E-commerce in Italia 2016: un settore in crescita?

Postato in data 29 Aprile 2016 da Riccardo Esposito

Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo dedicato al mondo e-commerce, in particolar modo alle piattaforme più utilizzate per aprire uno shop online. Chi ha vinto? La soluzione è racchiusa in Woocommerce, estensione WordPress per aprire il tuo negozio partendo dal CMS più famoso del web.

C’è spazio per Prestashop e per Magento. Ma i dati della ricerca incoronano Woocommerce come soluzione preferita. Molti contatti personali, però, mi hanno fatto notare che sono dati parziali e che affrontano solo una parte del tema. Non basta descrivere le piattaforme scelte: dobbiamo analizzare altri dati per avere un quadro chiaro della situazione.

Ecco perché ho iniziato a cercare informazioni sull’universo e-commerce in Italia. Così mi ritrovo di fronte a un documento interessante: la decima edizione dello studio firmato dalla Casaleggio Associati sul mercato online nel nostro paese.

La ricerca è stata presentata il 13 aprile 2016 presso la Camera di Commercio a Milano, ed è stata condotta su un campione di 3.000 aziende (multinazionali e PMI) con sede in Italia.

Il risultato di questa indagine? Un report presentato attraverso delle slide che parlano di un e-commerce in Italia dai numeri interessanti. Qualche dettaglio in più?

Fatturato e-commerce: numeri che crescono

Nell’arco di dieci anni (2005 – 2015) il fatturato legato ai negozi online è passato da 2,1 a 28,8 miliardi di Euro. Un passaggio che ha avuto dei picchi del +58% e +43% nel 2009 e nel 2010. Negli ultimi anni la crescita non è stata brillante, ma nel 2015 il tasso è tornato a crescere.

fatturato
Come si distribuisce il fatturato degli e-commerce in Italia?

La distribuzione del fatturato rispecchia la tradizione del nostro paese, dando una grande attenzione al settore turistico. Non è questa, però, la fetta più importante: quali sono i settori nei quali si registra un buon successo dell’e-commerce? La risposta nella grafica in alto:

  • Tempo libero: 47%
  • Turismo: 30%
  • Centri commerciali: 8%
  • Assicurazioni: 6%

Quindi c’è una gran quantità di fatturato coperto dal tempo libero, in particolar modo dai giochi online. I dati che sorprendono sono quelli legati all’abbigliamento e all’editoria – senza dimenticare arredo, salute e bellezza – che rappresentano la minima parte del grafico. Forse sono settori difficili da affrontare lato e-commerce?

settori ecommerce
E-commerce in Italia: cosa succederà nel 2016?

Poco male, le previsioni per il 2016 sono positive: un bel +20% risolleverà le sorti dell’abbigliamento. Lo stesso vale per arredamento casa che sarà investito da un +25%, stessa cifra dell’editoria. Il benessere? Settore a gonfie vere per i prossimi 12 mesi con un aumento record: +40% per questo circuito così importante.

Da leggere: 8 modi per migliorare il carrello e-commerce

Quale pubblicità?

Uno dei punti di partenza per chi fa e-commerce in Italia: non basta il sito web. Puoi usare Magento, Prestashop o WordPress per costruire il tuo shop online. Puoi sfruttare altre piattaforme, questo è chiaro. Ma lo devi fare con cognizione di causa, devi creare una buona struttura e puntare su immagini, testo, video. Sui contenuti, insomma.

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E-commerce in Italia 2016: ecco le attività di marketing

Poi? Ti siedi e aspetti le vendite? No, devi puntare sulla promozione. I trend in Italia parlano chiaro: c’è consapevolezza del mobile, i portali sono pensati per smartphone e tablet, ma al tempo stesso ci sono attività capaci di incrociare vecchie logiche come la pubblicità sulla TV. La grafica più interessante è quella che mette a confronto i diversi canali utilizzati per promuovere l’e-commerce:

  • Keyword Advertising
  • SEO
  • Social media
  • Email Marketing

Le fette più importanti della torta puntano sul web marketing, sull’ottimizzazione di diversi elementi che comprendono social media, SEO, pubblicità ed email marketing. Ci sono i media tradizionali ed è interessante il peso dei comparatori, settore specifico per la compravendita dei prodotti.

Aumentare le conversioni

Questa è l’idea di base: avere un e-commerce per aumentare le conversioni e fare in modo che il numero dei clienti si impenni. La mia esperienza personale? Lavorare in questo settore è difficile, molto difficile.

Un e-commerce è un equilibrio delicato, basta un dettaglio per fare la differenza: ecco quali sono i fattori che determinano un aumento delle conversioni nell’universo dei negozi online in Italia.

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I fattori della conversione per un e-commerce.

Il posto d’onore è dedicato alla semplicità del processo d’acquisto. Non è una novità: l’user experience è decisiva in qualsiasi progetto web, ma soprattutto in un luogo dove le persone devono acquistare e inserire un numero importante come quello della carta di credito.

Tutto si basa su un connubio tra tecnica e sensibilità: il lavoro di chi costruisce l’e-commerce deve essere diretto verso l’accoglienza e la comprensione delle necessità.

Deve esserci assistenza, bisogna far percepire all’utente che ha fatto la scelta giusta e che ci sono delle persone pronte ad aiutarlo. Il processo d’acquisto deve essere semplice, veloce. E non guasta qualche artificio retorico per comunicare senso d’urgenza.

Per approfondire: la velocità è tutto per un e-commerce

Puntare sul mobile e sui social

Questa è la chiave di volta, il punto di riferimento per ottenere buoni risultati nel mondo dell’e-commerce. Esagerazione? Certo, il desktop è importante ma i dati parlano chiaro: il fatturato dei dispositivi smartphone e tablet è in crescita, e passa dal 5% del 2012 al 22% del 2015. Stiamo parlando di soli 3 anni per un aumento esponenziale.

Nel 2016 è previsto un aumento degli investimenti sul mobile, ma non solo: per i social si annuncia un 2016 florido. Gli intervistati si definiscono soddisfatti dei risultati ottenuti con il SMM, ma molti sottolineano le difficoltà nel definire il ROI.

social
E-commerce e SMM: su quali social investiamo?

A proposito, qual è il social più utilizzato per promuovere l’attività di vendita online? Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg spazza via gli avversari – solo YouTube tiene timidamente testa – e viene considerato molto efficace da una buona parte del campione. Ancora qualche dubbio sul peso di questo social?

E tu come ti muovi?

Come al solito le statistiche prestano il fianco alla relatività dei dati. Cercano in qualche modo di restituire delle informazioni chiare, ma resta sempre il dubbio: saranno rappresentative? Questo è lo scopo, poi sta a noi interpretare i numeri e le indicazioni con la dovuta cautela. Anche se mi sento di poter confermare queste previsioni.

Mobile, social, investimenti futuri, fatturato in aumento: ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Sei d’accordo? Qual è il tuo punto di vista? Hai un e-commerce e puoi confermare questi dati? Aspetto il tuo commento.

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