Quali sono i migliori social media dove fare advertising per il tuo ecommerce?

Postato in data 1 Ottobre 2020 da Riccardo Esposito

La soluzione è chiara: puntare sul social ecommerce per vendere di più. Ma come? In che modo? Basta lavorare con il calendario editoriale dei contenuti organici per avere successo e aumentare le vendite? No, per promuovere un negozio online hai bisogno di investimenti chiari, concreti. Ci vuole la pubblicità. Che deve essere studiata a tavolino, da professionisti dell’ADV.

social ecommerce

Ma quali sono i migliori social per ecommerce? Dove conviene aprire un account e studiare le tecniche per aumentare le vendite attraverso contenuti sponsorizzati. La risposta, seppur banale e già nota a molti social media manager, deve essere approfondita per chi muove i primi passi in questo settore. Ma anche per gli imprenditori che vogliono lavorare nel modo giusto.

Facebook

Quasi banale iniziare la lista dei migliori social network per fare pubblicità utile al tuo ecommerce con Facebook. Eppure è così, non ci sono alternative.

Anche se spesso viene definito come una piattaforma in declino per le nuove generazioni, ormai emigrate su TikTok per allontanarsi dallo sguardo adulto dei boomer, il prodotto di Mark Zuckerberg è ancora il miglior alleato di chi vuole raggiungere un’audience ampia e variegata con strumenti professionali.

Infatti il pannello di controllo per creare inserzioni pubblicitarie è completo, pensato per chi vuole gestire tutto con un approccio data driven al marketing. Ciò significa vendere su internet guardando i numeri e non improvvisando. Ma il punto che consente di ottenere il miglior risultato possibile per chi vuole sfruttare il proprio negozio digitale è la scelta degli obiettivi. Puoi decidere di fare acquisizione di fan, un punto di partenza.

Oppure puoi semplicemente dare visibilità ai tuoi contenuti. Attenzione, ci avviciniamo: fare lead generation è un goal interessante ma tra gli obiettivi preferiti c’è la vendita. Con Facebook puoi tracciare l’advertising in base alla conversioni reali.

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YouTube

Una piattaforma universale, un punto di riferimento per tutti. Il tempo trascorso a guardare video aumenta, e s’impenna anche quello trascorso su YouTube che diventa, secondo la ricerca di We Are Social, il secondo social più diffuso al mondo.

social ecommerce

Il social ecommerce ha bisogno di YouTube per fare una buona pubblicità ma bisogna mettere in campo competenze diverse rispetto a Facebook: qui devi essere in grado di confezionare video di qualità da presentare prima o durante i contenuti.

Puoi scegliere tutto: il target di riferimento per la campagna, il formato da utilizzare per gli annunci, la durata della tua attività, il budget. La professionalità che Google (proprietario di YouTube) mette in campo per creare annunci pubblicitari efficaci è unica.

LinkedIn

Non è per tutti. Fare pubblicità su LinkedIn è possibile ma le opinioni sono chiare: se non lavori bene sul target costa caro ed è inutile. Perché non si tratta di una piattaforma generalista come YouTube. Non è neanche paragonabile a Facebook: LinkedIn è per professionisti, gente che non naviga a caso ma solo per ottenere informazioni concrete. Quindi, qual è l’idea da sostenere?

  • Sponsored Content.
  • Conversation ADV.
  • Messaggi sponsorizzati.
  • ADV testuale e video.
  • Inserzioni dinamiche.
  • Caroselli

Le opzioni sono tante ma rivolte soprattutto a un pubblico B2B. Il tuo ecommerce vende corsi di formazione? Può andare bene. Ti occupi di costumi per il mare? Investi altrove. Devi decidere in base alla situazione, al prodotto e alle esigenze del target.

Pinterest

Il social network che condivide con Instagram la passione per le foto. Vero, in Italia non ha mai raggiunto una grande diffusione ma di sicuro ha la possibilità di diventare un punto di riferimento per piccole nicchie di interesse come il design, l’arredamento. Senza dimenticare l’abbigliamento. Insomma, anche su Pinterest c’è modo di fare un lavoro di advertising per social ecommerce.

Instagram

Subito dopo Facebook abbiamo il cugino di famiglia, la piattaforma acquistata da Zuckerberg anni fa e che oggi può essere considerata la seconda casa di chi cerca informazioni online per gli acquisti. Instagram è il social per eccellenza se ragioniamo intorno al visual. E anche in questo caso si possono ipotizzare delle campagne pubblicitarie pensate per vendere.

L’aspetto interessante è che puoi fare tutto in modo simile a Facebook. Il motivo? Semplice, condividono la stessa piattaforma. E se consideriamo questi dati viene veramente voglia di fare pubblicità su questo social ecommerce di qualità:

Instagram’s potential advertising reach is 849.3 million users. That’s 14% of adults aged 13 and over. This represents a 5.9% quarter-on-quarter increase in advertising reach in Q3 2019. Instagram advertisers can reach a youth audience of 52.9 million. To be specific, this Instagram stat refers to users aged 13 to 17. That makes Instagram third in terms of youth advertising reach, behind Facebook (113.3 million) and Snapchat (66.9 million).

Questo significa che hai tanto lavoro da affrontare se vuoi sfruttare il social ecommerce di Instagram per fare pubblicità e aumentare le vendite in modo strutturato, non improvvisando ma studiando i numeri reali dei potenziali clienti.

Twitter

Una soluzione simile a quella di LinkedIn, con qualche differenza. Anche in questo caso ragioniamo su un social network non diffuso e universale come YouTube e Facebook quindi bisogna fare una riflessione attenta su chi prendiamo in considerazione.

twitter adv

Ma c’è da aggiungere un punto: Twitter ha una piattaforma molto approfondita che consente di comprendere e definire lo scopo ultimo dell’advertising. Ad esempio puoi fare brand awareness, puntare sull’engagement, tracciare i click. O magari all’ecommerce per vendere di più. Insomma, la piattaforma c’è: è compito tuo capire se funziona bene per il tuo pubblico.

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TikTok

Perché no? Sappiamo che TikTok ormai è diventato un punto di riferimento per una fascia di utenti che rientra nella generazione Y e Z. Vale a dire persone che sono nate tra la metà degli anni Novanta e la prima decade del XXI secolo.

Insomma, i giovani sono quelli che usano TikTok con disinvoltura e creano community, tribù digitali, modi di dire e meme. L’idea base per trovare il giusto equilibrio nel social ecommerce è chiara: non chiudere le porte a priori a una piattaforma. Bisogna studiare, valutare e prendere decisioni ponderate. Sei d’accordo con questa prospettiva?

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