Come recuperare i carrelli abbandonati di un e-commerce

Postato in data 5 Gennaio 2023 da Riccardo Esposito

Ci sono diversi modi per evitare i carrelli abbandonati di un e-commerce e recuperare i clienti che erano arrivati alla fine dell’acquisto. E che hanno deciso di cambiare idea. Diciamolo chiaramente: la fase di check-out in cui l’utente tira le somme e paga con la carta di credito è una delle più delicate.

recuperare carrelli abbandonati di un e-commerce

Ci sono tanti fattori da valutare, chi compra si sente vulnerabile e in alcuni casi – soprattutto sui siti web nuovi – c’è quasi il timore che tutto possa andare storto. Ecco perché Amazon automatizza e velocizza tutto. Il primo consiglio in questi casi è l’acquisto d un hosting per e-commerce veloce.

Perché ci concentriamo sul server? Ti serve per garantire tempi di esecuzione rapidi e stabilità. Lavorare con dischi SSD, HTTP/2, HTTP Keep Alive e versioni aggiornate di PHP ti dà la certezza necessaria per rendere il pagamento più semplice agli occhi dei clienti che stanno per chiudere il percorso.

Ma è vero che, in alcuni casi, devi comunque recuperare carrelli abbandonati di un e-commerce, a prescindere da tutti i passaggi tecnici andati a buon fine. Quai sono le strategie utili? Ecco una serie di attività che ti aiuteranno a raggiungere chi ha già mostrato un forte interesse per i tuoi prodotti.

Sfrutta l’email marketing per recuperare

La prima strategia utile per recuperare gli utenti che non hanno acquistato ma hanno riempito il carrello dell’e-commerce: l’email marketing. Ovvero una serie di strategie necessarie per convincere gli acquirenti a riprendere in considerazione gli acquisti lasciati in sospeso sul sito web.

Questa tecnica ha come punto di partenza il contatto di posta elettronica, se hai l’indirizzo e hai tracciato il comportamento dell’utente puoi inviare messaggi per ricordare che c’è ancora qualcosa in sospeso.

La ricerca citata da Shopify mostra che il retargeting via email può ridurre l’abbandono del carrello del 6,5% e aumentare le vendite online di quasi il 20%. Tutto questo significa che puoi utilizzare delle strategie per ottimizzare gli acquisti. Come? Con questa guida dedicata al recupero carrelli abbandonati con l’email marketing. Qui puoi iniziare il tuo lavoro di remarketing strategico.

Da leggere: 10 consigli per migliorare il tuo e-commerce

Usa la tecnica del display advertising

Entriamo subito nel vivo delle tecniche per riprendere i contatti che stavano per acquistare e hanno deciso di tornare indietro. Inizio con una soluzione che affonda le radici nel retargeting: il circuito display advertising di Google. Infatti, con questa soluzione utilizziamo i dati registrati grazie ai pixel di tracciamento preventivamente installati sul tuo web per recuperare i percorsi fatti dal browser dell’utente. Come funziona tutto ciò?

The current stats indicate that 3 out of 4 consumers now notice retargeted Ad.

www.invespcro.com

Anche se in forma anonima, sappiamo cosa ha visitato e cosa stava per acquistare quella persona. Quindi sfruttiamo Google Ads per far apparire negli spazi pubblicitari di altri siti web gli annunci rivolti a quei prodotti che sono già nel carrello. Questa è una tecnica fondamentale se non conosciamo l’email del cliente. La differenza tra remarketing e retargeting, infatti, è proprio questa: nel primo caso hai un contatto diretto con il cliente.

Non dimenticare l’Exit Intent Pop-up

Per chi non ha mai sentito parlare di questa soluzione, un Exit Intent Pop-up è un messaggio che appare sullo schermo dell’utente nel momento in cui si avvicina al comando per uscire dalla pagina. Tipo quello che si trova in alto a sinistra del browser per tornare indietro o chiudere il programma.

Sì, stiamo parlando di un recupero del carrello di un e-commerce quando l’utente è ancora caldo e si può ancora far leva su un’emotività diretta. Magari basta un piccolo incentivo per evitare che lo shopping cart resti fermo per così tanto tempo che alla fine viene completamente dimenticato.

Non dimenticare l'Exit Intent Pop-up

Quindi, per evitare che l’utente lasci il sito web senza effettuare acquisti puoi aggiungere dei plugin per realizzare degli Exit Intent Pop-up e mostrarli nel momento in cui provi a uscire senza acquistare. Questo può portare, come suggerisce popupsmart.com, un un aumento del 4,1% in termini di conversioni di vendita. Di sicuro una delle estensioni migliori per questo tipo di lavoro è Optinmonster, perfetto anche per Woocommerce.

Da leggere: come rendere più veloce il tuo e-commerce

Sfrutta Facebook per il recupero

Qualcosa di molto simile lo puoi fare con il social network più famoso del web: Facebook consente di creare delle campagne advertising rivolte al retargeting. Anche in questo caso hai a disposizione un pixel di tracciamento da installare sul sito web (lo puoi fare con il Google Tag Manager) in modo da registrare il comportamento del pubblico. Che prova ad acquistare, inserisce prodotti nel carrello e poi lo abbandona. Come recuperarlo?

Facendo apparire sulle varie sezioni dell’universo Meta (Facebook, Messenger, Instagram) delle sponsorizzate che ricordano al tuo potenziale cliente che ha qualcosa da riprendere sul tuo e-commerce. Puoi procedere utilizzando liste di clienti già noti approdando al mondo del remarketing, anche se in questo caso esistono altre soluzioni decisive. In ogni caso puoi approfondire sul sito web ufficiale.

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