Exact Match Domain. Ovvero, i domini che corrispondono a una chiave di ricerca ben precisa. Come, ad esempio, www.hostingwordpress.it o www.serverdedicati.com. Queste soluzioni sono ormai una soluzione ben nota a chi si occupa di SEO perché così puoi impostare un intero progetto su un topic particolare.

C’è un principio ben chiaro che collega la presenza di determinate keyword con dei risultati interessanti sulla SERP di Google. Ma è veramente così? I motori di ricerca avvantaggiano realmente chi decide di registrare un dominio con una chiave di ricerca esatta? O magari c’è addirittura la possibilità di essere penalizzati?
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Dal punto di vista squisitamente tecnico, un Exact Match Domain è una tipologia di dominio (un secondo grado, per l’esattezza) che utilizza come combinazione di lettere una query esatta degli utenti sui motori di ricerca.
Quindi, un dominio a chiave esatta tenta, in qualche modo, di intercettare un’esigenza specifica proponendosi come la soluzione adeguata a un determinato problema.
In realtà, questo stratagemma è stato per molti anni una scorciatoia per ottenere buoni risultati: nella prima decade del XXI secolo (2010, ecco) Google tendeva a posizionare meglio questi domini anche se il contenuto del sito non era il massimo: dovevi comprare il dominio giusto e i risultati erano interessanti.
Da leggere: Country Code Top Level Domain (ccTLD)
Ci possono essere diversi esempi di Exact Match Domain. Ad esempio, ci sono quelli che includono keyword a coda lunga e che utilizzano diverse parole all’interno del dominio di secondo livello. Sono gli EMD composti: più specifici, targettizzano meglio il pubblico su Google ma sono poco brandizzabili. Esempi:
Alcune sottocategorie: EMD con modificatori – keyword + migliore, economico, online, etc. – e geografici che abbinano la località (esempio: idraulicoamilano.it). Poi abbiamo gli EMD puri o single keyword: utilizzano la parola chiave secca, senza fronzoli: sono quasi impossibili da trovare liberi ma funzionano molto bene.
L’insistenza nell’utilizzare gli Exact Match Domain per bypassare i parametri qualitativi di Google ha spinto un esercito di webmaster in ogni angolo del globo a registrare domini a chiave esatta per progetti di contenuti low quality con l’unico fine di scalare la SERP senza dare qualità effettiva. Così, l’update lanciato il 27 settembre 2012 – annunciato da Matt Cutts sull’allora Twitter – ha ridimensionato molto il potere di questi domini.
Il concetto fondamentale è che non tutti i domini a chiave esatta sono penalizzati, solo quelli che venivano utilizzati per pubblicare contenuti scadenti. Purtroppo, molti sono stati utilizzati proprio per questo.
C’è questa tendenza a considerare i domini a corrispondenza esatta come sinonimo di spam. E, quindi, come una fonte diretta di penalizzazione. In realtà non è così: non esiste un collegamento diretto tra EMD e considerazione poco virtuosa del lavoro svolto. Quello che sicuramente è vero riguarda l’assenza di un boost specifico: avere la keyword esatta nel dominio non vuol dire essere avvantaggiati. Ma comunque è un segnale importante. Quello che può essere vero riguarda la storicità del dominio: facciamo un esempio?
Un progetto in passato ha utilizzato un EMD per pubblicare contenuti generati in modo automatico, mettendo in campo tutte le soluzioni per avvantaggiarsi in modo non corretto, ed è stato penalizzato prima di chiudere i battenti. Quindi, potresti acquistare questo dominio e ritrovarti con una tara importante sulle spalle.
Anche se non esiste più il già citato vantaggio SEO nell’usare gli EMD, possiamo ancora parlare di una minima rilevanza semantica perché Google capisce subito di cosa parla il tuo sito. Il motore di ricerca è ormai bravo a capire i contenuti anche senza bisogno del dominio, è vero: non è più un punto essenziale.

Ma nella SERP una soluzione del genere può spingere verso un CTR elevato dato che appari come un risultato competente agli occhi del pubblico. Inoltre, bisogna aggiungere che il lavoro con i backlink è agevolato: se le persone utilizzano il tuo nome dominio per linkarti, hai già inserito keyword rilevanti nell’anchor text.
Eccome. A parte il discorso del possibile spam fatto dal precedente proprietario, questa soluzione rappresenta comunque un limite alla crescita: non hai speranze se vuoi espanderti e trattare altri servizi/prodotti.
Un dominio a chiave esatta non è un brand: tu non ti fidi di scarpedaginnastica.it ma della Nike. E poi la maggior parte degli EMD più competitivi ormai sono occupati, bisogna avere molta fortuna per intercettarne uno. Anche se con le nuove estensioni, con domini di primo livello specifici, il mercato è ancora ricco.
Per approfondire: domini di primo, secondo e terzo livello. Che differenza c’è?
Il concetto base è semplice: non esagerare. E prima di acquistare il dominio fai una serie di ricerche su SEO tool come Semrush, SEOzoom e Wayback Machine. Questi strumenti, infatti, ti consentono di verificare se il dominio ha avuto vita in passato e se ci sono stati crolli importanti. Inoltre, la soluzione proposta da Internet Archive ti dà la possibilità di vedere materialmente degli screenshot di come è stato utilizzato in passato il dominio.
In questo modo puoi evitare brutte sorprese. Se vuoi costruire un business strutturato, conviene evitare gli EMD puri ma una buona combinazione in cui utilizzi la keyword che ti interessa e un concetto utile a sviluppare il marchio. Proprio come abbiamo fatto noi di Serverplan! Ti sembra un buon equilibrio?