Cosa sono i Link tossici e come rimuoverli in modo efficace per la SEO

Postato in data 16 Gennaio 2025 da Riccardo Esposito

Non sempre i collegamenti ipertestuali che puntano sul tuo sito web sono vantaggiosi. In alcuni casi, sono dei veri e propri link tossici che arrivano da domini malevoli. E che potrebbero, in qualche modo, danneggiare il tuo lavoro. Pensa: hai fatto un gran lavoro per creare il tuo portale, hai acquistato un hosting con WordPress preinstallato e hai realizzato pagine web ricche di informazioni per i tuoi clienti. Magari hai anche un blog.

link tossici

Usi tutto questo per conquistare clienti e per ottenere la giusta autorevolezza. All’improvviso ti rendi conto, con un SEO audit, che hai diversi link tossici che puntano sul tuo URL. Cosa significa tutto questo? Può essere causa di penalizzazioni e cali di traffico? Scopriamolo insieme se e come l’attività di negative SEO per inquinare il tuo profilo backlink può avere effetti negativi, nel lungo periodo, sul tuo progetto online.

Cosa sono i link tossici, definizione

Il termine in questione si riferisce a collegamenti ipertestuali che raggiungono il tuo dominio e che arrivano da portali con una scarsa autorevolezza. In realtà provengono da veri e propri siti-spazzatura dedicati a temi di basso livello come gioco d’azzardo, contenuti per adulti, vendita di medicinali online. A volte non sono siti web a tema ma delle directory, delle liste di link, o siti web costruiti esclusivamente da contenuti rubati altrove.

In realtà non devi sentirti in colpa per aver ricevuto queste attenzioni da chi sparge toxic backlink sul web. In alcuni casi si parla di vera e propria negative SEO, ovvero di un’azione premeditata da parte di un competitor che agisce per inondare il tuo sito web con queste menzioni. In altri casi, la maggioranza, parliamo di spam.

I link tossici danneggiano il sito?

Questo è un aspetto molto delicato da considerare. La tendenza è quella di credere che è proprio così: un link dannoso può mettere in pericolo l’autorevolezza di un portale. E diversi SEO tool, nell’analizzare il profilo link di un sito web, mettono in guardia i webmaster consigliando di eliminare (dopo vedremo come) i diversi toxic backlink per evitare possibili problemi. In realtà, la guida di Google è chiara su questo punto specifico.

Si dovrebbero usare gli strumenti predisposti per rinnegare blocchi di link potenzialmente malevoli solo quando ci sono grandi quantità di collegamenti incriminati e si determina una segnalazione manuale. Cito testualmente: “Google si adopera per assicurarsi che le azioni su siti di terze parti non incidano negativamente su un sito web”. Quindi, nella maggior parte dei casi, la gran quantità dei siti web che ricevono link tossici in modo casuale da directory e portali spam non dovrebbe preoccuparsi. Ma è anche vero che ci sono delle eccezioni, vediamo quali.

Quanti tipi di toxic link esistono?

Non possiamo considerare i link tossici come un’entità unica. In primo luogo ci sono quelli spam che vengono generati in automatico da directory o siti web di bassa qualità, che automatizzano questo lavoro senza una reale volontà di danneggiare un’entità specifica. In questi casi parliamo soprattutto di link nocivo, potenzialmente pericoloso. Poi ci sono link sospetti che arrivano da portali non a tema, con anchor text sovraottimizzati.

Spesso partono da network di siti internet che fanno solo questo. Cioè vendono link. Potrebbero essere una manovra di negative SEO per farti apparire agli occhi di Google come un acquirente di collegamenti testuali con intenti di manipolare il posizionamento con un lavoro di link building. Quindi, come puoi ben capire non tutti i link spam sono uguali e non sono sempre negativi al punto da dover pensare a un’attività di disconoscimento.

Come valutare un toxic backlink?

Oltre alle metriche che puoi ottenere con i servizi specifici che vedrai nel prossimo paragrafo, un link tossico lo puoi riconoscere grazie a una serie di elementi. In primo luogo proviene da un sito non attendibile, che pubblica contenuti di bassa qualità e dedicati ad argomenti che potrebbero essere facilmente etichettati come inappropriati. Di solito, un link spam viene inserito con un anchor text sospetto che potrebbe essere decontestualizzato.

A volte in termini di keyword troppo spinte (estremamente commerciali e senza connessione con il contenuto della pagina), a volte è completamente illogico. I link tossici arrivano spesso da siti con pagine senza contenuto o con una quantità minima, spesso sono solo liste di collegamenti.

Come trovare i link tossici sul sito?

Il modo migliore per capire se una menzione è di bassa qualità: devi analizzare il sito web con un SEO tool adeguato all’analisi backlink. Ad esempio, Majestic è una delle opzioni migliori sul mercato ma c’è anche Ahrefs che può esserti d’aiuto. Lo stesso vale per Semrush e Seozoom: tutte queste piattaforme mettono a disposizione delle utility per analizzare e scoprire eventuali condizioni di innaturalezza e criticità evidenti.

Esempio di analisi del profilo link.
Esempio di analisi del profilo link.

Qui, ad esempio, puoi notare un’analisi dei backlink effettuata con Semrush che permette di visualizzare il profilo naturale dei link ottenuti. Anche la Search Console ti consente di ottenere una lista dei backlink ma qui devi essere tu a valutare, in prima persona, la bontà del risultato.

Soluzioni per rimuovere i link tossici

Il primo punto che puoi mettere in evidenza è semplice: contattare il webmaster proprietario del sito internet e chiedere di eliminare il link sospetto. Ma è chiaro che se parliamo di grandi quantità e di portali spam è difficile portare a termine questa lotta impari. Quindi, cosa fare in questi casi?

Google mette a disposizione il disavow tool nella Search Console. Si tratta di uno strumento semplice ma efficace che consente al motore di ricerca di escludere il valore che può arrivare da link tossici. Il funzionamento: seleziona la proprietà che ti interessa, prepara un file .txt con un elenco di pagine o di domini che vuoi disconoscere. Puoi intervenire su singole risorse o interi domini, no su percorsi.

La dimensione massima del file è di 100.000 righe incluse quelle vuote e di commento, per un peso di 2 MB. Quindi, l’idea è questa: perché non puntare direttamente su questo strumento? Semplice, non è detto che sia realmente necessario e che non si possano avere effetti diametralmente opposti. Quindi, prima di neutralizzare possibili risvolti negativi dei link bisogna fare un’analisi approfondita. Mai usare il disavow tool senza una reale necessità.

Riccardo Esposito
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Tag: seo

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