La meta description è una stringa di testo che può fare la differenza. Chi si occupa di SEO conosce il valore di questo microcontenuto, sa bene che può essere un elemento decisivo per il lavoro di ottimizzazione. E sa che non ha valore per il posizionamento nella SERP.

Hai capito: da diverso tempo, Google non legge questo contenuto. O almeno non lo legge per favorire il ranking di un risultato. A differenza del tag title che, invece, è uno degli elementi più importanti per il posizionamento di una pagina web. Lo stesso vale per il tag alternative.
Questo non significa che ci debba essere una minore attenzione nell’ottimizzare meta description, anzi. In questo articolo ti spiego come scrivere in chiave SEO Copywriting e ottimizzare la meta description. Sia per le persone che leggono i testi che per Google.
La meta description è un blocco di testo di 150 caratteri circa pensato per descrivere un contenuto nella SERP dei motori di ricerca.
Questo testo non è visibile nella pagina web, è pensato per accompagnare il tag title nei risultati delle ricerche ma anche nelle preview delle condivisioni social: quando cerchi un risultato, Google estrapola la meta description e la mostra insieme al titolo, al permalink e a eventuali elementi rich snippet. Da un punto di vista tecnico, la meta description fa parte dei meta tag di una pagina web.
Queste sono le informazioni della sezione <head> dedicate ai motori di ricerca. Lo stesso Matt Cutts sottolinea l’importanza di questa stringa e mette in guardia i web master: evitate meta description duplicate. Meglio non metterle, Google saprà ricavare il testo utile da mostrare.

D’altro canto, si tratta di un impegno minimo: scrivere una meta description non dovrebbe essere così faticoso, e anche se devi operare su molte pagine oggi puoi farti aiutare dall’AI: in questi casi, il supporto dell’intelligenza artificiale nel copywriting è ben visto.
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La meta description1 non viene indicizzata, ma quando la query corrisponde al testo viene evidenziata con il grassetto. Ecco perché il plugin WordPress SEO by Yoast mette tra gli elementi da ottimizzare la keyword principale in questa stringa: non è un fattore di ranking ma dovrebbe essere un buon modo per influenzare il click through rate (il CTR).
Devi sfruttare una manciata di parole per convincere le persone a compiere un’azione: cliccare sul link condiviso o sul risultato che appare nella serp. Una buona ottimizzazione SEO prende in considerazione questo punto: l’obiettivo è aumentare le visite e le meta description sono decisive.

Io, di solito, faccio questo: estrapolo dalla search console di Google le pagine che hanno un buon ranking e un basso CTR, ovvero il rapporto tra impression e click: ciò significa che la pagina si posiziona bene, le persona la vedono ma non cliccano. A questo punto, studio i competitor e creo delle meta description alternative, ottimizzate. In questo modo, provo a incidere sulle visite.
Vuoi vedere come appare la meta description in una pagina web? Per vedere cosa ha scritto un webmaster in questo campo hai due opzioni: vai sulla risorsa, fai tasto destro del mouse e clicca su sorgente pagina. Qui troverai una stringa della descrizione SEO per Google che appare così:
<meta name="description" content="Questo è un esempio di meta description che puoi trovare su una pagina web qualsiasi">Questa è la meta description nell’HTML, il codice è composto dal richiamo ai metadati – informazioni sulla pagina web – al tipo di attributo che è la description, e al contenuto che vuoi proporre. Come ci ricorda anche il W3C, ma la meta description è supportata da tutti i browser.
Il modo per aggiungere la meta description: il plugin WordPress SEO by Yoast. In questo modo hai un box alla fine di ogni post per aggiungere il testo. Il plugin ti permette di compilare la descrizione di ogni pagina, comprese le tassonomie, come tag e categorie, e la home page.

Può andar bene qualsiasi altro plugin che consente di gestire i meta tag di una pagina web. Anche Rankmath riesce a svolgere egregiamente questo compito. Qui stiamo parlando di WordPress: altri CMS possono avere questa funzione nativa o proporre altre estensioni SEO.
Non superare le 150 battute. Questa è la prima regola del bravo copywriter prestato al lavoro dei motori di ricerca: mai permettere a Google di stroncare il testo e modificare il tuo lavoro.
Mountain View in passato ha testato delle serp più larghe: il tag title è arrivato a 70 caratteri, stesso discorso per la meta description che ha superato le 200 battute, ma ora siamo tornati alle 150 lettere. Anche se è difficile definire gli spazi. Google non conta i caratteri ma l’ingombro del testo. Quindi, una meta description con tante O ed M avrà meno caratteri di una con molte I.
Ci sono diversi test da fare ma un punto è certo: avere più spazio a disposizione è utile per il copywriter che vuole sfruttare questa risorsa e aumentare le visite del proprio blog.
Sì, può capitare. Non è detto che la SERP mostri il testo che hai creato. Se inserisci una meta description troppo lunga, duplicata o non adeguata potresti ritrovarti un testo diverso.

Non puoi controllare al 100% questo parametro, mi dispiace. Un altro caso in cui Google la può tranquillamente cambiare: se la query include una keyword non presente nella meta description ma nel body. Per rispondere all’utente, Google farà una composizione sua.
La meta description è fondamentale per migliorare il click through rate, la percentuale di click in rapporto alle visualizzazioni. Questo perché attraverso il testo puoi influenzare il comportamento delle persone, le puoi convincere e persuadere. Ma dove appare la meta description?
In entrambi i casi la meta description diventa decisiva per aumentare le visite del blog. Per ottenere un buon risultato devi lavorare con un buon copy, con un testo capace di toccare le corde giuste per spingere le persone a cliccare.

Google+, Facebook e Twitter richiamano la meta description che indichi su WordPress SEO by Yoast, ma questo plugin ti permette di differenziare il testo per ogni piattaforma. Per attivare questa funzione devi andare nella sezione “share” del box in fondo all’articolo e scegliere il campo da modificare. Puoi variare anche immagine e tag title.
La meta description non ha un immediato valore SEO perché Google non indicizza e non usa per il ranking questo testo – lo stesso vale per il meta tag keyword2 – Ma ciò non significa che tu debba ignorare questo microcontenuto che resta uno degli elementi fondamentali per incidere sul search engine marketing. Ecco qualche consiglio per migliorare i risultati in ottica persuasive copy.
Un buon modo per verificare il lavoro delle meta description? Come anticipato, puoi usare la Search Console di Google: qui si trova la sezione Analisi delle ricerche che mette a confronto le impression e i click. In questo modo è facile definire e migliorare il CTR.
Da leggere: come deve essere la meta description secondo Google?
Ecco le indicazioni utili per ottimizzare la meta description in chiave SEO Copywriting, per fondere il lavoro dedicato alle persone e quello rivolto ai motori di ricerca. Non c’è soluzione di continuità, non c’è differenza: lavora per gli esseri umani, per convincere il tuo pubblico. Sei d’accordo?