L’user experience per un portale web è importante: lo sappiamo fin troppo bene, e da tempo ci muoviamo per ottimizzare tutti gli aspetti collegati ai Core Web Vitals. Lavoriamo anche per velocizzare i siti internet creati con WordPress, partendo da un hosting di qualità e lavorando con una compressione come Brotli.

Vale a dire, un algoritmo lossless – quindi senza perdita di dati – sviluppato da Google basato su una variante moderna dell’algoritmo LZ77, sulla codifica di Huffman e sulla modellazione del contesto del 2° ordine.
Cosa vuol dire tutto questo? Semplice, ci troviamo di fronte alla possibilità di ridurre in modo significativo le dimensioni delle risorse come HTML, CSS, JavaScript per velocizzare il caricamento delle pagine.
E aiutare il tuo portale a raccogliere tutti i benefici di questa situazione: miglior soddisfazione dell’utente, ottimizzazione SEO on-page, aumento del fatturato grazie a processi di conversione realmente efficaci.
Come anticipato, Brotli è un algoritmo di compressione dati sviluppato da Google, in formato open source ma con MIT License, per aiutare i webmaster a ridurre il peso delle pagine web. Il punto realmente essenziale: Brotli utilizza le stesse tecnologie di Gzip – ovvero algoritmo LZ77 e codifica di Huffman – e si propone come la soluzione specifica per ridurre i tempi di caricamento delle pagine internet.
Il funzionamento è semplice nella teoria: hai le tue pubblicazioni che l’algoritmo comprime, lo manda al browser quando viene effettuata la chiamata. Il client dell’utente decomprime e mostra il risultato, risparmiando decimi importanti per l’UX. Quasi tutti i browser moderni supportano Brotli di default, lo stesso vale per i principali server web come Apache e NGINX.
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Puoi velocizzare in modo concreto i tuoi portali. Cosa significa tutto questo per chi ha un sito web WordPress? Pagine più leggere, caricamento più rapido: Brotli, in linea di massima, comprime i file come HTML, CSS e JavaScript meglio di Gzip, così la dimensione totale della tua pagina diminuisce. Usare Brotli aiuta a migliorare parametri come il Largest Contentful Paint (LCP) e questo ti permette di ottenere dei vantaggi concreti.
Avrai sicuramente sentito parlare anche di Gzip e della necessità di applicare questa compressione per migliorare i tempi di caricamento di una pagina web. Quindi, quale soluzione scegliere?
C’è una differenza tra queste soluzioni? Sì, esistono delle indicazioni da ricordare: la prima è che Brotli è uno standard pensato solo per le applicazioni web, quindi riesce a ottenere il miglior risultato possibile in questa circostanza. Prendendo spunto dai dati di quest’analisi, possiamo dire che Brotli è l’evoluzione ottimizzata per il web, superando Gzip nel rapporto di compressione (con risparmi di spazio spesso superiori al 20% sui file testuali) pur mantenendo una velocità di decompressione quasi identica.
| Caratteristica | Gzip (Deflate) | Brotli |
| Sviluppatore | Jean-loup Gailly / Mark Adler | |
| Dizionario | Dinamico | Dinamico + statico |
| Velocità compressione | Molto Alta | Media (più lento ai livelli alti) |
| Velocità decompressione | Alta | Molto Alta (simile a Gzip) |
| Uso ideale | Compatibilità universale | Asset web (statici e dinamici) |
Gzip si fa notare per la sua estrema rapidità e leggerezza in fase di creazione dei file, rendendolo ancora imbattibile per la compressione di contenuti dinamici su server con risorse limitate. Brotli risulta sensibilmente più lento e oneroso in termini di CPU durante la compressione. Ma è la scelta decisiva per gli asset statici come CSS, JS e font dove lo sforzo computazionale avviene una sola volta a fronte di migliaia di download più veloci.
Può essere utile avere quest’informazione al volo e controllare se il tuo progetto online si basa su Gzip o Brotli. Il modo più semplice per fare questo check è la verifica online grazie ai tool gratuiti che si trovano su internet.

Uno dei migliori è giftofspeed.com/gzip-test. Basta inserire l’URL del tuo dominio e aspettare pochi secondi per ottenere sia informazioni rispetto all’algoritmo di compressione, sia i Kb risparmiati. Altro strumento che ti permette di ottenere questa risposta e verificare se il tuo sito supporta Brotli è tools.keycdn.com/brotli-test. Ancora più essenziale del precedente, ti dà l’indicazione pura e semplice senza fronzoli.
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Per utilizzare il sistema di compressione Brotli devi avere un hosting con server che supportano questo tipo di algoritmo (soluzione accettata dalla maggior parte dei servizi). Se l’opzione non è già impostata di default, ci sono delle operazioni da seguire che sono presenti nella nostra guida dedicata a come velocizzare WordPress.
Hosting gestito: veloce, affidabile, performante
Per l’attivazione della compressione Brotli su WordPress devi sapere che il web server Apache ha il modulo mod_brotli incluso ma non abilitato di default. Per attivarlo puoi utilizzare WP Rocket o LiteSpeed Cache gestiscono il passaggio in automatico, ma sono a pagamento o legati a server specifici. Con W3 Total Cache, installato sui principali hosting Serverplan, puoi attivare questa funzione con semplicità:
Molti preferiscono utilizzare Cloudflare (anche nella versione gratis) che attiva Brotli automaticamente senza toccare nulla lato server. Per far funzionare tutto questo il server deve supportare il protocollo di compressione Brotli. Cosa che Serverplan, sempre in linea con la necessità di velocizzare il sito, offre ai suoi clienti.