Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato questa iniziativa: un bando destinato a cloud e cybersecurity. Possono partecipare MPMI (micro, piccole e medie imprese) e lavoratori autonomi che vogliono implementare l’infrastruttura IT. Ora bisogna capire cosa serve e come fare la domanda, in ogni caso iniziamo da un punto: puoi scegliere Serverplan come fornitore accreditato perché siamo fornitori accreditati.

Nello specifico, il bando del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) permette di rivisitare/adottare delle soluzioni cloud avanzate o migliorare i sistemi di cybersecurity per contrastare qualsiasi tipo di attacco informatico. In sintesi, l’obiettivo di questo voucher è quello di favorire la transizione digitale delle realtà medio-piccole verso una condizione adeguata. Vuoi approfondire?
Iniziamo da questo punto: Serverplan è iscritto all’elenco MIMIT dei fornitori accreditati e puoi utilizzare il voucher direttamente acquistando i nostri servizi cloud e cybersecurity. per tutto il resto puoi dare uno sguardo a questa guida.
Il Voucher Cloud Cybersecurity è una misura agevolativa gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), pensata per sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity da parte di piccole e medie imprese, professionisti e lavoratori autonomi. Il bando voucher per cloud e cybersecurity previsto nel Decreto Attuativo 2026 è disponibile qui.
L’iniziativa nasce da un forte segnale di politica economica e fiscale: il legislatore comunitario e nazionale ha posto al centro della propria azione i temi del cloud computing e della cybersecurity, ritenuti strategici per lo sviluppo dell’economia europea e italiana.
In uno scenario in cui le aziende sono soggette a malware e attacchi DDoS, questa è una priorità. Nel 2026 le PMI, i professionisti iscritti agli albi e i lavoratori autonomi potranno ottenere importanti agevolazioni per l’acquisto di servizi e prodotti digitali innovativi, a condizione che si tratti di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle già in uso, oppure di soluzioni più avanzate e sicure rispetto a quelle attualmente adottate.
Prima di presentare la domanda per il Voucher Cloud Cybersecurity, ogni azienda o professionista deve fare un’analisi di prefattibilità. Si tratta di un passaggio che permette di ottimizzare risorse e tempi, evitando di lavorare su progetti già in partenza non ammissibili. Le quattro fasi dell’analisi applicate al bando sono:
| Fase | Regole del bando |
|---|---|
| Ammissibilità soggettiva | Micro, piccole e medie imprese; lavoratori autonomi |
| Ammissibilità oggettiva | Progetto di digitalizzazione focalizzato su cloud e cybersecurity |
| Valutazione economico-finanziaria | Piano di spesa minimo di 4.000 euro; durata max 12 mesi (o 24 in caso di abbonamento) |
| Valutazione tecnica | Contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps |
Nelle PMI è sempre più importante gestire internamente almeno la fase di prefattibilità considerata anche la quantità di risorse pubbliche disponibili e per l’ultima fase del PNRR.
Il voucher può essere richiesto fino al 50% del totale del piano di spesa, con un massimo di 20.000 euro per ciascuna richiesta. Il piano di spesa minimo deve essere pari a 4.000 euro. Eventuali piani di spesa superiori a 40.000 euro potranno comunque essere finanziati per un massimo di 20.000 euro.
L’agevolazione rientra nel regolamento sotto forma di contributo a fondo perduto. Il beneficiario dovrà quindi monitorare il rispetto del plafond dei 300.000 euro di aiuti triennali come singola entità o come gruppo nel caso di impresa unica. La durata dei piani di spesa prevede:
Non sono ammissibili le spese per l’acquisizione di prodotti/servizi con prestazioni analoghe a quelle già in uso dal richiedente. Le agevolazioni saranno erogate in non più di due quote:
Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni (tipo patent box, iper ammortamento), purché non comporti il superamento del limite de minimis e vengano rispettate le leggi speciali che disciplinano le altre agevolazioni.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Dotazione totale | 150 milioni di euro (FSC 2014–2020) |
| % a fondo perduto | 50% delle spese ammissibili |
| Spesa minima | €4.000 |
| Contributo massimo | €20.000 per beneficiario |
| Chi può fare domanda | PMI e lavoratori autonomi italiani |
| Connettività richiesta | Almeno 30 Mbps in download |
| Elenco fornitori (scaduto) | 27 maggio 2026 |
| Apertura sportello PMI | Da definire con successivo decreto MIMIT |
| Procedura | A sportello, ordine cronologico fino a esaurimento fondi |
| Fondi Mezzogiorno | ~€71M riservati a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia |
I soggetti beneficiari del Voucher Cloud Cybersecurity sono le micro, piccole e medie imprese, classificate secondo i criteri della Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE e dell’allegato I del regolamento GBER. Sono escluse le grandi imprese, quelle che hanno più di 250 dipendenti, un totale ricavi maggiore di 50 milioni di euro e un totale attivo di bilancio maggiore di 25 milioni di euro.
Sono inclusi anche i lavoratori autonomi, coloro che esercitano attività di arti o professioni, inclusi i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali e gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi (ai sensi dell’art. 1, comma 2, della Legge n. 4/2013).
Tutti i soggetti richiedenti devono avere sede in Italia, essere titolari, al momento della presentazione della domanda, di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. Ci sono ulteriori requisiti per le PMI che, oltre a risultare attive, devono inoltre essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese.
Sono esclusi i settori previsti dall’art. 1 del regolamento de minimis: pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli, trasformazione/commercializzazione di prodotti agricoli in certi casi, e attività connesse all’esportazione. Sono inoltre escluse le imprese:
I professionisti e lavoratori autonomi, non tenuti all’iscrizione al Registro delle Imprese, devono essere titolari di partita IVA individuale (salva l’iscrizione all’ordine professionale di riferimento, ove necessaria) e possedere i requisiti legali previsti per le PMI, ove compatibili con la natura dell’attività esercitata.
Una volta verificata l’ammissibilità soggettiva, il richiedente deve avere un progetto di digitalizzazione focalizzato su cloud e cybersecurity. Le spese ammissibili sono riconducibili a cinque categorie di prodotti e servizi.
In quest’ultimo caso sono esclusi i servizi di formazione, ammissibili nella misura massima del 30% del complessivo piano di spesa e solo se connessi ad uno o più degli altri servizi dell’elenco. I servizi/prodotti possono essere acquisiti tramite:
In sintesi. La spesa può essere un acquisto diretto o un abbonamento, o una combinazione tra le due formule, per hardware e software, servizi cloud infrastrutturali (IaaS) per l’archiviazione scalabile dei dati, applicativi (SaaS) tipo ERP, CRM, CMS e software di monitoraggio. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fornito importanti precisazioni su alcune tipologie di spesa.
Le tipologie di servizi indicate nelle quattro categorie a), b), c), d) rappresentano un elenco esemplificativo e non esaustivo. Possono rientrare nella categoria d) anche strumenti come le dashboard Power BI.
I servizi professionali rientranti nella categoria e) sono diversi dalla mera consulenza: si tratta di servizi operativi e tecnici direttamente collegati all’implementazione e gestione delle soluzioni. Sono esclusi i corsi di formazione e la consulenza pura (assessment teorici non seguiti da implementazione).
I servizi professionali e/o continuativi tipici delle soluzioni di cybersecurity, come il monitoraggio della sicurezza basato su tecnologia antimalware, possono essere considerati rientranti nella categoria b) a condizione che le soluzioni siano erogate in modalità SaaS. In alternativa possono essere classificati nella categoria e), ma con applicazione del limite del 30%.
Sono esclusi i servizi di formazione e di miglioramento delle competenze, anche se erogati tramite piattaforme cloud. Sono ammissibili le sole piattaforme software di e-learning prive di contenuti di formazione, offerte in modalità cloud.
L’acquisto di un nuovo server dotato di sistemi di virtualizzazione e Windows Server aggiornato non rientra tra le soluzioni hardware cybersecurity ammissibili, in quanto considerato acquisto di hardware generico.
Il 27 febbraio 2026 c’è l’apertura della procedura di pre-registrazione per i fornitori interessati a iscriversi all’elenco del MIMIT. Dal 4 marzo al 27 maggio 2026 abbiamo una finestra temporale per la presentazione delle istanze dei fornitori (la scadenza originaria del 23 aprile 2026 è stata prorogata con decreto direttoriale del 22 aprile 2026). Tra questi c’è anche Serverplan: non tutti i provider potranno vendere servizi finanziabili ma avendo completato la registrazione come fornitore accreditato possiamo offrirti ciò che serve. Siamo un’azienda italiana, con server fisicamente in Italia, che lavora con PMI da oltre 20 anni. Anche questo ha un impatto sulla tua domanda di voucher:
Da giugno 2026 le imprese e i professionisti possono presentare la domanda tramite il portale telematico del MIMIT, una volta pubblicato il provvedimento del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese. Le agevolazioni saranno concesse tramite una procedura valutativa con procedimento a sportello, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle istanze.
Devi aggiungere i dati anagrafici del soggetto richiedente, la descrizione dei servizi prescelti, con indicazione delle modalità di acquisizione e dell’eventuale abbonamento e il nome dei fornitori iscritti nell’elenco del MIMIT e abilitati dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Servono anche la durata prevista del piano di spesa (max 12 mesi per acquisto diretto) o dell’abbonamento (min 24 mesi), l’importo delle spese ammissibili e del contributo richiesto, l’indirizzo PEC del richiedente. Alla domanda devono essere allegati tre documenti:
Il MIMIT, rispettando l’ordine cronologico di presentazione, verificherà la completezza e regolarità della documentazione, il possesso dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità, la corretta qualificazione del fornitore individuato. Le verifiche istruttorie dovranno essere espletate entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza. In caso di richiesta di chiarimenti o integrazioni, i termini si sospendono fino al ricevimento delle risposte, pena la decadenza della domanda in caso di mancata risposta nei termini. Una volta accolto il provvedimento, l’impresa ha 30 giorni per sottoscrivere il contratto con il fornitore e comunicarlo al MIMIT.
Il Voucher Cloud Cybersecurity rappresenta un’opportunità concreta e significativa per le PMI italiane, i professionisti e i lavoratori autonomi che intendono modernizzare il proprio assetto digitale nel 2026. Questo avviene con 150 milioni di euro, un contributo a fondo perduto fino a 20.000 euro e la possibilità di cumulare l’agevolazione con altre misure fiscali come il patent box e l’iper ammortamento.
Il consiglio è quello di avviare l’analisi di prefattibilità, verificare i requisiti soggettivi e oggettivi. Con decreto direttoriale 29 luglio 2026 è stato definito l’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e prodotti di cloud computing e cyber security, in esito alla procedura definita dall’articolo 4 del decreto direttoriale 21 novembre 2025. Nell’elenco tra i fornitori accreditati è presente anche Serverplan srl.
Termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione da parte delle PMI e dei lavoratori autonomi sono state definite con un decreto direttoriale su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Le domande per l’agevolazione potranno essere precompilate a partire dal 20 ottobre attraverso la procedura informatica disponibile sul portale del Ministero (maggiori informazioni su mimit.gov.it). Lo sportello per la presentazione delle istanze, invece, aprirà il 10 novembre e resterà attivo fino al 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.