Cos’è e come funziona il Pagespeed Insight?

Postato in data 6 Febbraio 2020 da Riccardo Esposito

Il Pagespeed Insight di Google è uno strumento gratuito per migliorare le prestazioni del sito web, scoprire gli elementi che impediscono alle pagine di caricarsi in tempi minimi.

Pagespeed Insight di Google

Questo è un valore aggiunto sia per il posizionamento SEO che per l’user experience. Google dà un vantaggio ai siti web veloci perché ciò rappresenta un punto a favore per chi propone contenuti di qualità. Soprattutto con la diffusione del traffico su dispositivo mobile.

Ecco perché suggerisce un tool per misurare i tempi di caricamento delle pagine. Pagespeed Insight è il nome di questo strumento, conosciamo meglio le sue caratteristiche. E cerchiamo di capire come usarlo per ottenere vantaggi concreti grazie a una buona ottimizzazione.

Cos’è il Pagespeed Insight di Google

Si tratta di uno strumento gratuito per valutare una pagina web rispetto ai tempi di caricamento. La sua valutazione va da 0 a 100 dove il termine minimo indica una pagina lentissima mentre quello massimo rappresenta il punto di arrivo.

Il lavoro di misurazione svolto dal Pagespeed Insight di Google riguarda dispositivi mobile e desktop, in linea di massima quest’ultimi tendono a essere più generosi rispetto ai tempi di caricamento da mobile.

Come leggere il test velocità del sito

Molto semplice. Un punteggio di 90 o superiore su Pagespeed Insight di Google è considerato veloce, da 50 a 90 è moderato. Al di sotto di 50 il sito web analizzato è valutato lento.

Funzionamento Pagespeed Insight

L’aspetto più importante, almeno dal mio punto di vista, è la capacità di questo tool per valutare le prestazioni del sito web di registrare due grandi misure di una pagina.

Dati di laboratorio

Il debug delle pagine web per migliorare le prestazioni può avvenire grazie ai primi snodi citati nella lista: vengono raccolti in un ambiente controllato e si dividono in punti chiari:

  • Visualizzazione primi contenuti.
  • Indice velocità.
  • Tempo per interattività.
  • Primi elementi.
  • Prima inattività.
  • Ritardo prima interazione.

Il punteggio di questi step viene estrapolato con un altro strumento, Google Lighthouse. Qui si raccolgono e valutano i dati di laboratorio relativi alla pagina inserita nel Pagespeed.

Registrazioni sul campo

Questo è importante ma non sufficiente. Le registrazioni in ambiente controllato, infatti, potrebbero non individuare colli di bottiglia che si presentano nell’uso quotidiano di una pagina web. Per questo il Pagespeed Insight di Google usa anche i dati sul campo per registrare l’esperienza reale che un utente può riscontrare nell’uso di quella risorsa.

Pagespeed Insight di Google

Da dove arrivano questi dati? Quando suggerisci l’URL viene interrogato il Chrome User Experience Report (CrUX). Questa soluzione consente di estrapolare i valori di base.

Tipo il First Contentful Paint (FCP). Vale a dire il tempo che passa tra navigazione e rendering del primo bit di contenuto. Poi il First Input Delay cattura il tempo tra la prima volta in cui un utente interagisce con il sito e il momento in cui il browser risponde alla richiesta.

Da approfondire: la velocità è tutto per un ecommerce

Come si usa questo tool di Google?

Basta andare sul sito web ufficiale (https://developers.google.com) e inserire l’indirizzo che bisogna valutare. Basta aspettare qualche secondo per ricevere i risultati che, come suggerito, si dividono per mobile e desktop. Hai prima i dati reali e poi quelli controllati.

Dopo aver registrato questi risultati puoi procedere con la fase successiva, vale a dire l’analisi delle soluzioni che puoi mettere in campo per ottenere buoni risultati online.

ottimizzazioni pagine web

Opportunità e diagnostica, questi sono le voci da valutare. Come suggerisce la dicitura, questi elementi non influiscono direttamente in termini di caricamento delle pagine web. Però è bene occuparsene e per avere indicazioni puoi cliccare sulle varie voci: Google lascia note e suggerimenti rispetto ai plugin WordPress che puoi usare per ottimizzare.

Le alternative al Pagespeed Insight

Questo tool è fondamentale per ottenere dati interessanti per migliorare le pagine web e velocizzare il caricamento. Ma non è l’unico, ci sono valide alternative. Ad esempio?

  • Gtmetrix.
  • Pingdoom.
  • Web Page Test
  • Test My Site

C’è da ricordare che Test My Site è uno strumento di Google e può effettuare un calcolo molto interessante: quanto vale un secondo guadagnato in termini di velocità sul fatturato. Inoltre puoi scegliere se effettuare una valutazione con 3G o 4G. Così puoi avere dati extra.

Quale integrazione con WordPress?

Se vuoi sfruttare i numeri del Pagespeed Insight di Google integrando i dati direttamente nella dashboard di WordPress puoi usare il plugin Site Kit che comprende anche collegamento con Google Analytics e Search Console. Comodo, vero? Molti webmaster lo hanno scelto.

Questo strumento può essere utile se si cerca una soluzione per verificare tutti i dati in un unico luogo. Se hai la necessità di avere sotto controllo i numeri può essere la risposta, altrimenti puoi evitare questa ulteriore estensione.

Da leggere: perché è importante avere un sito web veloce?

Link, fonti e approfondimenti utili

Queste sono le informazioni per iniziare a usare il Pagespeed Insight di Google con un’attenzione in più rispetto ai dati tecnici e con uno sguardo verso le alternative.

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