Cosa fare quando appare un errore di aggiornamento su WordPress? E perché succede?

Postato in data 20 Aprile 2026 da Riccardo Esposito

Sappiamo che per aumentare la sicurezza di un sito web WordPress, e per avere massima efficienza del portale, devi fare un lavoro di update. E, nello specifico, dei plugin, dei temi e del CMS. Ma cosa succede se in questa fase, o al termine delle operazioni, appare un errore di aggiornamento su WordPress? Ti troverai con il sito inutilizzabile, con difetti di layout o funzioni mancanti. Peggio, potresti avere solo una schermata bianca al posto del sito web. Questa è la famosa pagina della morte o white screen of death.

Errore di aggiornamento su WordPress

In queste circostanze serve la calma di un webmaster esperto che ne ha viste tante e sa come muoversi. Come comportarsi di fronte a un errore di aggiornamento su WordPress? Io direi di iniziare dalle soluzioni per poi passare agli approfondimenti.

Una nota: alcuni passaggi possono essere complessi per chi non ha esperienza con la gestione di un sito web. Se non hai le competenze, chiedi supporto al tuo provider o, se non di competenza, a un sistemista che può operare in sicurezza.

Come risolvere un blocco dopo l’update?

Il punto che posso anticipare è questo: nel peggiore dei casi, devi fare un ripristino del sito web e tornare indietro. Questo avviene grazie all’aiuto di una funzione essenziale per ogni progetto online: il backup. Ovvero la copia di sicurezza. Se tutto va male e se non riesci in alcun modo a risolvere i problemi nati dopo un aggiornamento plugin, tema e CMS puoi sempre chiamare il tuo provider che ti aiuterà a fare un backup tramite cPanel. Qui ti spiego come fare una copia di sicurezza su WordPress in modo da dormire sonni tranquilli.

Aspetta prima di correre ai ripari

Prima di correre ai ripari con operazioni di salvataggio per ripristinare il sito web prova ad aspettare qualche secondo, ricaricando la pagina e pulendo la cache del browser. In alternativa, puoi provare a digitare il dominio su un browser non utilizzato di recente.

A volte il messaggio “Sito non disponibile per manutenzione programmata” significa che WordPress sta ancora lavorando e se vai di fretta rischi solo uno spavento inutile. Ma se dopo una quindicina di secondi tutto è ancora bloccato allora bisogna intervenire.

Cancella il file di manutenzione

Una prima operazione che possiamo fare per risolvere il blocco a seguito di un aggiornamento di WordPress: cancellare il file .maintenance attraverso FTP o gestione file del cPanel. Il punto è questo: quando avvii un aggiornamento, WordPress entra in una modalità di sicurezza. Per farlo, crea un file temporaneo chiamato esattamente .maintenance nella cartella principale (root) del tuo sito.

In una situazione ideale, dopo l’aggiornamento, WordPress elimina il file. Se durante l’installazione degli update subentra un problema, ad esempio cade la connessione o c’è un timeout del server, il sito resta bloccato nello stato di manutenzione anche se l’aggiornamento è tecnicamente terminato. Basta cancellare manualmente il file per risolvere il problema: usa un client FTP o il File Manager del pannello di controllo del tuo hosting per accedere alla lista dei file. Entra nella cartella principale del sito (solitamente public_html).

Cerca e seleziona il file .maintenance e cancellalo, torna sul tuo browser e aggiorna la pagina del sito. Se dopo aver cancellato il file il sito mostra un errore critico o una schermata bianca, significa che l’aggiornamento è fallito a metà e alcuni file sono corrotti.

Disinstalla l’elemento del contrasto

In alcuni casi, il problema si manifesta nel momento in cui installi un singolo update. Se hai già capito qual è l’elemento che porta problemi al tuo sito web puoi agire facilmente: disinstalla e risolvi. Però c’è da aggiungere che non sempre puoi eliminare un plugin, peggio ancora se si tratta del tema o del CMS. Come fare in questi casi? Io utilizzo WP Rollback e lo tengo sempre installato.

Anche perché non incide sulle performance e mi offre un’ottima ancora di salvezza. In sintesi, se dopo un update mi rendo conto che qualcosa non va mi basta andare sull’opzione per tornare indietro alla versione precedente all’aggiornamento per ripristinare il sito.

Se non puoi più accedere al backend e non sai qual è il problema devi attivare la modalità debug. Quindi, trova il file wp-config.php nella cartella principale sempre con FTP o file manager, cerca la riga define( 'WP_DEBUG', false ); e cambiala in define( 'WP_DEBUG', true ); così sulla pagina bianca apparirà il colpevole che ti impedisce di usare il sito web.

Così, se hai la possibilità di accedere al backend lo disabiliti o fai il rollback; se devi lavorare sempre dal file manager vai nella cartella wp-content/plugins/, trova la directory del plugin incriminato e rinominala aggiungendo il prefisso _old. In questo modo si disabilita e il sito dovrebbe riapparire. Nel backend trovi un messaggio: “Il plugin è stato disattivato a causa di un errore: il file del plugin non esiste”. Puoi decidere se cancellarlo o risolvere il problema individuato dal debug per risolvere l’incompatibilità prima di riattivarlo.

Attenzione alla versione di PHP e plugin

Spesso, questi problemi si determinano a causa di un’incompatibilità di fondo: quella tra la versione del tuo PHP e quella dei vari plugin che aggiorni o installi. Per evitare problemi e risolvere il nodo devi assicurarti che il tuo sito web giri su una versione aggiornata.

Quindi, aggiorna il PHP del tuo sito WordPress da cPanel, nel caso chiedi all’assistenza hosting di supportarti in questo passaggio, nel caso puoi prima scoprire quale versione di PHP utilizzi per assicurarti che il plugin aggiornato pretende determinati standard. In ogni caso, è sempre cosa buona avere una versione aggiornata e recente di PHP anche per avere un portale più efficiente e veloce.

Perché ci sono errori di aggiornamento?

Ci possono essere diverse cause a monte di un errore di aggiornamento. La prima e la più comune: Un nuovo aggiornamento va in conflitto con il codice di un altro elemento già installato. Questo avviene, di solito, quando hai qualche ingranaggio vecchio (ma che non puoi eliminare) sul sito web. Ad esempio, dei plugin che non vengono aggiornati da diversi anni o una versione di PHP datata.

In alcuni casi è un serpente che si morde la coda: temi o estensioni che non puoi togliere non accettano le nuove versioni di PHP e altri plugin vanno in contrasto con i modelli vecchi. Il timeout del server può essere un altro motivo dell’errore di aggiornamento dato che interrompe il processo perché ci mette troppo tempo a scaricare o installare i file. Il blocco dopo un update si presenta anche se WordPress non ha l’autorizzazione per scrivere nuovi file nelle cartelle del tuo server o il tuo sito ha esaurito la RAM dell’hosting.

Come prevenire questi errori in futuro?

Oltre a prevedere tutte le risorse utili, come un hosting di qualità con RAM adeguata a tuo progetto, il primo passo da muovere in fase di aggiornamento è il check del backup: hai la possibilità di ripristinare il tuo portale in caso di errore? Se la risposta è positiva procedi con l’aggiornamento ma un plugin alla volta per capire sempre qual è l’intoppo che impedisce il caricamento del sito web.

Ancora qualche consiglio per evitare errori decisivi quando aggiorni i plugin e il CMS? Non aspettare mesi prima di aggiornare estensioni e temi, i salti epocali di versione possono nascondere grandi insidie. E assicurati che il tuo hosting utilizzi una versione di PHP recente.

L’hosting è sempre un tuo alleato

Sì, quando aggiorni il tuo sito web devi avere al tuo fianco un hosting affidabile per evitare che ti lasci in downtime. In realtà, oltre alle caratteristiche tecniche, devi valutare anche la capacità del customer service di seguirti nel momento in cui hai un intoppo tecnico.

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Inoltre, un servizio a 5 stelle come quello di Serverplan ti consente di sfruttare al massimo il servizio clienti per aprire un ticket tecnico appena si presenta un problema. Senza dimenticare che l’hosting WordPress preinstallato e gestito di Serverplan ti permette di impostare anche gli aggiornamenti automatici. Così questo passaggio diventa un pensiero esclusivo della piattaforma.

Riccardo Esposito
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