Cos’è la direttiva NIS2 dell’UE e come possiamo adeguarci

Postato in data 4 Marzo 2025 da Riccardo Esposito - Aggiornato il 17 Giugno 2026

La sicurezza contro i cybercriminali è un punto che dobbiamo affrontare con serietà. Soprattutto quando hai la responsabilità di gestire dati sensibili dei clienti. Ecco perché è giusto accogliere e rispettare i punti della NIS2, la normativa introdotta dall’Unione Europea sul tema della sicurezza IT.

La legge n. 109 rende attive le indicazioni in materia di cybersicurezza e istituzione dell’Agenzia nazionale. Il tutto per tutelare la sicurezza delle reti e dei sistemi informatici. Queste disposizioni devono essere rispettate dai soggetti che operano con sistemi e infrastrutture critiche.

Cos'è la direttiva NIS2 dell'UE e come possiamo adeguarci

NIS2 – Network and Information Security 2 – aggiorna le indicazioni della precedente direttiva, la NIS, per rafforzare la cybersicurezza negli stati membri dell’Unione Europea. Cosa sapere in più su questo argomento così importante anche per chi investe nella sicurezza di hosting e provider?

Cos’è la direttiva NIS2, definizione

Con il termine NIS2 intendiamo la direttiva UE 2022/2555 in vigore dal 16 ottobre 2024 che aggiorna la regolamentazione UE in termini di sicurezza per proteggere dai cybercriminali e dagli attacchi digitali.

Tutto questo avviene in combinazione con altri strumenti fondamentali come il regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act). Il lavoro che le aziende e le istituzioni svolgono per allinearsi alla direttiva NIS2 non si limita al rispetto della legge ma diventa un imperativo per comunicare fiducia e sicurezza ai clienti.

La sicurezza di un sito web passa anche dal provider e noi abbiamo deciso di seguire le direttive nel modo più scrupoloso possibile, in modo da affiancare i clienti nel percorso di realizzazione di un progetto robusto.

Quali sono gli obiettivi del NIS2?

Di sicuro, il primo punto da raggiungere è l’aggiornamento della versione precedente per essere in grado di conferire alle istituzioni e alle aziende gli strumenti necessari per proteggere infrastrutture, database, informazioni e asset da attacchi informatici. Poi, altro obiettivo è l’allineamento europeo in modo da definire un parametro unico per tutti i paesi membri che semplifica lo scambio di informazioni e le strategie di difesa comuni.

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Le aziende e i soggetti coinvolti

Alla base di tutto c’è la necessità di coinvolgere un numero maggiore di settori e aziende essenziali e importanti. Ma quali sono i soggetti che devono prendere in considerazione la direttiva NIS2 per aumentare gli standard di sicurezza e rispettare i regolamenti imposti dalla legge? Nella lista abbiamo tutti i settori essenziali per la vita comune sul territorio italiano come

  • Fornitori di energia elettrica.
  • Trasporti pubblici
  • Sanità locale e nazionale.
  • Aziende per l’acqua potabile.
  • Sistemi IT della Pubblica Amministrazione.
  • Aziende collegate alla gestione dei rifiuti.
  • Grandi aziende dei settori:
    • manifatturieri
    • Chimici.
    • Alimentari.
  • Fornitori di servizi IT

Come puoi facilmente intuire, dove ci sono interessi sensibili e note legate alla sicurezza nei confronti del pubblico bisogna intervenire con un allineamento. Nello specifico? Ci sono diverse regole da far rispettare per avere la certificazione finale necessaria a norma di legge.

Requisiti fondamentali da rispettare

Nel percorso di applicazione delle regole imposte dal NIS2, le aziende e le istituzioni devono rispettare dei requisiti tecnici e amministrativi molto particolari. Come, ad esempio, delle garanzie specifiche in termini do continuità operativa, strategia di contenimento degli eventi che mettono in pericolo la sicurezza dei dati, valutazioni delle procedure adottate in termini di cybersecurity. Si lavora molto anche per garantire crittografia, autenticazione a due fattori e formazione delle risorse umane contro le principali minacce. Puoi adottare tutti i passaggi tecnici, certo.

Ma se le persone cliccano su un link di phishing c’è il rischio di affrontare dei rischi importanti. Questo viene fatto per evitare e contenere le minacce e per gestire eventuali perdite di dati e attacchi andati a segno contenendo i rischi. E dimostrando di aver seguito le procedure prima e dopo l’evento.

Come applicare la NIS2 e i benefici

Il lavoro di igiene digitale e messa in sicurezza del sistema IT seguendo le normative NIS2 permette alle imprese di ottenere dei vantaggi granitici. Oltre a rispettare la legge ed evitare sanzioni per il mancato rispetto delle direttive, questi processi ti consentono di acquisire affidabilità e fiducia da parte degli investitori. Lasciare i dati a un’azienda che rispetta il NIS2 vuol dire avere delle garanzie in più. Queste tecniche di cyber resilience e governance informatica consentono di ridurre i rischi di risarcimento e i costi per tamponare il danno causato in termini di cause civili e penali.

Non ci sono alternative: bisogna contattare un’azienda specializzata per affrontare ogni singolo punto nel miglior modo possibile, individuando anche il timing giusto per aggiornare e rivedere lo status della cybersecurity. Anche grazie ai responsabili della sicurezza IT che individui in azienda.

L’impegno di Serverplan per il NIS2

Secondo la direttiva, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, le categorie devono gestire e acquisire la Direttiva NIS2 sono i prestatori di servizi fiduciari qualificati, gestori di registri dei nomi di dominio di primo livello e professionisti di servizi di sistema DNS. Ma anche i fornitori di reti pubbliche di comunicazione elettronica e servizi di comunicazione elettronica e le pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali. Quindi, anche Serverplan ha aderito a questa direttiva lavorando in questa direzione per proteggere i sistemi informativi e di rete, nonché il loro ambiente fisico da incidenti:

  • Analisi dei rischi e della sicurezza dei sistemi informativi e di rete.
  • Implementazione di un processo continuo di valutazione dei rischi.
  • Gestione degli incidenti o procedure per rilevazione, gestione e risposta.
  • Strumenti per la notifica tempestiva degli incidenti alle autorità competenti.
  • Continuità operativa o Piani di Business Continuity e Disaster Recovery.
  • Strategie di gestione delle crisi per garantire la continuità dei servizi.
  • Sicurezza della catena di approvvigionamento, monitoraggio dei fornitori critici.
  • Clausole contrattuali per la sicurezza dei rapporti con terze parti.
  • Sicurezza di acquisizione, sviluppo e manutenzione dei sistemi informativi e di rete.
  • Adozione di un Secure Development Lifecycle (SDLC) per lo sviluppo del software.
  • Politiche e procedure per valutare l’efficacia delle misure di gestione dei rischi.
  • Audit periodici e test di sicurezza per misurare l’efficacia delle misure adottate.
  • Valutazione continua delle strategie di mitigazione del rischio.
  • Pratiche di igiene di base e formazione in materia di sicurezza informatica.
  • Programmi periodici di cybersecurity awareness per dipendenti e collaboratori.
  • Adozione di pratiche di cyber hygiene, tra cui aggiornamenti regolari dei sistemi.
  • Gestione sicura delle password e sensibilizzazione sulle minacce informatiche.
  • Politiche e procedure relative all’uso della crittografia avanzata per proteggere i dati.
  • Implementazione di protocolli di crittografia aggiornati e conformi ai principali standard.
  • Sicurezza e affidabilità del personale, controllo degli accessi e gestione degli asset
  • Verifica dell’affidabilità del personale con controlli adeguati, autenticazione forte (MFA).
  • Politiche di accesso basate sul principio del minimo privilegio (Least Privilege).
  • Uso di soluzioni di autenticazione a più fattori e sistemi di comunicazione protetti
  • Implementazione di autenticazione a più fattori (MFA) e autenticazione continua.
  • Adozione di sistemi di comunicazione sicuri per garantire la protezione delle informazioni.

Evoluzione della normativa: le ultime indicazioni ACN

L’applicazione della NIS2 in Italia (D.Lgs. 138/2024) è un percorso in evoluzione gestito dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Per definire gli obblighi tecnici e di governance, l’ACN ha emanato due provvedimenti molto importanti:

Determinazione ACN 379907/2025

Regole più snelle per segnalare gli incidenti al CSIRT Italia. Inoltre, questo aggiornamento ha responsabilizzato maggiormente i vertici aziendali sull’approvazione delle misure di sicurezza. C’è anche una scadenza tassativa da segnare in calendario: entro il 31 ottobre 2026 tutte le aziende rientrate nella prima ondata devono aver implementato le misure di sicurezza di base. Oltre questa data, l’ACN farà partire le prime ispezioni e le relative sanzioni.

Determinazione ACN 127434/2026

Questa novità si concentra sul miglioramento dei sistemi di rilevamento delle minacce e definisce i requisiti per la sicurezza cloud e delle infrastrutture digitali, spingendo su standard di crittografia moderni. Concede più tempo (fino a luglio 2027) a chi si iscrive per la prima volta, e introduce l’obbligo di mappare i fornitori ICT rilevanti non fungibili: partner tecnologici esterni che se si bloccano fermano l’intera azienda.

Hosting gestito: veloce, affidabile, performante

  • Installazione Cms 1 click
  • Backup giornaliero
  • Migrazione gratuita
  • Assistenza H24/365

Proprio questo focus sulla supply chain trasforma la scelta del partner di hosting in una decisione strategica. I clienti interessati dalla NIS2 devono censire i fornitori critici e poter contare su un’infrastruttura solida è fondamentale. Per questo lavoriamo sodo e garantiamo i massimi standard sul mercato: Serverplan S.r.l. è certificata ISO/IEC 27001:2022, un riconoscimento internazionale che attesta la massima sicurezza nella gestione delle informazioni e dei dati, offrendo una base già solida e in linea con le richieste dell’ACN. Vuoi dare uno sguardo alle altre certificazioni? Le trovi nella pagina Chi Siamo.

Riccardo Esposito
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