WebMCP: il tuo sito web interagisce con l’intelligenza artificiale

Postato in data 26 Febbraio 2026 da Riccardo Esposito

Oggi è impossibile ignorare la possibilità di creare un sito web con l’intelligenza artificiale. Ma anche di metterlo in relazione con i vari LLM, non a caso si parla spesso di SEO per AI e delle varie sigle GEO e AEO. Ma anche delle tecniche per migliorare il tuo brand per l’intelligenza artificiale. Con il concetto di WebMCP si fa un passo avanti: il portale può interagire con gli agenti come ChatGPT e Gemini.

WebMCP

L’annuncio di questa rivoluzione tecnica viene pubblicato sul blog Chrome for Developers: Google propone uno standard tecnico per consentire al sito web di superare la fase in cui le pagine web vengono solo lette e scansionate: l’idea è quella di attivare un protocollo in grado di creare un’interazione diretta tra azione e scansione dell’agente dell’applicazione AI. Vuoi approfondire il tema?

Cos’è il protocollo WebMCP, definizione

Con l’acronimo WebMCP intendiamo il Web Model Context Protocol, un’innovazione proposta da Google che ha come obiettivo la possibilità di creare uno standard aperto, un linguaggio comune tra sito web e agenti AI in modo da livellare la comunicazione tra queste applicazioni e le fonti dei dati. ChatGPT, Gemini e Claude – solo per fare qualche esempio – tendono a scansionare, riassumere e riproporre quello che trovano sul portale, ma con WebMCP possono interagire e gestire azioni concrete su determinati touchpoint sensibili delle pagine web come, ad esempio, le call to action per acquistare o prenotare.

Qual è l’obiettivo del WebMCP sul sito?

In parole semplici: risolvere l’incertezza che deve affrontare un agente nel momento in cui arriva su un sito web. Un programma come Gemini o Claude deve interpretare quello che trova e cercare di capirne il contenuto, con errori spesso evidenti. L’obiettivo principale del Web Model Context Protocol è trasformare i siti web da semplici pagine da leggere a strumenti da usare direttamente dalle IA.

comprare su chatgpt
Aiutare le persone ad acquistare con l’AI.

Google vuole creare un linguaggio standard che permetta agli agenti AI di interagire con un sito web in modo preciso e affidabile, senza dover improvvisare per capire dove cliccare o come compilare un modulo. Come puoi ben immaginare, questo è un passo importante nel momento in cui – ad esempio – si parla di intelligenza artificiale come touchpoint decisivo per le vendite o le prenotazioni.

Pensa a tutte le query transazionali e commerciali digitate sui vari tool: nel momento in cui permetti al tuo sito web di dare informazioni precise rispetto a cosa cliccare e come compilare un modulo puoi avere un vantaggio importante sui competitor che vendono online.

Cos’è il webmcp.json, in termini pratici

Si tratta del file, posizionato nella root del sito web, che fa da ponte tra il portale e l’AI. Abbiamo anche un po’ di documentazione su Github per approfondire questo file di configurazione in formato JSON che definisce le capacità (capabilities) del sito che l’IA può attivare. Nello specifico, possiamo avere un elenco di funzioni specifiche da richiamare – ad esempio cerca_prodotto, aggiungi_al_carrello, controlla_disponibilità – ma anche dei trigger (inneschi) su elementi specifici o su pagine. Gli input parameters, infine, definiscono di quali dati l’intelligenza artificiale ha bisogno per eseguire un’azione specifica.

Come si articola questo standard?

Il concetto è questo: stiamo parlando di un equivalente dello Schema markup dedicato all’intelligenza artificiale: dati strutturati che si aggiungono al codice HTML per dissipare l’incoerenza che un agente AI trova quando scansiona il sito internet. Così come Schema.org aiuta il motore di ricerca a capire che quel numero è un prezzo o una data, WebMCP sostiene i vari programmi di intelligenza artificiale con dei markup specifici. Ciò avviene grazie al fatto che il sito propone un file webmcp.json che dice all’IA quali azioni compiere.

come funziona WebMCP
Come funziona il WebMCP – Fonte Github.

Ad esempio prenota_volo o aggiungi_al_carrello. L’obiettivo è che il sito sia ottimizzato per essere eseguito da un software, non solo visualizzato da un umano, per creare un Web Agentico (o Agentic Web) dove l’IA non si limita a riassumere i testi che trova online, ma può agire per comprare, prenotare, organizzare al posto dell’essere umano. Tutto questo avviene grazie a due opzioni API proposte da Google:

  • Dichiarativa: azioni semplici tramite i normali moduli HTML tipo login, iscrizione newsletter.
  • Imperativa: interazioni complesse con JavaScript (configuratori prodotti, processi di pagamento).

Per implementare WebMCP sul sito web, al momento, bisogna ancora attendere perché questo standard sarà disponibile a chi si prenota in anteprima seguendo il modulo per gli early adopter che potranno studiare la documentazione e testare il prodotto.

Da leggere: Google non penalizza i contenuti generati dall’AI

Qualche esempio per l’uso sui siti web

Google propone degli esempi per comprendere l’utilità dello standard WebMCP nell’uso quotidiano. Il primo riguarda, come anticipato, l’universo e-commerce: implementare il tuo sito web con questi markup permette ai clienti di acquistare i tuoi prodotti quando gli agenti riescono a trovare facilmente ciò che cercano. Non solo, puoi agevolare la configurazione delle opzioni di acquisto e delle modalità di pagamento.

Passiamo al settore viaggi: se usi l’AI per prenotare dei voli o dei pacchetti, attraverso WebMCP puoi filtrare i risultati, aumentare le opzioni previste, comunicare informazioni precise e gestire le prenotazioni utilizzando dati strutturati che aiutano l’AI a muoversi con maggior precisione sulle tue pagine web. Ci sono anche altri esempi che puoi approfondire su questa documentazione non ufficiale.

Riccardo Esposito
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