Il lavoro di ottimizzazione UX che investe un sito web è fondamentale per migliorare le conversioni. Ovvero, per fare in modo che un visitatore diventi un lead, un contatto utile per la tua attività. E, meglio ancora, un cliente fidelizzato e felice del tuo lavoro.

Come avviene tutto questo? Grazie alla creazione di contenuti di qualità, alla presenza di pagine realmente utili allo scopo finale – e non solo create per fare volume nel tentativo di farsi citare dall’AI – ma anche prestando attenzione a quei dettagli che spesso passano in secondo piano. Perché ci concentriamo solo su macro-attività che investono la SEO, l’ADV e la grafica. Poi scopri che un buon lavoro di ottimizzazione UX fa tanto. Vuoi scoprire quali sono i passaggi essenziali della user experience al servizio delle conversioni?
Iniziamo la guida per ottenere una buona ottimizzazione UX dedicata all’aumento delle conversioni con un consiglio tecnico: elimina qualsiasi forma di cumulative layout shift.
Ovvero, gli sbalzi che gli elementi grafici subiscono nel corso del caricamento della pagina. Queste condizioni si presentano per diversi motivi, in primo luogo per l’assenza delle dimensioni di un’immagine o di un video nel codice HTML della pagina.
Se il browser non conosce in anticipo questi parametri deve provare a risolvere il quesito, perché non sa quanto spazio riservare nel layout. Così carica prima il testo circostante e, non appena l’immagine viene scaricata, spinge il testo verso il basso. Lo stesso avviene quando ci sono contenuti pubblicitari esterni, banner ADV e font personalizzati non di sistema. In quest’ultimo caso, il browser mostra temporaneamente un carattere universale, tipo Arial, e poi passa al font personalizzato non appena caricato.
Risolvere questi punti – eliminando banner invadenti, inserendo le dimensioni e usando la proprietà CSS font-display: swap per mostrare subito il font di sistema – può essere un modo per iniziare a ridurre questa spiacevole condizione.
Da leggere: cos’è il DOM e a cosa serve
Regola fondamentale già suggerita da Hubspot (anche fonte immagine) e che deve essere sempre riportata in tutte le guide dedicate all’ottimizzazione UX per aumentare le conversioni. Se vuoi aumentare i clienti acquisiti devi ridurre al minimo i campi di un form. Questo non significa eliminare tutto a priori ma devi considerare che ogni campo che inserisci aumenta la difficoltà percepita.

Quindi, rischi di creare inutili barriere. Prima di inserire la sezione nella quale chiedi il codice fiscale, fatti una domanda: è realmente necessario? Inoltre, puoi aggiungere del ghost text per ottenere delle informazioni extra su cosa inserire in un determinato campo? Qui l’ottimizzazione UX fa la differenza e aiuta sensibilmente a ottenere dei risultati efficaci in termini di conversioni finali.
Uno dei punti a noi più cari: quando UX e SEO si incontrano si parla, per ovvi motivi, di velocità della pagina web. Già da anni Google ha inserito una serie di parametri relativi all’esperienza dell’utente tra i criteri di posizionamento. Perché la qualità di un contenuto, premiato nelle SERP, dipende anche dall’user experience. E la rapidità di caricamento di un contenuto determina questo punto.
Siamo nel settore dei Core Web Vitals, e nello specifico di quella metrica nota come Largest Contentful Paint: il tempo necessario per caricare l’elemento principale nel viewport. Se questo parametro aumenta in modo significativo, ne risente l’esperienza utente che cala vertiginosamente: le persone abbandonano la tua pagina web e le conversioni calano. Soluzioni? Tante, ma una è decisiva.
Hosting gestito: veloce, affidabile, performante
Le principali riguardano l’uso di immagini compresse in WebP, la minificazione di CSS, Javascript e HTML, l’uso di un sistema di cache e, ovviamente, un hosting performante. Proprio come quello di Serverplan che presenta tutte le caratteristiche necessarie per ridurre questi problemi. Come, ad esempio, la funzione Keep Alive, HTTP/2, cache preinstallata e PHP aggiornato.
Non è un gioco di parole ma una buona regola dell’usabilità. Nel momento in cui affoghi il valore in una pagina web che induce alla claustrofobia sarà difficile far emergere ciò che serve. Questo significa che la tua pagina web, la tua landing page e la tua scheda prodotto devono curare nel dettaglio gli spazi bianchi.
Per essere chiaro, un concetto deve distanziarsi il giusto da tutto ciò che crea confusione. Usa blocchi di testo facili da leggere, immagini utili per approfondire e non semplici segnaposto. Inserisci gli header per introdurre nuovi argomenti e prenditi cura dei pulsanti. Quelli che le persone devono cliccare. A tal proposito, ti consiglio di continuare a leggere il prossimo paragrafo.
L’ottimizzazione UX di una pagina di conversione passa automaticamente dallo studio approfondito di tutto ciò che riguarda il pulsante con la call to action principale. Ovvero, la chiamata all’azione che invita l’utente a svolgere un’azione utile al tuo business. Quali sono le caratteristiche indispensabili per migliorare l’user experience in questi casi? Ecco alcune regole sempre valide per un progetto web:
Il pulsante con CTA deve essere visibile, isolato (ma non troppo) e facile da utilizzare da mobile e da desktop. La confusione è nemica delle conversioni: se aggiungi più pulsanti con inviti differenti (prenota, acquista, iscriviti alla newsletter, guarda il video, chatta con noi) rischi di ottenere un bel risultato zero. Assicurati che il pulsante sia presente nell’above the fold e nei punti chiave della tua home page.
Ci sono diversi elementi che generano conversioni grazie a una user experience ottimizzata. Sto parlando dei social proof signal, gli elementi che in qualche modo ci permettono di comunicare all’utente che siamo la scelta giusta e che anche altri clienti sono d’accordo.
Attraverso il bias cognitivo della riprova sociale o social proof, scorciatoia mentale che permette alle persone di prendere decisioni basandosi sulle opinioni di chi ha preceduto con l’acquisto, si può influenzare la conversione mostrando la giusta soddisfazione.
Puoi utilizzare i loghi delle aziende che ti hanno scelto ma anche i testi delle review con le stelline e il nome di chi ha lasciato la propria opinione. C’è anche la possibilità di inserire questi elementi proprio sotto la call to action in modo da influenzare direttamente l’acquisto.

Prendi come esempio questa schermata presente nella home page del tool per wireframe Balsamiq – che uso sempre con piacere. Abbiamo un carosello di recensioni con nome, cognome, stelle di valutazione, immagine dell’utente e attività: tutto questo rende la review riconoscibile. Io mi rifletto nella professione di chi ha già provato il tool, riconosco una community di persone allineate in termini di competenze e necessità, mi affido a queste opinioni e prendo una decisione: UX delle conversioni, ecco cosa significa.