Definizione e analisi della minaccia DNS hijacking: come prevenire gli attacchi al tuo sito web?

Postato in data 28 Aprile 2025 da Riccardo Esposito

La sicurezza di un sito WordPress dovrebbe essere al centro delle tue preoccupazioni come webmaster, SEO specialist o proprietario del dominio. Perché una falla nel portale può avere conseguenze disastrose per l’autorevolezza e il posizionamento su Google. Ne sa qualcosa chi ha affrontato un attacco DNS hijacking.

DNS Hijacking

Questo problema, noto anche con il nome di DNS redirection, può essere un nodo difficile da affrontare perché stiamo parlando di una tecnica di manipolazione del traffico web. In estrema sintesi, i criminali informatici dirottano le visite da un sito internet a portali malevoli. Obiettivo? Nella maggior parte dei casi intercettare dati sensibili.

In questo modo si possono portare avanti azioni poco limpide. Chi ne fa le spese è chiaramente l’utente finale ma anche il tuo brand ne risente perché le persone vogliono raggiungere il tuo dominio e invece subiscono una truffa. Vuoi risolvere questo problema con una prevenzione efficace? Continua a leggere questa guida.

Cos’è il DNS hijacking, definizione

Questo nome unisce il concetto di DNS – acronimo di Domain Name System, ovvero il sistema che traduce i nomi dominio in indirizzi IP – con il termine inglese hijack, che significa dirottare.

Quindi, il DNS hijacking indica una tecnica di cyber crimine tesa a manipolare il traffico web per fare in modo che le persone, purtroppo inconsapevolmente, arrivino su siti web malevoli.

L’obiettivo è quello di far arrivare gli utenti su siti web che si confondono con le versioni ufficiali: nel frattempo, possono rubare dati per portare avanti tecniche di attacchi informatici avanzati come il ransomware. Ovvero, la richiesta di un riscatto per restituire il maltolto con questo tipi di attacco DNS.

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Come si articola questa minaccia?

Per capire in che modo difendersi da un attacco DNS hijacking – e tutelare i tuoi utenti online – bisogna capire come funziona e quali sono i principi tecnici del pericolo. Tutto si basa sui record DNS che fanno corrispondere un determinato indirizzo IP a un indirizzo human friendly. Il cyber criminale cerca punti deboli nell’infrastruttura DNS o nell’accesso amministrativo dei nameserver, la macchina che traduce IP in nome dominio.

Questo avviene per alterare il reindirizzamento e sostituire i parametri in modo da cambiare i record DNS o iniettare risposte malevoli. Si porta il traffico dall’indirizzo IP legittimo a uno dannoso. Che potrebbe essere un’imitazione del servizio originale. Ma, in realtà, è una fonte di malware, di phishing o altro ancora.

Le conseguenze principali dell’attacco

Il problema riguarda soprattutto l’utente che digita il tuo nome dominio o clicca qualche link per raggiungere il sito web del tuo brand. Perché l’obiettivo principale del lavoro di DNS hijacking è quello di rubare credenziali di accesso, informazioni finanziarie o dati personali al pari degli attacchi di eavesdropping o shoulder surfing. In sintesi, fare phishing. Però si può operare in questa direzione anche per distribuire software dannoso e portare gli utenti verso versioni alternative del sito internet.

Nello specifico, duplicati pieni di annunci pubblicitari per monetizzare sui click. I sistemi più raffinati operano in questa direzione anche per fare spionaggio industriale di alto livello o per censurare fonti di informazioni.

Per il proprietario del sito web questo si traduce in perdita di traffico e rischio in termini di autorevolezza del brand, ma anche penalizzazioni da parte di Google che ti declassa dato che sei un rischio per gli utenti.

Quali sono le tipologie di DNS hijacking?

Non esiste un solo tipo di attacco DNS redirection, ne puoi trovare diversi in circolazione. Ad esempio, esiste il DNS cache poisoning che inserisce informazioni false nella copia di un server DNS resolver per avere un impatto su vasta scala perché questa soluzione viene utilizzata da molti utenti. Poi abbiamo altre opzioni:

  • Attacchi Man-in-the-Middle (MITM) che intercettano la comunicazione tra l’utente e il server.
  • Hijacking del router che sfrutta le vulnerabilità del supporto per modificarne le impostazioni.
  • Rogue DNS Server: una macchina compromessa viene usata per fornire risposte falsificate.

Ancora una possibilità: un malware installato su un computer di un utente può modificare, in modo fraudolento, i DNS locali. Stiamo descrivendo è un attacco noto come Local Hijack ed è chiaro che bisogna gestire la situazione cercando soluzioni utili per anticipare questo tipo di minaccia in tempi rapidi.

Come prevenire attacchi DNS redirection?

La sicurezza informatica non può essere gestita in modo superficiale, se offri un servizio ai tuoi utenti devi garantire una navigazione sicura. Questo avviene, in primo luogo, scegliendo un servizio Registrar affidabile.

Devi scegliere una soluzione qualitativamente efficace in termini di gestione DNS e nameserver. Proprio come fa Serverplan che accoglie una serie di indicazioni precise per rispettare la politica ICANN. Inoltre puoi sfruttare le potenzialità del protocollo DNSSEC, incluso in cPanel e WHM 60, per mettere in sicurezza i tuoi domini.

Centinaia di estensioni disponibili e gestione DNS semplificata

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Infatti, il Domain Name System Security Extensions permette l’autenticazione della sorgente da parte del browser in modo da evitare gli attacchi hacker che potrebbero minare la bontà del tuo servizio.

Questi protocolli che aggiungono un livello di sicurezza al processo di ricerca DNS sono la base di partenza, poi devi aggiungere una serie di elementi necessari per ridurre i rischi. Ad esempio, è importante utilizzare una VPN (Virtual Private Network) e avere un’infrastruttura di qualità alle spalle che si assicuri di installare le patch di aggiornamento. E anche su questo fronte, se scegli Serverplan, puoi avere tutta la sicurezza necessaria.

Lato utente, per prevenire il dirottamento DNS è utile cambiare le password predefinite del router con combinazioni complesse e uniche. Inoltre, dovresti sempre abilitare l’autenticazione a due fattori (2FA) per gli account che utilizzi in termini di gestione dei domini e dei server DNS. Così puoi prevenire gli attacchi.

Riccardo Esposito
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