Cosa sono i link nofollow

Postato in data 13 Maggio 2019 da Riccardo Esposito - Aggiornato il 20 Agosto 2026

I link nofollow sono collegamenti ipertestuali che hanno ricevuto, da parte del webmaster, un attributo capace di comunicare a Google la volontà di non dare un valore SEO. Se consideriamo che i link in ingresso sono utili per il posizionamento organico, il rel nofollow toglie forza alla menzione.

Cosa sono i link nofollow
Lavora con le menzioni e i link nofollow.

Questa è la definizione, il punto da ricordare quando si decide di fare SEO on-page. Ogni blogger deve conoscere l’importanza di questo valore che viene attribuito a uno più link di una pagina o di un sito. Ma quando deve essere usato? In che modo? Come si mette? Ecco una serie di risposte.

Cos’è il rel=”nofollow” per i link

Si tratta di un attributo, introdotto nel 20051, che dà un valore nel codice HTML. Puoi utilizzare questo elemento per inserire un link in una pagina che non dia alcun potere SEO al collegamento ipertestuale.

Questo elemento viene usato nel momento in cui vuoi agire su un singolo link e non tutti quelli presenti in una pagina o sul sito web. L’utilità è semplice: invece di muoversi su un’unica risorsa e dare a tutti i link lo stesso valore, cosa che si verificava in passato, con il rel="nofollow" puoi agire sul singolo collegamento.

Il risultato: togliere importanza SEO al link in esame. Nello specifco, puoi suggerire ai motori di ricerca di non trasferirgli l’autorevolezza della pagina di origine (il famoso link juice o PageRank).

Ricordiamo che dal 2019 Google2 ha introdotto altri due attributi più specifici per affiancare o sostituire il nofollow generico: rel="sponsored" per link pubblicitari, banner, articoli sponsorizzati o accordi commerciali e rel="ugc". Questo è per gli User Generated Content, i link inseriti dagli utenti nei commenti, nei forum o nelle sezioni di supporto. Puoi aggiungere anche più attributi nella stessa sezione di codice <a>, ecco un esempio:

<p>Mi piace <a rel="ugc nofollow" href="https://formaggio.example.com/cheese">Il formaggio</a>.</p>

Perché mettere un link nofollow?

In questo modo può essere tolto valore SEO a un collegamento che non vuoi favorire. Così si impone una relazione che il motore di ricerca legge e applica. Mettere il link nofollow, secondo Google, è una pratica utile e indispensabile in diverse occasioni. Soprattutto quando:

  • Si linkano contenuti non attendibili.
  • Non hai massima gestione dei vari UGC.
  • Ci sono link a pagamento.

I collegamenti nei commenti dovrebbero avere il nofollow e lo stesso vale per i banner di advertising e tutto ciò che dovrebbe essere legato a una compravendita di link e spazi pubblicitari. Secondo le indicazioni di Google, i link nofollow possono esistere per determinare priorità di scansione.

In alcuni casi non c’è motivo di segnalare il link al Googlebot, questo avviene soprattutto per i collegamenti di servizio come quelli di accesso in un’area privata. Questa idea, però, deve essere affrontata con attenzione per evitare inutili pratiche di PageRank Sculpting con i link.

Da leggere: cos’è e a cosa serve il robots.txt

Mettere nofollow nei link interni?

Spesso i webmaster pensano di modellare il PageRank all’interno del sito per dirigerlo verso risorse utili e togliere interesse a ciò che non serve. In realtà Matt Cutts, già da qualche tempo, ha sottolineato l’inutilità di questa soluzione. Il motivo è spiegato in questo video publbicato su YouTube.

Meglio investire il proprio tempo a creare contenuti di qualità e non a pensare come gestire il PageRank nel sito. Matt Cutts suggerisce di usare il nofollow nei collegamenti interni solo in casi molto specifici, come quelli di login o privacy page. Anche se, nella maggior parte dei casi, queste risorse non hanno comunque alcun peso per il motore di ricerca. Il consiglio finale: evita il nofollow su link interni.

Esiste dofollow e nofollow nei link?

Il nofollow è un valore definito da una relazione riconosciuta; il dofollow (o follow) non esiste. È rappresenta la condizione di partenza di un qualsiasi collegamento ipertestuale. Come puoi vedere dalla pagina del www.w3schools.com non esiste alcun rel=”dofollow” da inserire nel codice HTML. Quindi puoi ignorare.

Inserire nofollow su WordPress

Questa è la domanda che si pongono all’inizio: come mettere il rel=”nofollow” a un link? La base di partenza è semplice, si deve intervenire sul codice HTML per aggiungere nel tag relativo al collegamento. Puoi lavorare sull’editor per ottenere un risultato simile:

<a rel="nofollow" href="http://www.esemoio.com/">Questo è un link</a>

Come puoi vedere, subito dopo l’apertura del link è stato messo il rel che porta l’attributo nofollow. Volendo puoi agire su un’intera pagina web e suggerire al motore di ricerca di non seguire tutti i link contenuti in una pubblicazione. In questo caso puoi agire sul meta tag robots.

<meta name="robots" content="noindex" />

Il meta tag di Google può essere usato per dare indicazioni diverse (anche il noindex, non indicizzazione) al motore di ricerca. Se vuoi lavorare sui valori dell’intera pagina puoi puntare a questa soluzione. Lo puoi fare con Yoast, nella sezione avanzata di quest’estensione.

link nofollow
Modifica il meta robots da Yoast.

A proposito di plugin: puoi mettere un rel nofollow al singolo link anche senza entrare nel codice, basta inserire un plugin che fa apparire la spunta per aggiungere con un semplice gesto l’attributo sul link che ti interessa. Purtroppo con l’avvento di Gutenberg molte estensioni sono incompatibili.

Però inserire un nofollow sul singolo link, adesso, è molto semplice: basta aggiungere il tuo collegamento ipertestuale e pi cliccare sull’icona della penna per la modifica. Qui si apre una finestra con la spunta che ti chiede sia di aggiungere eventuale target blank, sia di inserire il tuo nofollow.

Link nofollow utili per la SEO? E la GEO?

Qual è la relazione tra questi elementi che magari qualche sito mette verso il tuo dominio? Ciò che sappiamo è semplice: Google non segue i link nofollow quindi non hanno un peso nel posizionamento. Ciò non significa che tutto ciò debba disinteressarti. I motivi sono due:

  • Se portano visite di qualità sono una buona risorsa.
  • Nel profilo link è giusto avere dei link nofollow.

Secondo te sarebbe inutile ottenere un link da Wikipedia? Qui i link sono tutti nofollow, non puoi ambire in alcun modo a ottenere un collegamento ipertestuale senza questo attributo. Pensi che sia del tutto inutile? O credi che comunque sia un segnale importante per il sito?

Certo, è nofollow ma ti porterà delle visite interessate al tuo contenuto. Quindi è una buona cosa operare su questo punto. Senza dimenticare che, in un processo di link building, è indispensabile avere dei collegamenti rel="nofollow" in modo da rendere il lavoro più equilibrato.

Poi bisogna considerare i nuovi scenari della GEO. Gli LLM vanno oltre il concetto di PageRank: analizzano i corpus informativi, ogni menzione aiuta a definire il tuo nome online. La presenza ricorrente e coerente del brand in fonti rilevanti, citazioni, discussioni degli utenti o articoli dà ai vari Claude e ChatGPT la base per delinear ei risultati. In sintesi: basta preoccuparsi del nofollow nei link: se è una citazione buona, funziona.

Da leggere: qual è la differenza tra indicizzazione e posizionamento

Quindi come usi questo attributo?

Non devi sottovalutare l’importanza di questo strumento, è un elemento decisivo per l’ottimizzazione SEO e per gestire la sicurezza, l’attendibilità e la qualità del tuo lavoro. In che modo usi i link nofollow? Hai qualche domanda? Lascia tutto quello che ti serve nei commenti.

  1. https://googleblog.blogspot.com/2005/01/preventing-comment-spam.html ↩︎
  2. https://developers.google.com/search/blog/2019/09/evolving-nofollow-new-ways-to-identify ↩︎

Riccardo Esposito
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Tag: seo

Discussione

4 commenti presenti
  • Rocco ha commentato il 2023-11-22 12:07:42

    Buongiorno
    google searche console mi ha mandato un messaggio che nel mio sito ho molte inserzioni con nofollow, ma io non ho mai inserito nessun nofollow, ho letto il suo articolo, da quello che ho capito si riferisce anche a link di collegamento ipertestuale.
    Effettivamente in alcuni prodotti ho inserito un collegamento , ad altri prodotti, si tratta forse di questi link ?

    Grazie e cordiali saluti
    Rocco Chezza


  • Il Jester ha commentato il 2024-06-27 10:25:51

    Personalmente, valuto il nofollow volta per volta. Tuttavia, so bene che Google (e credo così anche gli altri motori di ricerca) è libero se seguire o meno i link con attributo nofollow. Per cui, la mia politica non credo possa influire molto sui crawler che scandagliano i miei articoli. Il tag noindex l’ho messo solo su determinate pagine che non voglio che vengano indicizzate dai motori di ricerca. Pagine su Privacy, Cookie e Note Legali, che non voglio appaiano ai primi post sulla serp perché non mi portano nulla.

    In ogni caso, sull’attributo nofollow la discussione è ancora aperta. Certo è che avere link che puntano alla tua pagina con attributo nofollow può essere deprimente, ma dipende sempre dall’autorevolezza della pagina che ti linka con un nofollow. Se la pagina è autorevole, i motori di ricerca comunque potrebbero seguire i link e rilasciare rank per quella pagina. Senza contare che comunque una pagina autorevole ha molti visitatori che linkeranno sul tuo collegamento e che potrebbero a loro volta rilasciare un link alla tua pagina senza attributo nofollow. Del resto, i social che attribuiscono a tutti i link l’attributo nofollow hanno avuto successo proprio per la loro capacità di permettere la diffusione di link.

    Al contrario essere linkati da pagine pessime, senza attributo nofollow, potrebbe invece danneggiarti, perché la scarsa autorevolezza di chi ti linka (magari siti spammer) potrebbe indurre il motore di ricerca a valutare negativamente anche la tua pagina.


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