Spesso si dice di non scrivere per i motori di ricerca ma per le persone. Ora sosteniamo di dover ottimizzare i brand per l’AI, per presentarli nel miglior modo possibile all’intelligenza artificiale. Devi far sì che il tuo nome venga citato dai vari AI Overview, ChatGPT, Perplexity e Gemini. L’obiettivo è la nuova metrica di valore.

Dopo l’ubriacatura e la caduta delle pageview – KPI piuttosto vago a dirla tutta – si fanno largo le citazioni del brand, sinonimo di una visibilità che può acquisire il tuo nome nel momento in cui qualcuno cerca sui vari LLM.
Molti clienti, ad esempio, mi riportano che i clienti arrivano perché cercano un’azienda specializzata in un determinato campo su queste applicazioni. Che, grazie al lavoro svolto insieme, citano il brand e i lead lo scelgono. Quindi, come ottimizzare i brand per l’AI e agevolare il processo per ottenere delle citazioni virtuose?
Iniziamo questa guida con un punto essenziale: devi implementare una strategia di mention e Digital PR per LLM realmente efficace. In passato si parlava di link building, attività da svolgere per ottenere backlink senza nofollow.
Oggi tutto cambia e ottengono una nuova dignità anche le semplici menzioni e le citazioni: l’intelligenza artificiale valuta la frequenza e la qualità con cui il brand appare in contesti autorevoli. I modelli vengono addestrati su dataset specifici e apparire in testate giornalistiche, blog di settore leader e forum tecnici è essenziale. A differenza della SEO tradizionale, dove tutto ruota intorno al concetto di link in entrata senza nofollow, l’IA valorizza anche le menzioni senza collegamento ipertestuale.

Se il tuo brand viene citato spesso in discussioni su Reddit, ha una pagina Wikipedia, sfrutta una strategia multicanale basata sui video YouTube e appare spesso nelle menzioni o su testate come Il Sole 24 Ore in relazione a un problema specifico, l’IA inizierà ad associarti a quel cluster semantico.
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Sono sempre state importanti le recensioni dei clienti, soprattutto per la local SEO ma non solo. Oggi l’attenzione è confermata: per ottimizzare un brand sull’AI devi dare forza al lavoro per ottenere tante recensioni positive. Perché i modelli generativi filtrano le informazioni anche in base al sentiment registrato.
Recensioni negative che si susseguono o controversie con i clienti non risolte che si rincorrono sui forum possono portare l’IA a escludere il brand dai suggerimenti. Tutto questo per evitare suggerimenti poco efficaci o risposte rischiose. Monitorare la reputazione online è ora un fattore tecnico di posizionamento sui vari LLM.

Le mention aiutano quando vuoi fare un buon lavoro di AI Optimization (AIO) in grado di lanciare il tuo brand nelle risposte di ChatGPT, Gemini e Perplexity. Non a caso abbiamo investito tanto per sviluppare un canale Trustpilot con oltre 6.000 recensioni di clienti che hanno trovato decisivo il lavoro svolto dal nostro team.
L’intelligenza artificiale ama i dati strutturati perché riducono l’ambiguità delle informazioni: questo è vero per il lavoro SEO standard, lo è ancora di più nel passaggio alla GEO. Se un LLM deve capire chi sei e cosa fai, non deve provare a capire il succo leggendo il tuo testo, ma deve trovare indicazioni precise. I dati strutturati di Schema.org servono proprio a questo. E, nello specifico, è utile implementare l’entità specifica sul tuo sito web.
L’uso dello schema markup Organization o Brand deve essere pensato in modo da ottenere il miglior risultato possibile. È fondamentale mappare le relazioni tramite la proprietà sameAs, collegando il sito ufficiale ai profili social, alle pagine Wikipedia (se presenti) o a directory di settore particolarmente autorevoli.
Questo aiuta l’IA a triangolare le informazioni e confermare l’identità del brand.
Uno dei grandi miti nati a ridosso dell’intelligenza artificiale: inutile investire sui contenuti, ormai le persone non leggono più. Falso, in primo luogo perché le persone danno ancora valore ai contenuti di qualità.
Ma poi sono proprio gli LLM che valorizzano i brand che alimentano il sito web con valore unico: in un mondo in cui tutti creano gli stessi testi con l’intelligenza artificiale, chi investe in contenuti unici emerge con forza.
Come avere menzioni virtuose sui vari strumenti di intelligenza artificiale? Ad esempio, puoi puntare sulla pubblicazione di report originali, case study, ricerche di prima mano: produrre dati originali rende il tuo sito una fonte primaria. L’IA preferisce citare chi ha generato il dato rispetto a chi lo ha solo riportato. Quando devi citare una fonte, ricorda di farlo nel modo più chiaro possibile per rispettare i criteri EEAT. Guarda la SERP:

A tal proposito è utile ricordare anche che ripubblicare contenuti generati dall’intelligenza artificiale non aiuterà il tuo brand: l’AI cerca valore aggiunto e utilizzare ciò che questi sistemi sanno già non offre motivo ai modelli di citarti come fonte autorevole. La priorità deve essere il contenuto originale, basato sull’esperienza umana.
Anche il modo in cui presenti e formatti il contenuto influenza il risultato. Nello specifico, devi ragionare sulla strutturazione dei testi attraverso il chunking: l’IA elabora le informazioni in frammenti (chunk) e per facilitare la citazione puoi dividere il testo in paragrafi brevi che contengono una singola idea, un concetto.
Puoi – anzi, dovresti – dividere le varie sezioni con H2 e H3 in grado di descrivere bene tutto ciò che stai comunicando. A ben vedere, tutto questo però non è una grande novità: funzionava bene ieri, funziona ancora meglio oggi per ottimizzare il tuo brand sull’AI. Stiamo parlando delle classiche regole per la leggibilità online.
Da leggere: come fare SEO per l’intelligenza artificiale
Tanto. Quando modelli come quelli basati sull’intelligenza artificiale – che generano risposte o che recuperano frammenti di testi da pagine web – devono decidere se includere un contenuto nei risultati o una citazione, non guardano solo alle parole chiave. Valutano anche segnali di qualità. Tra questi:
In realtà questa è una strada intrapresa già da Google con l’introduzione dei Core Web Vitals. Un sito lento è spesso associato a una scarsa esperienza utente: non c’è una penalizzazione diretta algoritmica ma i modelli LLM tendono a preferire fonti solide e affidabili. La velocità bassa è un segnale negativo, se il bot non riesce a leggere rapidamente il contenuto, passa alla fonte successiva. Se vuoi aumentare la probabilità che ChatGPT, Perplexity, Claude e Gemini citino il tuo sito, e quindi il tuo brand, devi lavorare su velocità ed esperienza utente.
Hosting gestito: veloce, affidabile, performante
La base di partenza è sempre la stessa: prima della struttura semantica dei contenuti e delle immagini leggere c’è sempre l’hosting di qualità, ottimizzato per rispondere in tempi brevi e con una percentuale di uptime ammirevole. Ignorare la velocità di caricamento delle pagine web significa rallentare la tua visibilità e la tua autorevolezza agli occhi sia dei motori di ricerca sia delle IA che leggono il web.