ti descrivo quelli che sono i KPI. Ovvero i numeri imprescindibili per <strong>valutare l&#8217;andamento del tuo portale</strong>. Senza dimenticare che esistono anche diversi <a href="https://www.serverplan.com/blog/kpi-misurare-customer-experience/" data-type="post" data-id="27146">KPI per la user e la content experience</a> che devi comunque tenere sotto controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Visite del sito web</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">Chiaro, è il KPI più semplice e immediato che si possa immaginare. Non ci dice tanto, rischiamo di considerare le visite come un indicatore essenziale ma può diventare <strong>solo una vanity metric</strong>. Cioè un elemento che alimenta l&#8217;ego ma non descrive la bontà del lavoro svolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, se osserviamo le visite web con il giusto distacco tutto diventa più chiaro. In primo luogo, le visite ci permettono di capire se tutto procede al meglio, se il sito web sta affrontando <strong>una fase di calo stagionale</strong> o se c&#8217;è una penalizzazione in atto sull&#8217;intero dominio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O magari è solo la singola pagina ad aver perso traffico. Insomma, iniziamo a guardare le metriche dei Google Analytics con il giusto distacco: i <strong>visitatori unici</strong> delle pagine web sono importanti se non consideri questo KPI come il punto di arrivo del tuo percorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tempo di permanenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tempi di permanenza sul sito e sulle singole pagine: qui andiamo verso KPI del sito web decisamente più interessanti perché iniziamo a considerare anche la <strong>capacità dei contenuti </strong>di interessare e trattenere il nostro pubblico. Se noti dei tempi di permanenza bassi devi preoccuparti, a meno che il tuo sito web non includa un utilizzo di base. Come può essere il meteo: vedo come è il tempo e vado via.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se i miei contenuti sono lunghi e approfonditi ma le persone visitano le pagine per 3 secondi e vanno via stai dando <strong>cattivi segnali a Google</strong>. Che interpreta queste fughe come una non soddisfazione generale del pubblico, un dato che può influenzare anche il ranking.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come avviene, ad esempio, con il <a href="https://www.serverplan.com/blog/pogo-sticking/" data-type="post" data-id="19245">pogo sticking</a>. Cosa causa un tempo di permanenza basso? Anche un tempo di caricamento lento, le persone non amano aspettare. Ecco perché devi utilizzare, in prima battuta, un hosting che garantisca <strong>tempi di caricamento</strong> bassi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Engagement rate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso di coinvolgimento registrato da Google Analytics. L&#8217;engagement rate indica la percentuale di sessioni in cui gli utenti interagiscono attivamente con il sito web, superando la visita passiva. Grazie a GA4 puoi registrare questa metrica sostituendo la <strong>classica frequenza di rimbalzo</strong> (o bounce rate) che si limitava a registrare se un utente abbandonava una pagina senza aprirne una seconda. L&#8217;engagement rate prova a registrare il reale interesse del visitatore perché dovrebbe rispettare almeno uno di questi tre criteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono questi parametri? L&#8217;utente rimane sulla pagina per almeno 10 secondi, visualizza 2 o più pagine, genera almeno un evento di conversione come un invio nel form, il download di una risorsa, un clic su un pulsante CTA. Monitorare l&#8217;<strong>engagement rate è fondamentale</strong> per capire se la struttura dell&#8217;interfaccia e la qualità dei contenuti rispondono davvero al search intent dell&#8217;utente. </p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Hosting gestito: veloce, affidabile, performante</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Installazione Cms 1 click</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Backup giornaliero</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/hosting" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Un valore elevato indica che il sito trattiene l&#8217;attenzione del pubblico e facilita il percorso verso la conversione. Conversione che ha bisogno anche di un&#8217;attenzione in più per migliorare la velocità di caricamento. Un sito lento genera un&#8217;immediata frizione cognitiva, aumenta drasticamente il tasso di abbandono prima ancora che la pagina sia consultata e<strong> penalizza l&#8217;efficienza</strong> complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tasso di conversione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso di conversione, noto anche come conversion rate, è la metrica standard per misurare la capacità di un sito di trasformare il traffico in un valore concreto per la tua azienda. Mentre i KPI di un sito web che registrano il traffico misurano solo la quantità, il tasso di conversione misura l&#8217;efficienza di persuasione e <strong>usabilità della piattaforma</strong>. Un errore che ben conosciamo è quello che ci spinge a valutare la conversione solo in base alla vendita. In realtà, il percorso dell&#8217;utente si articola su due livelli: macro-conversioni che includono acquisto, richiesta di preventivo, richiesta da parte di un lead qualificato, prenotazione e micro-conversioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovvero, azioni intermedie che segnalano la progressione lungo il funnel di vendita come l&#8217;aggiunta al carrello o il salvataggio nella wishlist, l&#8217;iscrizione alla newsletter, il <strong>download di un white paper</strong> o l&#8217;utilizzo del calcolatore integrato. Grazie alle moderne piattaforme di analytics possiamo utilizzare due metriche: session CR per misurare la capacità immediata di ciascuna visita di generare una conversione e user CR che è utile per settori a lungo ciclo decisionale in cui un utente visita il sito 4 o 5 volte prima di inviare un form.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come scegliere i KPI giusti?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i siti web sono uguali e i KPI sono differenti. Quindi, è fondamentale associare a ciascuna tipologia di piattaforma digitale i propri indicatori chiave di prestazione. Le differenze sono chiare: un e-commerce focalizzerà l&#8217;attenzione sul rendimento economico immediato, una testata editoriale o un sito aziendale punterà sulla fidelizzazione e la <strong>fruibilità dei contenuti</strong>. </p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Tipologia di sito</strong></td><td><strong>KPI importanti</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>E-commerce</strong></td><td>Tasso di conversione, AOV, abbandono del carrello, ROAS, CPA.</td></tr><tr><td><strong>Sito B2B per lead generation</strong></td><td>Numero di lead qualificati, tasso di conversione del form, costo per lead (CPL).</td></tr><tr><td><strong>Blog o testata giornalistica</strong></td><td>Pagine viste, utenti unici, tempo di permanenza, tasso di iscrizione alla newsletter.</td></tr><tr><td><strong>Sito corporate</strong></td><td>Frequenza di ritorno, engagement rate, pagine per sessione.</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La tabella che ho preparato in alto prova a fare chiarezza su questo punto. E sintetizza il quadro di riferimento dei KPI suddivisi in base alla tipologia di sito, al modello d&#8217;affari e agli obiettivi. Sei d&#8217;accordo con questa sintesi? <strong>Lascia la tua opinione </strong>nei commenti del blog.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/kpi-sito-web/">Ecco i KPI per misurare le performance del sito web</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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		<item>
		<title>Fonti Preferite: cos&#8217;è questa funzione di Google e perché serve alla SEO?</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/fonti-preferite-di-google/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 06:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Fonti Preferite di Google è quella funzione del motore di ricerca più famoso del web che permette agli utenti di scegliere i siti web preferiti. In pratica, permette di comunicare le preferenze per fare in modo che quei domini appaiano con maggior frequenza nella SERP. In sintesi, con questa opzione puoi indicare a Google </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/fonti-preferite-di-google/">Fonti Preferite: cos&#8217;è questa funzione di Google e perché serve alla SEO?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Fonti Preferite di Google</strong> è quella funzione del motore di ricerca più famoso del web che permette agli utenti di scegliere i siti web preferiti. In pratica, permette di comunicare le preferenze per fare in modo che quei domini appaiano con maggior frequenza nella SERP. In sintesi, con questa opzione puoi indicare a Google quali siti, blog e testate giornalistiche desideri vedere con priorità quando cerchi notizie o temi di attualità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-1024x683.jpg" alt="Fonti Preferite di Google" class="wp-image-33881" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-1024x683.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-300x200.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-768x512.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-585x390.jpg 585w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Chiaramente, non dobbiamo vedere questa funzione come garanzia di visibilità. Attraverso la scelta delle Fonti Preferite, l&#8217;utente comunica a Google che quel dominio è <strong>interessante per i propri interessi</strong>. Quindi, iniziamo a dare una prima indicazione: non si tratta di una forma di ottimizzazione SEO on-page valida per tutti. Ma ricorda, piuttosto, le vecchie tendenze di iscriversi a un feed per ottenere informazioni da una fonte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le Fonti Preferite di Google?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una funzione, attiva anche in Italia, <a href="https://blog.google/intl/it-it/le-vostre-fonti-preferite-tra-le-notizie-principali-anche-in-italia/">presentata sul blog</a> di Google che consente di esprimere una preferenza rispetto a un dominio <strong>presente nelle sezioni Notizie</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo, secondo Google, è quello di offrire agli utenti <em>&#8220;maggiore controllo sulle notizie visualizzate tra i risultati di ricerca Google&#8221;</em>. Agli occhi degli internauti la novità è minima: se digiti un argomento dedicato alle notizie di attualità, puoi notare che nella <strong>sezione principale del box news</strong> si attiva un pulsante per decidere quali nomi utilizzare come preferiti. Esprimendo questa scelta, chi naviga può decidere quale fonte informativa preferire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché questa funzione è fondamentale oggi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché in questo modo riesci a raggiungere il tuo pubblico con maggior probabilità. Più utenti ti selezionano come fonte preferita, superiori sono le opportunità di ricevere click e visite, sempre fondamentali soprattutto in un&#8217;epoca in cui il traffico organico cala <strong>a causa dell&#8217;AI Overview</strong>. Per le testate editoriali, questo è un modo per fidelizzare il proprio pubblico ed evitare di dipendere esclusivamente dall&#8217;algoritmo di ricerca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio è dedicato anche agli utenti: cliccare sul pulsante delle Fonti Preferite di Google significa, per i lettori, ridurre il rumore di fondo e le <strong>notizie clickbait</strong>, trovando l&#8217;informazione redatta dalla fonte preferita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funzionano le Fonti Preferite di Google?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fai una ricerca nelle notizie di Google. Cliccando sull&#8217;icona a forma di stella (Aggiungi fonti) presente nel riquadro delle notizie, oppure <strong>tramite il link diretto </strong>di gestione delle preferenze, puoi aggiungere i tuoi siti. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="550" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-google-1024x550.png" alt="Come funzionano le Fonti Preferite di Google?" class="wp-image-33882" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-google-1024x550.png 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-google-300x161.png 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-google-768x413.png 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-google-726x390.png 726w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/fonti-google.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Come funziona il box delle Fonti Preferite di Google.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Per farlo, inizia a digitare il nome della testata e clicca su quella che preferisci. I contenuti delle fonti che hai scelto compariranno spesso. Questo significa che<strong> gli altri progetti</strong> scompariranno dalla tua SERP? </p>



<p class="wp-block-paragraph">No, Google continuerà a mostrare articoli provenienti da altre testate rilevanti, evitandoti di finire in una bolla chiusa. Però darà un peso maggiore ai media che hai scelto di seguire che puoi trovare visitando la pagina google.com/preferences/source. In questa risorsa puoi anche togliere la spunta per eliminare una fonte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante tutto questo per la SEO?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Fonti Preferite di Google non rientrano in quella che è la classica ottimizzazione SEO in cui intervieni su <a href="https://www.serverplan.com/blog/tag-title/" data-type="post" data-id="8249">tag title</a>, <a href="https://www.serverplan.com/blog/come-ottimizzare-la-meta-description/" data-type="post" data-id="5172">meta description</a>, <a href="https://www.serverplan.com/blog/indirizzo-url/" data-type="post" data-id="7387">URL</a> e <a href="https://www.serverplan.com/blog/sitemap-blog-wordpress/" data-type="post" data-id="4246">sitemap</a>. Somiglia di più alla possibilità di creare un <strong>feed reader</strong> con tutte le risorse che ami. Senza però utilizzare tool esterni a Google e mantenendo sempre alcuni nomi autorevoli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è chiaro che avere tanti seguaci che inseriscono il tuo dominio tra i preferiti vuol dire mandare un messaggio positivo a Google e lavorare sull&#8217;ottimizzazione SEM in cui aumenti la tua presenza sulle SERP personalizzate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Così aumenti i <strong>segnali on-page in termini di visite</strong>, tempi di permanenza, numero di pagine visualizzate innescando un processo virtuoso che alla fine corrisponde a performance sicuramente superiori. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="489" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti-1024x489.png" alt="Perché è importante tutto questo per la SEO?" class="wp-image-33885" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti-1024x489.png 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti-300x143.png 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti-768x367.png 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti-790x377.png 790w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti-388x184.png 388w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/esempio-ai-fonti.png 1135w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fonti Preferite e intelligenza artificiale.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Non dimenticare, inoltre, che se l&#8217;utente ha indicato il tuo sito come preferito, l&#8217;IA utilizzerà con maggiore frequenza i tuoi contenuti come fonte di citazione per sintetizzare la risposta. E ci sarà un badge a segnalare che quel link fa parte delle tue preferenze, intervenendo positivamente per aumentare il Click-Through Rate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come migliorare i risultati con le Fonti Preferite</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di forza delle Fonti Preferite di Google in termini SEO è la capacità di diventare un salvagente in caso di scossoni. Anche se <strong>un aggiornamento di algoritmo</strong> fa perdere qualche posizione nella SERP, gli utenti che ti hanno salvato continueranno a vedere i tuoi articoli in primo piano. Ma come comportarsi per ottenere buoni risultati? Devi aumentare il numero di utenti che ti citano come fonte preferita. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/pulsanti-finti.png"><img decoding="async" width="675" height="67" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/pulsanti-finti.png" alt="Come migliorare i risultati con le Fonti preferite" class="wp-image-33884" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/pulsanti-finti.png 675w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/pulsanti-finti-300x30.png 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Chiedi agli utenti di seguirti sulle Fonti Preferite.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Proprio come fa SkyTG24 con l&#8217;esempio in basso (o come si procede da secoli con la newsletter o i feed RSS), la tua presenza nelle Fonti Preferite di Google si fonde con il brand. Avremo nuovi pop-up, banner o box a fine articolo con inviti come <strong>Aggiungici alle tue Fonti Preferite su Google</strong>. I siti che sapranno lavorare bene su questo fronte accumuleranno migliaia di preferenze, creando un nuovo modo di aumentare i click sul proprio sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono anche dei plugin come Add as Preferred Source on Google per aggiungere questo pulsante sul sito. Per non appesantire la struttura, puoi anche procedere con un percorso manuale: basta inserire il link al tuo account con una call to action qualsiasi. Ecco un esempio.</p>



<pre class="wp-block-code"><code>&lt;div style="background-color: #f8f9fa; border: 1px solid #e0e0e0; border-radius: 8px; padding: 15px; text-align: center; margin: 20px 0;">
  &lt;p style="margin-bottom: 10px; font-weight: 600; color: #333;">Vuoi leggere le nostre notizie prima delle altre?&lt;/p>
  &lt;a href="https://google.com/preferences/source?q=ILTUOSITO.IT" target="_blank" rel="noopener noreferrer" style="background-color: #1a73e8; color: white; padding: 10px 18px; border-radius: 20px; text-decoration: none; font-weight: bold; display: inline-block;">
    Aggiungici alle Fonti Preferite di Google
  &lt;/a>
&lt;/div></code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Chiaramente, per lavorare su questo fronte devi prima di tutto essere presente in Google News e Discover. Prerequisito fondamentale è la velocità del sito internet: certo, serve freschezza del contenuto e registrazione presso il <a href="https://publishercenter.google.com/">Centro Editori di Google</a>. Il rispetto dei <a href="https://www.serverplan.com/blog/core-web-vitals/" data-type="post" data-id="13088">Core Web Vitals</a> non garantisce da solo l&#8217;ingresso in <strong>Discover o News</strong> ma un sito lento è un problema di base per chi ambisce a essere presente in questi circuiti. Ecco perché tutto deve iniziare da un hosting performante e veloce, con <a href="https://www.serverplan.com/blog/http2/" data-type="post" data-id="7604">HTTP/2</a>, <a href="https://www.serverplan.com/blog/http-keep-alive/" data-type="post" data-id="7567">Keep Alive</a> e <a href="https://www.serverplan.com/blog/dischi-ssd-server/" data-type="post" data-id="26874">dischi server SSD</a>. Proprio come quello che ti propone Serverplan, con WordPress già installato e ottimizzato.</p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/fonti-preferite-di-google/">Fonti Preferite: cos&#8217;è questa funzione di Google e perché serve alla SEO?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>User journey vs user flow: la differenza sostanziale</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/user-journey-user-flow/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webmaster]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Creare un sito web che funzioni e consenta di trasformare realmente gli utenti in clienti, magari prima in lead e poi in prospect, è una sfida che oggi non possiamo ignorare. Vero, abbiamo la possibilità di semplificare i compiti anche grazie all&#8217;AI che ci aiuta a realizzare il sito web automatizzando i compiti base. Ma </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/user-journey-user-flow/">User journey vs user flow: la differenza sostanziale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Creare un sito web che funzioni e consenta di trasformare realmente gli utenti in clienti, magari prima in lead e poi in prospect, è una sfida che oggi non possiamo ignorare. Vero, abbiamo la possibilità di semplificare i compiti anche grazie all&#8217;AI che ci aiuta a realizzare il sito web automatizzando i compiti base. Ma non possiamo ignorare lo studio a monte che include<strong> anche user journey e user flow</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/journey-1024x683.webp" alt="User journey vs user flow: la differenza sostanziale" class="wp-image-33857" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/journey-1024x683.webp 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/journey-300x200.webp 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/journey-768x512.webp 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/journey-585x390.webp 585w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/journey.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">No, non sono la stessa cosa. Parlare di user journey e user flow, la mappa dell&#8217;esperienza utente e il flusso operativo che compie, come due percorsi differenti è il modo migliore per dare il giusto valore a questi schemi idealtipici che ci aiutano a definire e analizzare (magari prevedere) il percorso che farà l&#8217;utente per arrivare a destinazione. In entrambi i casi parliamo di rappresentazioni teoriche di ciò che andrà visto, cliccato e selezionato. Ma ci sono delle differenze importanti da considerare. Ecco di cosa stiamo parlando esattamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la user journey, definizione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo a presentare i punti in questione per spiegare al meglio la differenza. <strong>Con il termine user journey</strong> intendiamo la mappa dell&#8217;esperienza complessiva che il potenziale cliente fa mentre interagisce con un brand o un prodotto. Include gli stati d&#8217;animo, le motivazioni, i punti di contatto e i problemi prima, durante e dopo l&#8217;incontro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, è una mappa ad alto livello dell&#8217;esperienza complessiva del cliente che sintetizza ciò che le persone fanno, pensano e provano mentre interagiscono con la tua<strong> presenza online e offline</strong>. In questo equilibrio possiamo contare 5 elementi sostanziali. Il primo è, chiaramente, il profilo rappresentativo dell&#8217;utente. Vale a dire la buyer persona che racchiude le caratteristiche di un target. Poi abbiamo lo scenario e l&#8217;obiettivo finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguire troviamo i macro-momenti in cui si articola l&#8217;esperienza e i touchpoint, i punti di contatto tra il potenziale cliente e il brand come, ad esempio, Google Maps, sito web, recensioni, WhatsApp. Come contorno <strong>abbiamo l&#8217;esperienza emotiva</strong> e i pain points che ci descrivono l&#8217;andamento dello stato d&#8217;animo dell&#8217;utente che può andare dalla frustrazione (se l&#8217;UX non è all&#8217;altezza) alla soddisfazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da leggere: <a href="https://www.serverplan.com/blog/come-migliorare-ux-ecommerce-da-mobile/">migliorare l’user experience di un e-commerce da mobile</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è, invece, il concetto di user flow?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Passiamo dal macro al micro. L&#8217;user flow è uno schema tecnico delle azioni logiche e delle schermate che un utente attraversa per completare un compito all&#8217;interno di un&#8217;interfaccia. Questo flusso delle azioni ti permette di affrontare i dettagli tecnici di ogni singola azione che l&#8217;utente svolge all&#8217;interno della già citata e descritta user journey. In altre parole, possiamo definire <strong>questo flusso di navigazione</strong> come il progetto architettonico che definisce ogni decisione che l&#8217;utente compie per completare un compito specifico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò comprende una serie di passaggi che possono fare la differenza nel lavoro concreto. Ad esempio, il task flow mappa un singolo compito lineare senza diramazioni complesse e il wire flow aggiunge i bozzetti visivi delle <strong>schermate (wireframe)</strong> per mostrare visivamente come cambia l&#8217;interfaccia a ogni click. L&#8217;user flow completo, invece, racchiude un&#8217;intera applicazione con i casi di errore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le differenze tra user journey e user flow?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo già affrontato le <a href="https://www.serverplan.com/blog/differenza-ux-ui-design/">differenza tra UX e UI design</a> e <a href="https://www.serverplan.com/blog/differenze-user-experience-customer-experience/" data-type="post" data-id="30390">tra user experience (UX) e customer experience (CX)</a>. Ora concentriamoci su quelle che emergono tra user journey e user flow. Per farlo in modo chiaro e analitico ho preparato una <strong>tabella che sintetizza</strong> i punti essenziali di questo percorso fatto di distinzioni e punti di contatto tra le due materie che, in ogni caso, restano interconnesse.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Caratteristica</strong></td><td><strong>User journey (macro)</strong></td><td><strong>User flow (micro)</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Focus</strong></td><td>Esperienza emotiva e concettuale.</td><td>Passaggi tecnici e logici.</td></tr><tr><td><strong>Domanda chiave</strong></td><td><em>&#8220;Cosa prova e cosa cerca l&#8217;utente?&#8221;</em>.</td><td><em>&#8220;Quale bottone clicca per completare il task?&#8221;</em>.</td></tr><tr><td><strong>Contesto</strong></td><td>Comprende azioni sia <em>online</em> che <em>offline</em>.</td><td>Limitato all&#8217;interfaccia digitale (UI/UX).</td></tr><tr><td><strong>Componenti</strong></td><td>Fasi, emozioni, touchpoint, ostacoli.</td><td>Schermate, azioni, decisioni (Sì/No), bottoni.</td></tr><tr><td><strong>Formato visivo</strong></td><td>Timeline / mappa dell&#8217;esperienza.</td><td>Diagramma di flusso (<em>flowchart</em>).</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per trovare una sintesi adeguata possiamo dire questo: la user journey adotta una prospettiva macro incentrata sull&#8217;esperienza complessiva, ti suggerisce perché e in quale contesto un utente usa il tuo prodotto, l&#8217;user flow definisce come l&#8217;interfaccia risponde a ogni suo singolo click. Qui puoi ottenere indicazioni micro con la sequenza logica di schermate, decisioni e azioni necessarie per completare una specifica azione nell&#8217;interfaccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da leggere:&nbsp;<a href="https://www.serverplan.com/blog/content-experience/">cos’è e come migliorare la content experience</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un esempio concreto di pianificazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In un processo di progettazione efficace, l&#8217;user journey <strong>individua i bisogni </strong>e definisce il cosa e il perché dell&#8217;esperienza; l&#8217;user flow traduce tutto quest&#8217;architettura teorica in pratica, definendo il come gestire nella pratica ciò che abbiamo ipotizzato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, prima c&#8217;è la visione strategica identificando le fasi chiave, come la necessità di una prenotazione rapida, poi si studia ogni singola fase per ottenere un diagramma di navigazione dettagliato che gli sviluppatori e i designer utilizzano per <strong>costruire il prodotto digitale</strong>. Che deve essere sempre online, pronto per rispondere sempre alle richieste del pubblico. Ecco perché alla base di tutto c&#8217;è sempre un hosting performante e di qualità. In questo caso, noi possiamo aiutarti offrendo <a href="https://www.serverplan.com/server-dedicati/">server dedicati</a>, <a href="https://www.serverplan.com/vps-hosting/">VPS</a>, <a href="https://www.serverplan.com/cloud-hosting/">cloud</a> e <a href="https://www.serverplan.com/hosting-wordpress/">hosting con WordPress già installato</a>.</p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/user-journey-user-flow/">User journey vs user flow: la differenza sostanziale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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		<title>Dietro le quinte di un SaaS B2B: come l&#8217;infrastruttura Serverplan spinge l&#8217;integrazione ERP di Sales2app</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/saas-b2b-serverplan-integrazione-erp-sales2app/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 06:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Case study]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mercato dei software rivolti alle aziende, il SaaS B2B, l&#8217;affidabilità non è un&#8217;opzione. Anzi, è il requisito fondamentale. Quando un&#8217;applicazione diventa il cuore pulsante delle vendite di un&#8217;azienda, ogni secondo di inattività si traduce in mancate entrate e inefficienze operative. È questo il contesto in cui opera Sales2app, la piattaforma SaaS web e mobile </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel mercato dei software rivolti alle aziende, il SaaS B2B, l&#8217;affidabilità non è un&#8217;opzione. Anzi, è il requisito fondamentale. Quando un&#8217;applicazione diventa il<strong> cuore pulsante delle vendite </strong>di un&#8217;azienda, ogni secondo di inattività si traduce in mancate entrate e inefficienze operative.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="679" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/b2b-saas-1024x679.jpg" alt="SaaS B2B" class="wp-image-33840" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/b2b-saas-1024x679.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/b2b-saas-300x199.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/b2b-saas-768x509.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/b2b-saas-588x390.jpg 588w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/b2b-saas.jpg 1199w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il contesto in cui opera <a href="https://www.sales2app.it/">Sales2app</a>, la piattaforma SaaS web e mobile progettata per accelerare la produttività della forza commerciale e azzerare il <strong>data entry del backoffice</strong>. Sales2app non è un semplice CRM per la forza vendita isolato, ma una vera e propria centrale operativa. Tramite un connettore universale ERP-CRM, dialoga in modo bidirezionale con complessi sistemi gestionali ERP come Panthera e Smeup.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per sostenere moli di dati critici, sincronizzazioni in tempo reale di listini, anagrafiche e ordini, e garantire la <strong>massima sicurezza GDPR</strong>, l&#8217;applicazione richiede un motore infrastrutturale impeccabile. È per questo che Sales2app ha scelto di affidarsi ai <a href="https://www.serverplan.com/server-dedicati/">server dedicati di Serverplan</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Infrastruttura enterprise, italiana e fault tolerant</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per erogare i propri servizi, Sales2app si appoggia ai <a href="https://www.serverplan.com/blog/data-center-in-italia/">data center di Serverplan</a> situati a Roma. La scelta non è casuale: per un<strong> SaaS B2B </strong>che gestisce i processi core di aziende strutturate, la garanzia della residenza del dato e la latenza minima sono cruciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;infrastruttura messa a disposizione è realizzata esclusivamente con prodotti di fascia enterprise. I Data Center sono progettati per soddisfare i massimi standard di continuità aziendale, <strong>offrendo una ridondanza </strong>dei sistemi critici (2N) e un <a href="https://www.serverplan.com/blog/uptime-e-downtime-del-server/" data-type="post" data-id="13750">uptime</a> garantito secondo gli standard. Per Sales2app, che gestisce dati sensibili come il credit check finanziario dei clienti e lo storico fatturati ereditato dagli ERP, il perimetro di sicurezza fornito da Serverplan è vitale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sicurezza fisica: </strong>presidio con agenti di vigilanza 24/7, telecamere a circuito chiuso.</li>



<li><strong>Connettività: </strong>accesso a una rete multi-operatore da 100Gbps con protezione <a href="https://www.serverplan.com/blog/attacchi-ddos/" data-type="post" data-id="28178">DDoS</a>.</li>



<li><strong>Compliance: </strong>un ecosistema certificato secondo standard internazionali essenziali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo è essenziale per il mercato SaaS B2B enterprise, in cui bisogna rispettare standard come ISO 27001 rivolto alla sicurezza delle informazioni, <strong>ISO 27017 per i controlli cloud </strong>e ISO 27018 dedicato alla protezione dei dati personali in cloud.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il supporto tecnico e il rapporto qualità-prezzo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se la carta d&#8217;identità tecnologica dei data center è d&#8217;eccellenza, il vero motivo per cui una startup innovativa o <strong>una software house </strong>sceglie un partner infrastrutturale risiede nell&#8217;operatività quotidiana. Come ci racconta direttamente il team di sviluppo di Sales2app, il mix vincente di Serverplan si riassume in due fattori: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rapporto qualità-prezzo insuperabile per la fornitura di hardware dedicato ad alte prestazioni.</li>



<li>Supporto tecnico human-driven che interviene quando conta davvero. Un elemento chiave per chi gestisce un software per la gestione della forza vendita usato ogni giorno da centinaia di agenti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;infrastruttura Serverplan prevede una<strong> Control Room </strong>e personale tecnico fisicamente presente nei data center 24 ore su 24, 365 giorni all&#8217;anno. Che questa non sia solo una promessa su una brochure lo dimostra un recente caso critico affrontato dal team di Sales2app.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Saturday Incident: ripristino in tempi record</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un sabato pomeriggio, uno degli scenari più temuti da chi gestisce infrastrutture SaaS si è materializzato: un guasto a un <a href="https://www.serverplan.com/blog/server/" data-type="post" data-id="17056">server fisico</a> che ospitava nodi critici per l&#8217;erogazione dei <strong>servizi web </strong>su un altro fornitore.</p>


<div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Conveniente come il Web Hosting con tutti i vantaggi di un Server Dedicato</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Elevata flessibilità hardware</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Soluzione in alta affidabilità (HA)</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/vps-hosting" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">In un weekend, un evento del genere presso molti provider avrebbe significato attendere il lunedì mattina per un intervento risolutivo, <strong>causando un downtime i</strong>naccettabile per i clienti che si affidano a un SaaS B2B per la gestione della loro operatività quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non con Serverplan. Alla segnalazione del disservizio, e chiamati per una richiesta di supporto immediato per consentire la migrazione dell&#8217;applicazione da altro fornitore, il <strong>presidio tecnico </strong>del data center è intervenuto fisicamente sull&#8217;infrastruttura. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In sole 4 ore dal crash</strong>, il team di Serverplan aveva già attivato un server fisico dedicato. Lo aveva cablato a rack, aveva installato il sistema operativo da zero e ne aveva consegnato le chiavi di accesso (root) al team sistemistico di Sales2app, pronto per la ridistribuzione dei servizi web.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni: il partner invisibile del successo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Costruire un <strong>software B2B eccellente</strong>, capace di interfacciarsi con complessi flussi ERP e snellire il lavoro di centinaia di agenti di commercio, è solo metà del lavoro. L&#8217;altra metà consiste nel mantenerlo online, veloce e sicuro, ogni singolo giorno. Come ci ricorda Gregory Airapetyan, CEO della Apping Srl:</p>


<p style="padding-left: 40px;"><em>&#8220;La partnership tra Sales2app e Serverplan dimostra che l&#8217;infrastruttura server non è una semplice commodity, ma un asset strategico. Scegliere Serverplan significa avere la tranquillità di poter scalare il proprio business SaaS, sapendo che dietro i rack ci sono professionisti pronti a coprirti le spalle. Anche di sabato&#8221;. </em></p><div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/saas-b2b-serverplan-integrazione-erp-sales2app/">Dietro le quinte di un SaaS B2B: come l&#8217;infrastruttura Serverplan spinge l&#8217;integrazione ERP di Sales2app</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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		<title>Google penalizza i contenuti creati con l&#8217;intelligenza artificiale?</title>
		<link>https://www.serverplan.com/blog/penalizzazione-contenuti-intelligenza-artificiale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webmaster]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è uno dei dubbi atavici del webmaster che ha incontrato l&#8217;intelligenza artificiale e vuole sfruttarla fino in fondo: c&#8217;è una penalizzazione dei contenuti generati dall&#8217;AI? Esiste un pericolo concreto su questo fronte? Troverai mille risposte diverse su quest&#8217;argomento ma io ne preferisco una, abbastanza equilibrata: se la usi per risparmiare tempo e non per </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questo è uno dei dubbi atavici del webmaster che ha incontrato l&#8217;intelligenza artificiale e vuole sfruttarla fino in fondo: c&#8217;è una <strong>penalizzazione dei contenuti</strong> generati dall&#8217;AI? Esiste un pericolo concreto su questo fronte?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Troverai mille risposte diverse su quest&#8217;argomento ma io ne preferisco una, abbastanza equilibrata: se la usi per risparmiare tempo e non per aggiungere qualità al tuo lavoro <strong>c&#8217;è il rischio che Google penalizzi </strong>il tuo lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="640" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/penalizzazione-google-ai-1024x640.jpg" alt="La penalizzazione dei contenuti creati con l'AI" class="wp-image-33816" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/penalizzazione-google-ai-1024x640.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/penalizzazione-google-ai-300x188.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/penalizzazione-google-ai-768x480.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/penalizzazione-google-ai-624x390.jpg 624w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/penalizzazione-google-ai.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Parlo di rischio perché chi conosce il <strong>campo della SEO</strong> &#8211;  e oggi anche della <a href="https://www.serverplan.com/blog/differenza-seo-geo-aeo/" data-type="post" data-id="32796">GEO/AEO</a> &#8211; sa bene che di certezze ce ne sono poche. Questo vale, purtroppo, sia per i risultati positivi che per quelli negativi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho visto compiere le peggiori nefandezze su siti web che hanno macinato traffico per anni, senza incappare in una <strong>singola segnalazione</strong>. E altri crollare anche a causa di un semplice e banale sospetto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, il gioco delle penalizzazioni non è matematico: il <strong>rischio principale</strong> è quello di creare un pattern riconoscibile. Questo vale anche per la <a href="https://www.serverplan.com/blog/broken-link-building/" data-type="post" data-id="26536">link building</a>, da sempre uno dei settori soggetti a penalizzazioni. Ma questo vale anche per i contenuti creati con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale? Scopriamolo insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il concetto di penalizzazione per Google</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">Prima di valutare l&#8217;eventuale penalizzazione dei <a href="https://www.serverplan.com/blog/contenuti-generati-ai/" data-type="post" data-id="29147">contenuti creati con l&#8217;AI</a> è giusto comprendere cosa significa, esattamente, <strong>penalizzare un sito web per Google</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora: una penalizzazione è un provvedimento che Google applica a un sito web, o a una sua parte, per ridurne la visibilità nei risultati di ricerca o, nei casi più gravi, per escluderlo del tutto dalla SERP. Chiaramente, il risultato è un calo del traffico e un <strong>crollo del posizionamento</strong>, che può essere parziale o totale. Ciò avviene quando vieni beccato nel tentativo di manipolare l&#8217;algoritmo per ottenere posizionamenti migliori senza un reale merito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dovrebbe già attivare qualche segnale d&#8217;allarme quando si parla di contenuti generati dall&#8217;AI. Le penalizzazioni possono essere manuali, quindi con notifica nella<a href="https://www.serverplan.com/blog/search-console-google/" data-type="post" data-id="2796"> Search Console</a>, per la segnalazione del team anti-spam di Google o algoritmiche. Qui la situazione diventa complessa perché non hai alcuna indicazione: le <strong>regole del gioco cambiano </strong>e tu ti ritrovi con un sito web che arranca. Perdendo traffico e posizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da leggere: <a href="https://www.serverplan.com/blog/creare-immagini-per-sito-web-con-ai/#gref">come gestire le immagini create con l&#8217;AI</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">C&#8217;è una penalizzazione ufficiale contro l&#8217;AI?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">No, su questo fronte Google dice tutto e il contrario di tutto. Se però analizziamo le dichiarazioni scopriamo che <strong>c&#8217;è un riferimento chiaro</strong>. Lo sintetizzo qui: a Google non piacciono i contenuti generati in massa dall&#8217;intelligenza artificiale e pensati solo per risparmiare tempo nel tentativo di migliorare il ranking. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettiamola in quest&#8217;altro modo: <strong>Google non penalizza</strong> i contenuti solo perché sono stati generati con l&#8217;AI. Per avere un riferimento chiaro possiamo dare uno sguardo a questo articolo del <a href="https://developers.google.com/search/docs/fundamentals/using-gen-ai-content?hl=it">blog ufficiale di Mountain View</a>: </p>


<blockquote>
<p style="padding-left: 40px;"><em>&#8220;L&#8217;AI generativa può essere particolarmente utile per fare ricerche su un argomento e per aggiungere struttura a contenuti originali. Tuttavia, l&#8217;utilizzo di strumenti di IA generativa o altri strumenti simili per generare molte pagine senza aggiungere valore per gli utenti potrebbe violare le norme di Google relative allo spam sull&#8217;abuso di contenuti su larga scala&#8221;. </em></p>
</blockquote>


<p class="wp-block-paragraph">Ok, quindi <strong>abbiamo un problema</strong>: se utilizzi l&#8217;AI per creare contenuti a iosa corri dei rischi. Potresti incappare in una penalizzazione. Ma quello che emerge leggendo il documento dedicato alle <a href="https://developers.google.com/search/docs/essentials/spam-policies?hl=it">norme antispam</a> è che il problema si presenta anche quando ti lanci nella generazione di <em>&#8220;contenuti non originali che forniscono un valore scarso o nullo agli utenti, indipendentemente da come sono stati creati&#8221;.</em> Quindi, il problema è duplice.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il concetto di qualità e di commodity content</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato c&#8217;è il <strong>nodo della quantità</strong>, dall&#8217;altro quello della qualità: creare tante pagine con contenuti che non aggiungono valore porta a una possibile penalizzazione. Quindi, a Google non interessa il fatto che si utilizzi l&#8217;AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va bene usarla per generare un contenuto. Il problema sorge quando, attraverso questi strumenti, sei tentato di bypassare l&#8217;impegno di creare qualcosa di unico e <strong>preferisci adeguarti</strong> al risultato proposto dagli LLM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Magari automatizzando il tutto con quei classici processi che spesso ti propongono: l&#8217;automatizzazione dei contenuti di un blog aziendale o personale che permette a strumenti come <strong>Claude, Gemini o ChatGPT</strong> di realizzare e pubblicare automaticamente centinaia di blog post a costo zero e senza revisione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui stai lavorando sui <strong>commodity content</strong>, contenuti intercambiabili con decine o centinaia di versioni già pubblicate e completamente uguali se non nella forma, nella sostanza. Che se ne fa Google? Sarebbe solo sforzo extra per scansionare, indicizzare e mantenere pagine inutili. Quindi scatta la penalizzazione che, in fondo, si tratta semplicemente di snobbare quello che hai fatto pensando di essere il più furbo della città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;information gain oggi fa la differenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Seguendo il <a href="https://www.serverplan.com/blog/google-eat/">paradigma EEAT</a>, e la specifica dedicata ai <a href="https://www.serverplan.com/blog/contenuti-ymyl/">contenuti YMYL</a>, arriviamo a una conclusione: oggi non puoi accontentarti di un testo basic. Già era difficile lavorare in queste condizioni prima. Oggi, con la doppia tagliola dell&#8217;AI &#8211; da un lato semplifica la generazione dei testi artificiali e dall&#8217;altro stronca l&#8217;organico con AI Overview &#8211; devi lavorare a pieno regime con i copywriter per o<strong>ttimizzare l&#8217;information gain</strong>. Vale a dire?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il termine <a href="https://www.serverplan.com/blog/information-gain/" data-type="post" data-id="33454">information gain</a> intendiamo quel guadagno informativo capace di aumentare in modo sistematico <strong>la qualità rispetto alla massa</strong>. Il risultato si ottiene aggiungendo esperienze di prima mano, dati proprietari, case study, esperienze dirette: insomma, tutto ciò che ti consente di andare oltre lo standard medio. Che, tra l&#8217;altro, non può essere generato dall&#8217;AI. Ed è qui che inizi a fare la differenza sul serio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><strong>Da leggere:&nbsp;<a href="https://www.serverplan.com/blog/seo-ai/">come fare SEO per l’AI</a></strong></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi, Google penalizza i contenuti AI?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>hosting come quello che Serverplan</strong> mette a disposizione, con AI integrata che ti permette di <a href="https://www.serverplan.com/blog/creare-sito-web-con-intelligenza-artificiale/">creare un sito web con l&#8217;intelligenza artificiale</a> deve essere utilizzato anche con questa consapevolezza strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><div class="row mb-2"><div class="col"><div class="card"><div class="card-header bg-warning p-0 pt-1" style="background-color: #E84B1E !important;"></div><div class="card-body"><p style="font-size: 20px; font-weight: bold;">Hosting gestito: veloce, affidabile, performante</p><div class="row"><div class="col-md-9"><ul class="list-group  list-group-horizontal-md m-1 p-0 border-0"><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Installazione Cms 1 click</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Backup giornaliero</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Migrazione gratuita</li><li class="list-group-item m-1 p-1 border-0"><i style="color: #E84B1E;" class="fas fa-check"></i>Assistenza H24/365</li></ul></div><div class="col-md-3 text-center"><a class="btn btn-success" style="background-color: #4E9350; border-color: #4E9350; color: #FFFFFF;" href="https://www.serverplan.com/hosting" id="gtmbannerblog" gtm-attr="minibannerblog">Scopri di più</a></div></div></div></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo realizzare pagine web e contenuti con un prompt. Questo agevola non poco il lavoro creativo. Però bisogna aggiungere questo: <strong>non possiamo ipotizzare</strong> un portale web di qualità senza il contributo umano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;automatizzazione deve essere utilizzata per arricchire, per velocizzare lavori ripetitivi e per ottenere delle indicazioni che &#8211; diversamente &#8211; impiegheresti molto tempo per ottenere. Ad esempio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi sicuramente <strong>realizzare una bozza dei contenuti </strong>per rompere la crisi del foglio bianco. Ma se vuoi ottenere dei risultati degni di nota, il consiglio è sempre quello di passare dai contenuti commodity, intercambiabili con quelli dei competitor, al valore che tu puoi dare a ciò che utilizzi per comunicare online.</p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/penalizzazione-contenuti-intelligenza-artificiale/">Google penalizza i contenuti creati con l&#8217;intelligenza artificiale?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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		<title>Cos&#8217;è Wikidata? E perché è importante per la SEO/AEO/GEO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webmaster]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo dei fatti: oggi, la SEO tecnica tradizionale è sempre fondamentale, così come il lavoro di content marketing e di link building. Però, grazie all&#8217;intelligenza artificiale prendono forza una serie di dinamiche che puntano a chiarire in modo chiaro e definito la tua identità online. E in questo contesto diventa fondamentale parlare di Wikidata. Chiaramente, </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/wikidata/">Cos&#8217;è Wikidata? E perché è importante per la SEO/AEO/GEO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Parliamo dei fatti: oggi, la <a href="https://www.serverplan.com/blog/seo-tecnica/" data-type="post" data-id="22457">SEO tecnica</a> tradizionale è sempre fondamentale, così come il lavoro di content marketing e di <a href="https://www.serverplan.com/blog/broken-link-building/" data-type="post" data-id="26536">link building</a>. Però, grazie all&#8217;intelligenza artificiale prendono forza una serie di dinamiche che puntano a chiarire in modo chiaro e definito la tua identità online. E in questo contesto diventa fondamentale parlare di <strong>Wikidata</strong>. Chiaramente, quando si affronta un qualsiasi argomento con il prefisso Wiki si attivano una serie di campanelli che lasciano intendere contenuti di qualità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="680" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/wikidata-1024x680.webp" alt="wikidata" class="wp-image-33772" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/wikidata-1024x680.webp 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/wikidata-300x199.webp 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/wikidata-768x510.webp 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/wikidata-587x390.webp 587w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/wikidata.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche procedure complesse per essere accettati. Questo è vero soprattutto per le pagine di Wikipedia ma il progetto parallelo, ovvero Wikidata, ha dei vantaggi concreti: non segue <strong>la stessa logica elitaria</strong> di Wikipedia ma ha un ruolo decisivo nelle dinamiche <a href="https://www.serverplan.com/blog/differenza-seo-geo-aeo/" data-type="post" data-id="32796">SEO, GEO e AEO</a>. Vuoi scoprire perché? Ecco il ruolo di questa piattaforma per migliorare la visibilità su internet.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è Wikidata, una definizione tecnica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">



<p class="wp-block-paragraph">Iniziamo con le dovute presentazioni: Wikidata (sito ufficiale <a href="https://www.wikidata.org">www.wikidata.org</a>) è un database collaborativo, multilingue e strutturato in modo da fornire una<strong> fonte comune di dati aperti </strong>e legati. Parliamo quindi di open linked data che possono essere letti e modificati sia dagli esseri umani sia dalle macchine. Il progetto è gestito dalla <a href="https://wikimediafoundation.org/">Wikimedia Foundation</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è un&#8217;organizzazione che punta a <strong>realizzare un knowledge graph</strong> centralizzato e ad accesso aperto, progettato per creare un&#8217;unica fonte di dati centralizzata, multilingue e aperta a tutti. Per sua natura, quindi, Wikidata rappresenta un&#8217;ottima fonte per liberare i dati dai vincoli della lingua e delle piattaforme tecnologiche, diventando un ottimo punto di riferimento per l&#8217;aggiornamento dei motori di ricerca, dei software di intelligenza artificiale e degli assistenti vocali. Ecco perché attira subito la nostra attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da leggere:&nbsp;<a href="https://www.serverplan.com/blog/come-fare-un-redirect/">come fare un redirect 301</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la differenza tra Wikipedia e Wikidata?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In una chiosa: Wikipedia è per le persone, Wikidata per le macchine. Proprio come i bot dei motori di ricerca e i vari LLM come <strong>Claude e ChatGPT.</strong> Nelle pagine di Wikipedia si descrive un fatto o un elemento con parole discorsive e leggibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su Wikidata abbiamo una serie di indicazioni delineate in modo organizzato e privo di divergenze interpretative. Ma non parliamo di piattaforme avversarie, sono piuttosto <strong>entità collegate</strong>. Anzi, sono dipendenti: si alimentano e si arricchiscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché dovresti avere una scheda su Wikidata?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a un documento del genere (puoi trovare un esempio sul mio profilo personale di <a href="https://www.wikidata.org/wiki/Q15814106">Riccardo Esposito</a>) puoi realizzare un documento definito in modo da comunicare a diverse entità, tra queste i software basati sull&#8217;<strong>intelligenza artificiale come ChatGPT</strong>, che si sta parlando di un argomento specifico. E che non deve essere confuso con qualcosa di simile ma divergente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi sappiamo che i motori di ricerca non leggono più il web come un insieme di parole chiave: lo analizzano e lo affrontano come un insieme di entità e relazioni. Ed ecco che <strong>Wikidata diventa un certificato</strong> di esistenza e autorevolezza per il tuo brand, ma non solo: è una struttura utile per la tua attività personale, per i prodotti che vendi, per gli eventi o i libri che scrivi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="527" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/knowledge-riccardo-1024x527.jpg" alt="knowledge riccardo" class="wp-image-33777" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/knowledge-riccardo-1024x527.jpg 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/knowledge-riccardo-300x154.jpg 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/knowledge-riccardo-768x395.jpg 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/knowledge-riccardo-758x390.jpg 758w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/knowledge-riccardo.jpg 1150w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un esempio di Knowledge Graph.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il primo vantaggio SEO per chi ha una pagina Wikidata è la possibilità di agevolare la <a href="https://www.serverplan.com/blog/google-knowledge-panel/" data-type="post" data-id="33114">creazione di un Knowledge Panel su Google</a>, quel box che sintetizza l&#8217;attività di un nome autorevole. Inoltre, il lavoro su Wikidata permette di risolvere eventuali ambiguità tra due entità differenti che <strong>si combattono nella SERP</strong> ma fornisce informazioni decisive anche per i vari LLM. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la struttura di Wikidata?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I modelli di intelligenza artificiale vengono addestrati su enormi database di dati. Wikidata è uno dei preferiti perché è pulito, strutturato, multilingue e <strong>privo di copyright</strong>. Anche per questo viene usato per verificare i fatti ed evitare le allucinazioni dell&#8217;IA. Essere presenti significa aumentare le chance di essere citati come fonte affidabile nella risposta generata.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="736" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-1024x736.webp" alt="esempio di pagina wikidata" class="wp-image-33802" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-1024x736.webp 1024w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-300x216.webp 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-768x552.webp 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-1536x1104.webp 1536w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-1200x863.webp 1200w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_-543x390.webp 543w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Datamodel_in_Wikidata.svg_.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esempio di pagina Wikidata.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Prima di capire come compilare e realizzare una pagina Wikidata per la tua attività devi capire come funziona. Ed è questo uno dei punti deboli della logica attuativa, questo è il freno principale all&#8217;azione di chi vuole realizzare la <strong>propria strategia su Wikidata</strong>: si tratta di un processo non immediatamente intuitivo e semplice da attuare. Anche perché qui ragioniamo in termini di dati strutturati, numeri, date, coordinate. Per iniziare, possiamo dire che le informazioni su Wikidata sono memorizzate come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><code>Elemento (item)</code>: codice preceduto dalla Q. Ad esempio Q42 per Douglas Adams.</li>



<li><code>Proprietà (property)</code>: stringa preceduta dalla lettera P (P569 per data di nascita).</li>



<li><code>Valore (value)</code>: un altro elemento, una stringa di testo, una coordinata geografica.</li>



<li><code>Riferimenti (references)</code>: link o citazioni alle fonti bibliografiche o database esterni.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per ottimizzare questo processo, Wikidata permette di indicare dei qualificatori. Ovvero, dei dati aggiuntivi che specificano il <strong>contesto di una dichiarazione</strong>. Ad esempio, avremo un percorso del tipo <code>ruolo ricoperto &gt; presidente &gt; qualificatore: dal 2018 al 2022</code>. Questa combinazione di elementi rende estremamente complessa la compilazione delle schede, anche perché spesso procede in modo completamente illogico rispetto a una compilazione umana e revisionata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Voglio creare una pagina: come fare?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo punto che ti suggerisco: individua un item significativo da realizzare su Wikidata. Deve essere il nome di una persona o di un&#8217;azienda, il titolo di un libro. <strong>Per semplificarti la vita</strong>, suggerisco di creare un account per avere un riferimento diretto anche in caso di comunicazioni interne. Per realizzare la tua pagina devi cliccare sul link create a new Item e compilare i primi dati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1023" height="557" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Wikidata_Screenshot_-_Create_a_new_item.webp" alt="creare un nuovo item" class="wp-image-33791" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Wikidata_Screenshot_-_Create_a_new_item.webp 1023w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Wikidata_Screenshot_-_Create_a_new_item-300x163.webp 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Wikidata_Screenshot_-_Create_a_new_item-768x418.webp 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Wikidata_Screenshot_-_Create_a_new_item-716x390.webp 716w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /><figcaption class="wp-element-caption">Crea una nuova pagina su Wikidata &#8211; <a href="https://www.wikidata.org/wiki/Help:Items">Fonte immagine</a></figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Una volta creato il tuo item, la tua pagina elemento che può essere il tuo nome e cognome se sei un libero professionista o il brand aziendale, puoi a<strong>ggiungere la prima sezione</strong> che serve a definire l&#8217;entità in modo univoco e in più lingue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;area deve contenere il nome esatto dell&#8217;entità (esempio Mario Rossi o Azienda XYZ), una frase breve e chiara che definisce l&#8217;entità senza ambiguità (imprenditore italiano o azienda di software italiana fondata nel 2010). <strong>Non inserire elogi</strong> o testi promozionali, l&#8217;approccio deve essere rigorosamente neutrale. Inserisci anche eventuali varianti del nome, acronimi o pseudonimi. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="943" height="348" src="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Statement_with_reference_and_qualifier_-_Earth.png" alt="qualificatori e referenze" class="wp-image-33796" srcset="https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Statement_with_reference_and_qualifier_-_Earth.png 943w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Statement_with_reference_and_qualifier_-_Earth-300x111.png 300w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Statement_with_reference_and_qualifier_-_Earth-768x283.png 768w, https://www.serverplan.com/blog/wp-content/uploads/2026/07/Statement_with_reference_and_qualifier_-_Earth-790x292.png 790w" sizes="(max-width: 943px) 100vw, 943px" /><figcaption class="wp-element-caption">Aggiungi qualificatori e riferimenti chiari &#8211; <a href="https://www.wikidata.org/wiki/Help:Statements">Fonte immagine</a></figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Poi devi definire la proprietà istanza che è fondamentale perché <strong>suggerisce alle macchine</strong> cosa è quell&#8217;oggetto. Immediatamente dopo, puoi procedere e inserire tutte le proprietà fondamentali per quel tipo di entità ma non basta elencare, devi collegare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto importante inserire URL di riferimento per certificare le informazioni e aggiungere più database esterni: così l&#8217;entità diventa autorevole per gli <strong>algoritmi di SEO/GEO</strong>. Ma non basta eseguire questo lavoro compilativo sulla scheda, serve un lavoro di incrocio: questo è il passaggio cruciale. Su Wikidata, aggiungi la proprietà sito web ufficiale (P856) inserendo l&#8217;URL esatto del tuo portale. A tempo stesso, sul sito web implementa i dati strutturati in formato JSON-LD, inserendo la proprietà <code>sameAs</code>.</p>



<pre class="wp-block-code"><code>&lt;script type="application/ld+json">
{
  "@context": "https://schema.org",
  "@type": "Organization",
  "name": "Nome Azienda",
  "url": "https://www.nomeazienda.com",
  "logo": "https://www.nomeazienda.com/logo.png",
  "sameAs": &#091;
    "https://www.wikidata.org/wiki/Q12345678",
    "https://www.wikipedia.org/wiki/Nome_Azienda",
    "https://www.linkedin.com/company/nomeazienda",
    "https://twitter.com/nomeazienda"
  ]
}
&lt;/script></code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Un dettaglio che non devi mai perdere di vista: Wikidata ha linee guida severe sulla notorietà. Creare un elemento per un&#8217;azienda locale poco significativa o per se stessi senza avere coperture stampa o fonti terze attendibili viola le linee guida. Assicurati che l&#8217;entità abbia una rilevanza pubblica.</p>
<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'></div><p>L'articolo <a href="https://www.serverplan.com/blog/wikidata/">Cos&#8217;è Wikidata? E perché è importante per la SEO/AEO/GEO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.serverplan.com/blog">Serverplan Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.serverplan.com/blog/wikidata/feed/</wfw:commentRss>
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