La gestione di un sito web non è mai semplice. E in alcuni casi si devono affrontare delle sfide piuttosto articolate, come ad esempio delle penalizzazioni o dei problemi in termini di visibilità. Una visibilità che deve essere sempre analizzata, gestita, delineata: abbiamo differenti tipologie di cali di traffico su Google Analytics.
Queste informazioni possono aiutarti a valutare cosa succede sul tuo sito internet. Per risollevare il sito web da crolli di traffico e visibilità – ancora più difficile con l’AI Overview – non basta guardare il grafico. Però capire qual è il tipo di variazione e come si muove la curva delle visualizzazioni è importante per una prima diagnosi.
Anche perché esistono 4 modelli di cali del traffico di un sito internet che ti possono chiarire molti aspetti del lavoro da svolgere. Attenzione, questi modelli non vengono considerati a caso ma nascono da una pubblicazione ufficiale di Google. Che, appunto, ci aiuta ad analizzare eventuali cali di traffico.
Forse uno degli scenari più spigolosi e complessi da affrontare, ma che in qualche modo ti dà la possibilità di recuperare facilmente. Il grafico del calo di traffico legato a un problema tecnico ci descrive un percorso deciso: il grafico si abbassa in modo omogeneo il livello delle visite.
Qualcosa è cambiato e ti impedisce di performare. Quindi, si viene a creare un vero e proprio downgrade con perdita di visualizzazioni. Questo è il risultato di problemi tecnici che possono interessare l’intero sito web ma anche una singola pagina e il blocco può essere causato da diverse condizioni: una modifica mal fatta al robots.txt, una direttiva errata nel noindex o anche un’azione che penalizza alcune sezioni del sito web. Un calo verticale, che porta il traffico vicino allo zero in 24-48 ore, è quasi sempre sintomo di un problema legato ad azioni manuali.
Oppure a errori inseriti accidentalmente nel codice sorgente o nelle impostazioni dei meta tag durante un lavoro di manutenzione. Controlla la sezione Sicurezza e Azioni Manuali in Google Search Console e fai una scansione con Screaming Frog per monitorare eventuali cambiamenti. La buona notizia: anche se i crolli possono essere totali, basta risolvere il blocco per ritornare allo stato iniziale. Quindi, è come se non fosse successo niente.
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In alcuni casi, i crolli possono essere significativi e i cali di traffico sostanziosi. Ma se il grafico appare simile a una sinusoide, quindi con un sali/scendi prevedibile e che si riscontra sempre negli stessi periodi, forse si tratta di una semplice stagionalità. Che può essere ben documentata dal tracking periodico.

Ovvero, le persone non cercano ciò che proponi in un determinato periodo dell’anno e poi ritornano a preferire le tue pagine. Pensa a chi vende biscotti natalizi o a chi si occupa di costumi per il mare: sono entrambi business con siti web che registrano grafici legati a periodi di calo e altri di grande attività.
Cosa fare se ti trovi di fronte a questo grafico? Niente, non c’è problema tecnico da risolvere o penalizzazione da gestire. L’unico punto che devi affrontare è quello della stagionalità dei contenuti: assicurati di avere pagine web adeguate a cavalcare l’onda quando si presentano i picchi. E soprattutto di avere un hosting con le spalle larghe per gestire tutti gli accessi che arrivano nei periodi positivi.
Il traffico diminuisce mese dopo mese. È il calo più pericoloso perché spesso ignorato inizialmente. Spesso questa condizione è legata ai contenuti obsoleti, nota anche come Content Decay, o magari all’arrivo di concorrenti che pubblicano materiale migliore. O ancora alla perdita progressiva di backlink di qualità.
Se il traffico si stabilizza su un nuovo plateau inferiore ci troviamo di fronte a un pattern tipico degli aggiornamenti del sistema di ranking di Google. In pratica, assistiamo a una perdita di pertinenza rispetto all’intento di ricerca o carenze nei segnali E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness).
Il punto da chiarire è semplice: Google non ti sta punendo, ha semplicemente deciso che altri contenuti rispondono meglio alla query. Questa è la condizione più difficile da affrontare perché non si tratta di ripristinare le condizioni di partenza ma bisogna analizzare a fondo la strategia e a volte non si può tornare indietro.
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Cosa succede? All’improvviso il grafico registra un tonfo, un calo brusco di tutte le visite. Ma si riprende subito. Questi casi sono definiti come errori di monitoraggio. Cosa devi fare? In realtà nulla, il problema non è il tuo. Al massimo, se noti che questi casi si ripetono spesso nel tempo, puoi valutare la stabilità del server.

Nella Search Console hai una sezione che ti permette di verificare eventuali condizioni in cui il sito web va in downtime a causa di problemi lato server, tipo gli errori 500, così hai il polso della situazione. Il quale ti dovrebbe portare a una riflessione se i problemi si susseguono: sarà il caso di cambiare hosting?
La qualità e la stabilità dei server, nonché la velocità, sono parametri essenziali anche per l’ottimizzazione SEO di un sito web. Un progetto stabile non avrà continui crolli di connessione e vuoti di traffico. Ecco perché con Serverplan c’è massima attenzione per l’uptime e i tempi di reazione dopo un problema tecnico.