Quante volte, nel processo di ottimizzazione di un sito web e della propra presenza online, ti sei trovato di fronte alla necessità di ottimizzare le entità e comunicare al motore di ricerca chi sei, cosa fai. E come ti muovi nel mondo rale. Perché in realtà di questo parliamo: le entità nella SEO, nel mondo della search engine optimization strategica, sono un ancoraggio tra il mondo reale e quello digitale.

E tu puoi decidere come sfruttare al massimo questo strumento. Uno strumento non banale e non semplice da ottimizzare perché richiede precisione e visione strutturata del percorso da compiere: devi presidiare determinate piattaforme e sfruttare strumenti precisi. Vuoi sapere di più su questo tema necessario per far emergere un brand su Google, e comunicare in modo chiaro la tua presenza digitale?
Prova a immaginare il concetto di entità nella vita reale: rimanda a qualcosa di persistente. Nella SEO è la stessa cosa: un’entità è un elemento della vita reale che i motori di ricerca possono associare, in modo distinto e riconoscibile, a determinate caratteristiche incrociando dati presenti sul web.
In altre parole, un’entità è un concetto ben definito, univoco e distinguibile da altri grazie ad attributi specifici e da relazioni con altre entità. Quindi, il tuo obiettivo è trasformare un nome qualsiasi (tipo Riccardo Esposito o Serverplan) in un’entità ed è qui che nasce la differenza con la SEO tradizionale e le parole chiave.
Quando scrivi un contenuto devi individuare le entità primarie e secondarie correlate. Un articolo completo tratta l’argomento principale e include le entità che definiscono naturalmente quel dominio di conoscenza. Un esempio? Consideriamo l’entità Colosseo:
Google comprende che se una pagina parla di “Colosseo”, “Vespasiano” e “Roma”, l’argomento trattato riguarda lo specifico monumento romano, consentendo di indicizzare e posizionare il contenuto per pertinenza semantica e non per la semplice ripetizione della parola chiave.
Sì, questa sezione è fondamentale anche se scontata: qual è la differenza tra un’entità e una keyword, una parola chiave? Quest’ultima è una stringa di testo, una combinazione di consonanti e vocali; un’entità rappresenta un concetto presente nel mondo reale o nella conoscenza umana, indipendente dalla parola usata per descriverlo. Ad esempio, se un utente cerca la parola “mela”, un algoritmo basato solo sulle keyword vede quattro lettere.
In questo caso, se scrivi un articolo e ripeti 20 volte la parola in questione, il motore di ricerca vede una frequenza elevata della stringa e può favorire il contenuto. proprio come funzionava all’epoca Google che però ha fatto un passo verso il web semantico valutando, appunto, le entità.
Quindi, ad esempio, se scrivi un contenuto dedicato alla Apple e utilizzi nel contenuto la formula “il brand della mela morsicata” Google capisce che il tuo lavoro non riguarda aspetti legati agli alberi da frutta.
I motori di ricerca identificano e catalogano le entità all’interno di grafi della conoscenza (il famoso Knowledge Graph) e questo avviene tramite nodi, le entità, e archi che rappresentano le relazioni semantiche tra i vari elementi. Tra le caratteristiche fondamentali delle entità abbiamo un identificativo unico, un ID all’interno di un Knowledge Graph tipo quello di Wikipedia e determinati attributi, delle caratteristiche distintive che le definiscono. Tipo data di nascita, coordinate geografiche, ruolo.
Entriamo nel dettaglio: quando Google scansiona una pagina, applica modelli di elaborazione del linguaggio naturale per individuare nomi propri, luoghi, brand, date e prodotti, isolandoli come entità individuali. L’algoritmo analizza il contesto per capire a quale specifica entità ci si riferisce: se il termine mela si associa ad albero, terra e concime si parla di frutto; se si presentano termini come computer, Jobs e Cupertino parliamo della Apple.
L’entità individuata viene collegata ad altre entità già presenti nel database di Google con relazioni nodali del tipo [Apple] → fondata da → [Steve Jobs]. Più le relazioni tra le entità nel tuo testo sono coerenti e complete, maggiore è la pertinenza e l’autorevolezza del contenuto.
Il primo consiglio che posso dare a chi ha intenzione di sfruttare il concetto di entità per costruire un brand online significativo anche in chiave SEO è l’attenzione per i contenuti. Chiaramente, bisogna uscire dall’ottica ormai obsoleta – quasi primitiva – della distribuzione di keyword, sinonimi e varianti.
Bisogna coprire l’intera rete semantica dell’argomento con la giusta distribuzione di sotto-entità, attributi correlati e concetti secondari che un esperto del settore citerebbe naturalmente. Diciamo che non esiste una tecnica di scrittura SEO, si tratta solo di studiare bene l’argomento e lasciar scrivere a chi è veramente competente un determinato contenuto. Magari utilizzando anche una firma collegata con un box autore e una bio con immagine.
Un autore o un’azienda riconosciuti come entità note all’interno del Knowledge Graph beneficiano di un segnale di trust superiore per le direttive Experience, Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness di Google. Soprattutto per i famosi contenuti YMYL perché in questo caso, quando si parla di soldi o salute, è fondamentale avere firme riconosciute come esperte di un determinato settore.
I dati strutturati sono il canale preferito, uno dei più importanti, per definire in modo chiaro le entità per i crawler. Ad esempio, devi creare una connessione esplicita con sameAs: collega le tue entità ai nodi già esistenti nei database di conoscenza autorevoli come Wikidata, Wikipedia, pagine ufficiali o profili social verificati. E completa il lavoro usando anche Organization o Corporation più attributi come founder, parentOrganization, knowsAbout.
Il posizionamento dell’entità nel Knowledge Graph è più probabile quando l’azienda o l’autore vengono citati (anche senza link) su siti autorevoli o database aperti come Wikidata. Che resta uno standard fondamentale per implementare il tuo lavoro sulle entità SEO ma per esperienza personale posso dirti che è difficile inserire una scheda perché gli standard di notorietà e interesse pubblico sono molto rigidi.