Come definire l’affidabilità dei server?

Postato in data 18 Dicembre 2025 da Riccardo Esposito

Quando parli dell’affidabilità di un server includi una serie di parametri fondamentali per capire se un prodotto è adeguato alle tue necessità e se può effettivamente dare la sicurezza necessaria alla tua attività online. Il concetto da prendere in esame è semplice: alla base di tutto c’è sempre il server. Vale a dire, una macchina pensata per archiviare, gestire e rendere disponibili i file che hai caricato.

Come definire l'affidabilità dei server?

Ora, cosa succede se viene meno il patto tra la macchina e il cliente? Cosa accade se all’improvviso si susseguono downtime ed errori? Come gestire malfunzionamenti e periodi di manutenzione? Il rischio è quello di ritrovarsi con un sito web continuamente non raggiungibile, lento e che impedisce agli utenti di raggiungere gli obiettivi. Per questo devi poter valutare l’affidabilità di un server.

Cos’è l’affidabilità di un server, definizione

L’affidabilità (reliability in termini tecnici) è la probabilità che un sistema continui a svolgere le sue funzioni senza guasti per una determinata durata, in un dato ambiente operativo. Portando tutto questo nei confini di un server acquistato attraverso un servizio hosting, parliamo della capacità di funzionare correttamente e ininterrottamente per un periodo di tempo, nelle condizioni operative previste.

L’affidabilità di un server è composta da due parametri fondamentali che affronteremo: la continuità operativa e le prestazioni. Quindi, il server deve restare attivo e funzionante ma non basta che sia acceso, deve anche operare al meglio. Tutto questo per il maggior tempo possibile con le condizioni operative previste dal fornitore.

Da leggere: cos’è un server proxy, definizione

Perché è importante l’affidabilità di un server?

Semplice, perché il tuo sito web gira su questa macchina, dipende proprio da come funziona tecnicamente l’insieme di elementi fisici che compongono il server. In parole povere, stiamo parlando di un collo di bottiglia. Oppure, come amano esprimersi i system administrator, di un single point of failure: un singolo punto critico che se non funziona influenza l’intera infrastruttura.

affidabilità dei server
Un server ad alta affidabilità è indispensabile.

Se un plugin dà problemi ne risente una parte del sito, se è il server a cadere è il portale a non essere disponibile. Il single point of failure (SPOF) è proprio l’elemento la cui rottura causa il blocco dell’intero sistema. Esempio: un server che se si rompe manda giù tutto. L’immagine in alto – una rivisitazione di un meme ben noto – ci fa capire bene la situazione.

L’affidabilità di un server è fondamentale non solo per garantire la presenza online del sito web ma anche le sue performance. Un server che non funziona bene rende il sito web difficile da navigare perché tutto rallenta, così gli utenti abbandonano le pagine e Google tende a declassare nella SERP i risultati perché nascono problemi in termini di Core Web Vitals e quindi di ottimizzazione SEO.

Quali sono i parametri per valutare l’affidabilità?

Da un punto di vista tecnico, i punti da considerare quando si cerca un server altamente affidabile sono diversi. Senza scendere in inutili (in questa sede) considerazioni specialistiche, il parametro essenziale che interessa anche ai clienti finali è l’Uptime/Availability: la percentuale di tempo in cui il server è operativo. Un 99.9% significa circa 8 ore di downtime all’anno, un 99.99% solo 52 minuti.

Il MTBF (Mean Time Between Failures) è un altro elemento decisivo perché misura il tempo medio tra un guasto e l’altro. Ovviamente, più è alto meglio è perché ci permette di considerare l’affidabilità delle infrastrutture. Di pari passo abbiamo il MTTR (Mean Time To Repair/Recovery) che ci indica quanto tempo ci vuole per ripristinare il servizio dopo un guasto. Qui però vuoi un valore basso.

Latenza e tempi di risposta – quanto velocemente il server risponde alle richieste, anche sotto carico – sono comunque dei valori da tenere sotto controllo. Proprio come il backup disponibile per i dati dei clienti: la presenza di CDP che effettua snapshots (immagini di backup) senza creare interruzioni di servizio è fondamentale così come la qualità dell’hardware: componenti enterprise come server Dell Poweredge, sistemi anti-incendio e anti-allagamento, datacenter con rilevamento anti-intrusione, elettrogeni in ambienti separati, sistemi di monitoring e dischi SSD NVMe server sono fondamentali.

Da leggere: meglio scegliere l’hosting condiviso o VPS?

Come valutarne l’affidabilità prima dell’acquisto

Devi leggere i parametri indicati nella pagina SLA e TOS del provider. Anche noi ne abbiamo una, la trovi qui serverplan.com/sla-e-tos. Perché è importante? Semplice, qui trovi Service Level Agreement e Terms of Service del provider che sta vendendo l’hosting. In altre parole, qui trovi la garanzia di qualità: lo SLA è un contratto che definisce quali servizi e quali standard fornirà un provider.

In questa pagina trovi tutto quello che serve sapere prima di effettuare un acquisto consapevole. Ad esempio, il parametro dell’uptime garantito (99.95%) c’è la sostituzione hardware guasto entro 2 ore gratuitamente per componenti come server, firewall, load balancer, storage e switch. Inoltre, si garantiscono i tempi di risposta sia per i ticket di emergenza che per quelli ordinari.

Per chiarire tutte le necessità operative del servizio hosting e valutare l’affidabilità di un server che stai per acquistare puoi fare tutte le domande del caso al servizio commerciale. Proprio come avviene anche con Serverplan. In modo da avere un’idea chiara di cosa stai per utilizzare e se ci sono delle alternative valide per le tue esigenze.

A volte, un piano hosting non è poco affidabile ma semplicemente non è la scelta adatta al tuo progetto. Per intenderci, non puoi far girare un ecommerce ciclopico con migliaia di schede prodotto su un hosting condiviso di base: serve infrastruttura, serve capacità di sostenere picchi e flessibilità delle risorse come avviene per un VPS o un cloud hosting. Senza dimenticare i server dedicati.

Riccardo Esposito
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