5 modi (semplici ed efficaci) per perdere i lettori

Postato in data 27 Giugno 2016 da Riccardo Esposito

Strano leggere questo titolo, vero? Sul blog Serverplan ti ho sempre lasciato buoni consigli per aumentare le visite e per scrivere contenuti di qualità. Perché puntare su questo tema ed elencare le tecniche per farti odiare dai lettori?

blogging

Perché è qui che spesso i blogger cadono, è sui dettagli che scivolano e rovinano il lavoro di mesi. A volte di anni. Sono le cattive abitudini che trasformano il tuo progetto di blogging in una disfatta totale: hai comprato un dominio e hai scelto un hosting WordPress di qualità, una soluzione adatta alle tue esigenze.

E poi hai investito tempi e competenze. Hai steso un calendario editoriale, hai iniziato a pubblicare pagine statiche e articoli, hai puntato sulla SEO e sui social media. Insomma, hai iniziato a sfruttare i vantaggi dell’inbound marketing: bell’idea, mi piace. Sono d’accordo. Però se cadi su questi punti stai rischiando. E anche molto.

1. Ripubblicare i post senza una strategia

Argomento delicato. Molto delicato. Io sono il primo a suggerire una ripubblicazione costante dei post, magari lo stesso giorno in cui è stato messo online. Puoi lanciare lo stesso link sullo stesso social anche due volte nell’arco di 24 ore. Sono stato generico, però. Il rischio di ammorbare i lettori e causare un abbandono di massa dei canali è alto, devi dosare le pubblicazioni in base ad alcuni parametri:

  • Ritmo del social: su Twitter è semplice pubblicare lo stesso post, su Facebook diventa complicato.
  • Contenuti: ripubblica lo stesso link con headline, descrizione e visual differente.
  • Coinvolgimento: puoi ripubblicare il commento lasciato a un contenuto, e puntare sul coinvolgimento.

Quest’ultimo punto è interessante. Ogni commento su WordPress ha un permalink, un indirizzo che porta alla posizione del contributo. Questo significa che puoi condividere un commento, portare i tuoi follower o i tuoi fan verso un elemento specifico della pagina.

social
Ritmi e social diversi.

Esiste una tabella stabilita delle ripubblicazioni? Posso avere un’idea chiara del ritmo di ripubblicazione? Il buon senso ti guida, non devi annoiare i seguaci ma arricchire ogni condivisione e fonderla nello stream. Come suggerisce questo grafico di Coschedule, non tutti i social hanno lo stesso ritmo quindi devi valutare la tua attività Altrimenti rischi di diventare spam. E di far fuggire i lettori.

Da leggere: 4 modi per fare spam con il tuo blog

2. Ignora i commenti (e le critiche)

Vuoi pubblicare articoli e aumentare i commenti senza perdere tempo nelle interazioni? Perfetto, sei sulla buona strada per distruggere il tuo blog. Perché questo strumento è basato su questo punto: creare interazione, formare contenuti attraverso il confronto. Il blogging è costruzione condivisa del significato, anche quando ci sono critiche.

Quindi, arrivano i commenti. Cosa fai? Ignori, oppure rispondi solo quando ci sono complimenti nel testo. Le domande scomode rimangono senza risposta e lo stesso vale per le critiche. Anzi, in questo caso decidi di cancellare il contributo per evitare che altre persone leggano.

Sembra così facile, vero? In realtà questo è un errore madornale e rischi davvero di mettere a repentaglio la tua attività online. Il mio consiglio: rispondi a tutti i commenti e cerca di dare qualcosa di utile per rispondere alle domande e alle critiche. Soprattutto alle critiche: mai cancellare un attacco e mai lasciarlo senza replica.

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3. Pubblica contenuti automatizzati

Una delle regole fondamentali che ho sempre proposto ai clienti, e che ho imposto alla mia attività personale: eliminare gli automatismi. Ogni azione svolta sui social è manuale e personalizzata: tagliata intorno alle esigenze del singolo, dell’individuo. O del contesto.

Il classico esempio: tutti i post che pubblichi su Facebook arrivano su Twitter. Senza editing o adattamento, senza hashtag o menzioni. Ancora un altro esempio: tutte le pubblicazioni del blog vengono condivise su Facebook. Anche in questo caso senza il tuo contributo.

lettori blog

Risultato pessimo, senza soluzione. Il motivo è semplice: pensi di risparmiare tempo, in realtà stai comunicando male. Il risultato è simile, questo credi, ma traspare scarsa attenzione nei confronti di chi dovrebbe leggere i tuoi aggiornamenti.

Non ti prendi lo scomodo di pubblicare un contenuto su Twitter, cosa vuol dire questo? Niente automatismi, ogni aggiornamento e ogni azione deve essere manuale. Sempre. Curata nei minimi dettagli.

4. Duplica i contenuti (con le tassonomie)

Lo so, conosci la regola dei contenuti duplicati: meglio evitare. Google non ama i blogger che riproducono testo già in rete sulle proprie pagine web, lo stesso vale per le persone: a chi fa piacere ritrovare testi già letti altrove?

Il punto è chiaro, gli aggiornamenti devono essere unici. Ma spesso gli articoli creano questo problema in modo automatico. In che modo? A causa delle tassonomie, di tag e categorie che riuniscono post dedicati a un unico argomento. Queste risorse sono fondamentali, ma al tempo stesso rischiano di generare contenuti duplicati.

Accade quando tag e categorie si sovrappongono, quando hanno lo stesso significato e accolgono gli stessi articoli. Webwriting, web writing, scrittura online: sono parole diverse con significato uguale, quindi generano contenuti duplicati.

Per evitare questi problemi e iniziare con il piede giusto puoi usare le mappe mentali: ti aiuteranno a schematizzare i topic e migliorare il lavoro di organizzazione dei contenuti. Ricreano un ipotetico percorso per creare categorie e tag efficaci, incapaci di sovrapporsi.

Da leggere: differenze tra tag, categorie e sottocategorie su un blog WordPress

5. Ignora la forza dell’informazione

Vuoi bruciare i tuoi lettori? Lavora sul click baiting estremo. Questa è la regola che tutti conoscono e che applichi anche tu, ogni giorno, quando scegli il titolo per il tuo post: non devi promettere qualcosa di falso. Ma c’è un aspetto da considerare nel lavoro di elaborazione e stesura del titolo: la persuasione dell’informazione.

contenuti informativi

Non è un’idea mia ma di David Ogilvy, famoso pubblicitario britannico che ha prestato la sua affermazione alla grafica di Copyblogger: informare è convincere, spostare decisioni a proprio favore. Cosa significa questo? Devi scrivere titoli informativi, attenti all’esigenza della SEO e capaci di stuzzicare l’attenzione del lettore.

Ma alla base di tutto c’è sempre l’informazione. Io devo capire subito qual è il cuore dell’argomento, deve essere sufficiente uno sguardo al titolo. Magari in combinazione con un sottotitolo o con una meta description se ti trovi nella serp. In ogni caso l’idea di base è questa: mentire (nel titolo) vuol dire condannare il tuo blog.

Stai tutelando o distruggendo il tuo blog?

Questi sono 5 punti per definire la tua attività di blogging. Per la precisione, sono dei riferimenti per evitare che il lavoro creato attraverso la pubblicazione vada in fumo a causa di una disattenzione, una sfumatura semplice da ottimizzare prima di cadere nell’errore.

Meglio evitare questi problemi, non credi? Questi sono i punti che ho individuato, tu puoi ampliare questa lista: lascia la tua esperienza nei commenti.

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